Analisi tattica – La maturità della Juve passa dalla sfida allo Spezia

di Roberto Nizzotti |

Dopo la sconfitta casalinga in Champions subita per mano del Barcelona la Juve si rituffa in campionato dove affronterà il neopromosso Spezia che però non giocherà al Picco (lavori di adeguamento in corso) ma al Manuzzi di Cesena, stadio che ha una sua importanza nella recente storia juventina per il goal di Borriello, decisivo per lo 0-1 che importantissimo per il primo scudetto, e per quel famoso goal inventato del pareggio del Cesena che aveva portato alcuni cronisti rossoneri ad esultare, diventando uno dei cori più cantati dal tifo juventino.

Torniamo ora al presente e vediamo rapidamente che tipo di squadra affronterà la Juve di Pirlo.

I liguri, in questo inizio della loro prima stagione in Serie A, hanno conquistato 5 pts in 5 gare con 7 goal fatti e 11 subiti, ottenendo anche la prima vittoria su un campo non semplice come quello dell’Udinese.

L’atteggiamento tattico dello Spezia, ottimamente allenato da Vincenzo Italiano, solitamente lo porta a concedere il palleggio all’avversario (46% di possesso palla medio) cercando poi di recuperare palla all’altezza della linea mediana del campo per poi, con una manovra diretta, contrattaccare.

Questo tipo di impostazione tattica dei liguri la si può notare soprattutto quando si trovano ad affrontare  squadre sulla carta più forti (Sassuolo, Milan) con un tentativo di chiudere le linee di passaggio posizionandosi in maniera tale da indirizzare lo sviluppo della giocata avversaria verso gli esterni dove, poi, cercano il recupero del pallone attuando un’importante pressione (media di 18 contrasti e 17 falli a gara). È presumibile che contro la Juve venga mantenuta questo tipo di attitudine.


Chiusura delle linee di passaggio centrali, indirizzamento della manovra avversaria verso l’esterno e, solo a questo punto, aumento della presione. (gara vs la Fiorentina)

Disposizione centrale e pressing passivo a chiudere le linee di passaggio centrali e poi un frame nel quale si nota la densità difensiva e compattezza a ridoso dell’area di rigore (gara vs il Milan )

Nonostante questo atteggiamento accorto però la squadra di Italiano concede un buon numero di tiri ai rivali (media di 14.60 a gara) e ha una media goal subiti pari a 2.20 per 90 minuti. Questo accade perchèil livello di attenzione non è sempre ottimale sia nella chiusura delle linee che nella letura delle situazioni, concedendo quindi importanti spazi per gli inserimenti.

Giocata dell’Udinese nella quale si vede lo Spezia creare densità in zona palla, lasciando però enormi spazi sul lato debole che viene attaccato.

Passando alla fase di costruzione vediamo come lo Spezia effettua un gioco molto diretto, spesso con lanci lunghi del portiere (media di 38 a gara), solitamente a sfruttare la punta centrale (Galabinov), così da superare la pressione degli avversari e poter dar vita a pericolose transizioni positive.

Situazione di pressione portata sulla prima costruzione che lo Spezia supera con un lancio lungo ad attaccare la profondità, giocata che porta ad una transizione positiva che per poco non si trasformerà in goal (dalla gara vs il Milan).

Lo sviluppo della giocata ligure però si basa anche su una manovra più ragionata, soprattutto sugli esterni, con una combinazione frequente che vede palla avanti, palla dietro e cross verso il centro area, o sul secondo palo.

Situazioni tratte dalla gara giocata vs il Sassuolo che ritraggono giocate manovrate dello Spezia. Le prime due immagini vedono lo sviluppo sugli eterni con attacco dell’halfspace e cross (Galabinov segnerà). La 3^ e 4^ immagine ritraggono una giocata verticale con cambio di campo, una palla avanti-palla dietro e cross sul secondo palo per Galabinov che colpirà la traversa.

Lo sviluppo della manovra ragionata espone però lo Spezia a dei rischi visto che soffre la pressione sulla prima costruzione che, solitamente, viene aggirata con il lancio lungo come visto sopra.

Non sempre però questo avviene soprattutto se l’avversario attua una pressione ottimamente coordinata che, come conseguenza, può portare alla perdita del pallone in zone pericolose come la 3/4 difensiva, esponendo la squadra a delle transizioni molto pericolose.

Pressione portata ottimamente dal Sassuolo sulla prima costruzione dello Spezia che, come risultato, ha prodotto una transizione positiva che si è tramutata in goal per la squadra di De Zerbi.

La Juve, che molto probabilmente avrà un Cristiano Ronaldo in più visto l’esito negativo del tampone, dovrà essere brava a non concedere la profondità e precisa nei tempi di pressione e transizione negativa per evitare che lo Spezia possa sorprenderla.

Dovrà inoltre giocare un calcio diretto, tecnicamente preciso e in ampiezza, e farlo con continuità e velocità per evitare di diventare leggibile dalla squadra di Italiano.

In questo momento ogni gara è per la Juve di Pirlo una sorta di esame e quella con lo Spezia non dovrà dare risposte importanti sulla comprensione, e miglioramento, di ciò che si è sbagliato vs il Barcelona e nelle precedenti gare di campionato.