ANALISI TATTICA – Contro il Sassuolo di De Zerbi la partita si decide al centro

di Mirco Vecchi |

Secondo posto in classifica, sette punti conquistati in tre giornate e miglior attacco del campionato con 8 reti realizzate, questi sono i numeri del Sassuolo, prossimo avversario della Juventus all’Allianz Stadium.

Gli emiliani in estate hanno deciso di non stravolgere la rosa confermando molti protagonisti della passata stagione. Tre sono state le partenze importanti: ceduti il pilastro difensivo Acerbi, il centrocampista Mazzitelli e l’esterno offensivo Politano. Per rinforzare la squadra sono stati acquistati il difensore Magnani, i centrocampisti Bourabia e Djuricic, gli esterni offensivi Di Francesco, Brignola e Boga, infine Kevin-Prince Boateng. Il cambio più significativo la formazione emiliana lo però ha fatto in panchina, nonostante la salvezza ottenuta nella scorsa stagione non è stato confermato Iachini si è deciso di puntare sull’emergente De Zerbi.

In queste prime giornate si è subito vista la mano del nuovo allenatore, in quanto la squadra ha dimostrato di aver fatto suoi alcuni principi di base del tecnico: il gioco di posizione, la continua ricerca del terzo uomo, rotazioni, interscambi e riaggressione alta. Tre giornate di campionato e tre moduli diversi proposti da De Zerbi: 4-3-3, 3-5-2 e 3-4-2-1 ma i principi e la spettacolarità del gioco espresso non cambiano.

Contro la Juventus probabile che il tecnico neroverde opti per un più solido 4-3-3 con Consigli in porta, difesa a quattro con Rogerio terzino sinistro, Lirola terzino destro (entrambi ex bianconeri), centrali difensivi Magnani e Ferrari. In mediana al centro Locatelli, affiancato a sinistra da Sensi e a destra da Duncan. Probabile tridente avanzato che vedrà a destra Berardi, a sinistra Di Francesco e di punta Boateng; i tre hanno libertà di svariare e scambiarsi su tutto il fronte offensivo. Possibile variabile di formazione è l’utilizzo di una difesa a tre con uno tra Marlon e Lemos titolari al posto del centrocampista Sensi, centrocampo a 4, Berardi e Boateng come trequartisti alle spalle di una punta fisica come Babacar.

In fase di possesso i neroverdi cercano sempre di controllare il gioco anche contro squadre più blasonate e superiori tecnicamente, durante lo sviluppo l’atteggiamento posizionale di ogni singolo giocatore è fondamentale per raggiungere il fine. L’obbiettivo di De Zerbi è la ricerca della superiorità numerica, attraverso il controllo del pallone e l’utilizzo di una serie di movimenti intelligenti frutto di allenamenti mirati. Il Sassuolo utilizza spesso rotazioni e interscambi, ad esempio: con palla al terzino la punta centrale si abbassa, il laterale offensivo si accentra e si crea così lo spazio d’inserimento per il terzo uomo, in questo caso la mezz’ala.

 

 

 

 

La Juventus dovrà prestare molta attenzione ai movimenti senza palla degli uomini di De Zerbi, per non soffrire troppo in queste situazioni sarà importante il contributo in fase difensiva di tutta la squadra, in particolare i centrocampisti dovranno controllare con molta attenzione gli inserimenti degli opposti avversari. Allegri potrebbe optare per una mediana a tre per dare più copertura e solidità difensiva nella zona centrale.

Nelle transizioni difensive la squadra emiliana attua una riaggressione immediata ben organizzata, con un doppio scopa: da una parte De Zerbi vuole prevenire il contropiede avversario senza scivolare all’indietro ma cercando di interromperlo sul nascere, dall’altra punta a recuperare il pallone subito dopo averlo perso, in modo da riproporre una nuova azione d’attacco.

In fase di non possesso il Sassuolo porta anche un pressing molto alto: la prestazione di Bonucci sarà provvidenziale per i bianconeri in fase di costruzione, per uscire più facilmente dalla morsa dei neroverdi. La Juventus dovrà inoltre cercare di sfruttare al meglio i punti deboli mostrati dal Sassuolo in queste prime uscite. La squadra emiliana ha sofferto molto le situazioni su palla inattiva, inoltre gli uomini di De Zerbi hanno evidenziato difficoltà quando gli avversari effettuano movimenti tra le linee sulla trequarti.

 

 

 

Per la Juventus incontrare un avversario con un idea di gioco ben definita e che effettua un pressing continuo cercando di alzare costantemente il ritmo si preannuncia un ottimo test in vista anche dell’esordio in Champions contro il Valencia, nonostante le differenze di filosofia tra Marcelino e De Zerbi.

Quella con il Sassuolo è per i bianconeri la prima partita di un ciclo di 7 match in 20 giorni. In più molti giocatori rientrano dagli impegni delle nazionali, e per questa ragione Allegri dovrà valutare la condizione dei singoli e potrebbe apportare diversi cambi. In particolare in difesa potrebbe trovare spazio uno tra Barzagli e Benatia, mentre De Sciglio si candida per l’esordio stagionale. A centrocampo Pjanic potrebbe venire risparmiato, visto che è uscito malconcio dagli impegni con la Bosnia: per sostituirlo il ballottaggio tra Emre Can e Bentancur vede il primo favorito nelle gerarchie del mister. In attacco dovrebbero essere praticamente sicuri di una maglia da titolare Mandzukic e Cristiano Ronaldo, a completare il reparto offensivo è probabile che Allegri punti su Bernardeschi lasciando ai sudamericani, rientrati dalle fatiche otreoceano con le loro nazionali, un turno di riposo.

La capacità del carrarino nel venire dentro al campo potrebbe esporre le menzionate difficoltà di lettura tra le linee degli ospiti, ma non dimentichiamo un Paulo Dybala assente da 180 minuti e poco impiegato anche in nazionale durante la sosta. In una gara in cui già mancherà Pjanic sembrerebbe rischioso rinunciare anche al numero 10, e schierarlo insieme a Bernardeschi potrebbe consentire di riempire meglio la trequarti avversaria, lasciando a CR7 solo il compito di attaccare porta e profondità.