ANALISI TATTICA / Roma-Juve 3-1: Lichtsteiner & co. cedono con il salire della pressione

di Jacopo Azzolini |

lichtsteiner

La Juve fallisce il primo match point della stagione, perdendo in campionato dopo quasi 4 mesi. Il K.O. non è sorprendente in senso assoluto (ci può stare un passo falso all’Olimpico, soprattutto guardando la formazione), ma lo è se si valuta l’andamento della prima frazione, dove – nonostante assenze cruciali – i bianconeri si stavano comunque esprimendo su buoni livelli. La manovra (anche prolungata) si era rivelata anche superiore a quanto fosse logico attendersi, e senza Dzeko la Roma faticava nel creare concrete occasioni per pungere, mancando un accentratore offensivo come appunto la punta bosniaca.

Nella ripresa, però, tra i giocatori di Allegri ha funzionato davvero poco. In conferenza stampa, il mister toscano ha fatto riferimenti più ad aspetti “mentali” che non tattici, segno che forse molti elementi non hanno approcciato la seconda metà di gara col piglio giusto.

La Juventus è ripartita con le medesima disposizione del primo tempo: un 451 che nelle fasi di pressione sulla costruzione bassa romanista sovente si tramutava in un 4411, con Lemina (o a volte Sturaro) che si alzava poco dietro Higuain.

La costruzione dalle retrovie ha iniziato a farsi via via sempre più difficoltosa, con errori tecnici che nel primo tempo si erano verificati con meno frequenza. Vedendo difficoltà crescenti da parte della difesa juventina, la pressione giallorossa si è fatta logicamente più convinta, inducendo così i giocatori meno dotati (Lichtsteiner soprattutto) a molteplici imprecisioni. Poco propositivo anche Pjanic, che non sempre svetta per personalità quando c’è da organizzare la manovra dal basso (56 passaggi per lui, troppo pochi se confrontati agli 80 di Bonucci). Ad inizio ripresa, quindi, le assenze di Dani Alves e Alex Sandro sono iniziate a farsi sentire pesantemente.

 

In generale, pur senza compiere chissà quale assedio, la Roma è stata brava ad approfittare di una concentrazione juventina che nella ripresa è sostanzialmente venuta a mancare, sfruttando al meglio i singoli episodi. Tutti i gol sono provenuti da scarsa reattività in fase di non possesso, con i giallorossi che hanno avuto un killer instinct non sempre dimostrato in stagione.

La seconda rete è nata da un fuorigioco di rientro fischiato contro Higuain. La Juve si è trovata praticamente con 4 uomini sopra la linea della palla, mentre la Roma con prontezza ha rimesso la palla in gioco ribaltando subito l’azione. I capitolini hanno quindi approfittato di una Juventus spaccata in due, cogliendola impreparata. La scarsa reattività di Lichtsteiner su El Sharawy e il mancato raddoppio sull’egiziano hanno fatto il resto.

 

Diversi errori anche nella segnatura di Radja Nainggolan. Per incominciare, la rimessa laterale è nata da un nuovo errore nel disimpegno, questa volta di Bonucci.

 

Successivamente, il belga è riuscito ad approfittare di una difesa eccessivamente larga (soprattutto Asamoah), con Pjanic che non è stato in grado di seguire il suo inserimento.

 

I bianconeri hanno sensibilmente faticato nel proporsi in avanti, nonostante nel primo tempo diverse giocate avessero dato i loro frutti (per esempio, i movimenti di Sturaro sul centro-sinistra). Chi si è mantenuto su ottimi livelli è stato senza dubbio Higuain, che già nei primi 45′ aveva approfittato di qualche buco di troppo nella trequarti romanista, andando un paio di volte al tiro dai 20 metri.

Anche a causa di un Cuadrado assai poco in serata, la risalita del campo è quasi sempre provenuta dal Pipita, col suo consueto movimento a rientrare raccogliendo la verticalizzazione dalle retrovie e smistando subito il gioco sugli esterni.

 

Allegri (forse tardivamente, visto come stava andando l’inizio della ripresa) ha reintrodotto il 4231 inserendo prima Dani Alves e poi Dybala, a partita però ormai compromessa. Le parole del tecnico aiutano a fornire una corretta fotografia del match:“Nella ripresa basta vedere il gol che abbiamo preso per capire come è andata. Dobbiamo fare i complimenti alla Roma, ma noi sotto l’aspetto dell’attenzione qualcosa abbiamo mollato. Siamo stati anche poco lucidi, già dai primi passaggi, nella ripresa, mi sono accorto che ci stavamo un po’ addormentando”. 

L’impressione è che, dopo un primo tempo relativamente tranquillo, sia subentrato un livello di rilassatezza eccessivo, con disattenzioni piuttosto vistose per una delle fasi di non possesso migliori al mondo. Assolutamente nulla è compromesso e non ci sono razionali motivi per preoccuparsi. Ora però c’è da mettere il punto esclamativo su quanto seminato in questa stagione. E gli errori dovranno essere ridotti al minimo.