ANALISI TATTICA – Le uniche armi della Lazio di Inzaghi

di Mirco Vecchi |

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L’esordio stagionale della Juventus tra le mura amiche sarà contro la Lazio allenata da Simone Inzaghi. La formazione capitolina si presenta all’Allianz Stadium vogliosa di riscatto dopo la sconfitta all’esordio in casa contro il Napoli per 1-2.

Questa estate la società biancoceleste ha operato molto sul mercato: numerose sono state le cessioni, con le partenze di giocatori importanti, tra cui il centrale difensivo De Vrij, che ha deciso di non rinnovare il suo contratto e accasarsi a parametro zero all’Inter, Felipe Anderson finito al West Ham e Marchetti approdato al Genoa. Tra gli acquisti di Tare il portiere 35enne Proto, Acerbi, Badelj e il kosovaro classe 93 Valon Berisha, messosi in luce nell’ultima Europa League. Infine la ciliegina sulla torta del mercato biancoceleste è stato l’acquisto di Joaquin Correa, argentino di grande talento in grado di ricoprire il ruolo di punta centrale ed esterno offensivo.

Il sistema di gioco utilizzato solitamente da Inzaghi è il 3-5-1-1. Questo schieramento consente alla formazione laziale, in fase di possesso, di attaccare con molti uomini, mentre in fase di non possesso gli esterni si abbassano nella linea difensiva formando una retroguardia a 5.

In porta ci sarà l’albanese Strakosha, l’anno scorso decisivo per la vittoria dei biancocelesti all’Allianz Stadium; in difesa linea a 3 con centrale il neo acquisto Acerbi, ai suoi lati al centrosinistra Radu e a centrodestra ballottaggio con l’ex bianconero Caceres favorito su Bastos e Wallace. Davanti alla difesa ritorna Lucas Leiva, assente contro il Napoli causa squalifica, con Parolo e Milinkovic-Savic ai fianchi. Gli esterni sono Marusic e Lulic, trequartista il funambolo spagnolo Luis Alberto, mentre tutto il peso dell’attacco biancoceleste è affidato al capocannoniere della scorsa serie A, Ciro Immobile. Possibili varianti tattiche conservative potrebbero essere l’utilizzo di Badelj al fianco di Lucas Leiva o l’impiego di Caceres da tornante.

In questa seconda giornata di campionato la Juventus di Allegri dovrà prestare molta attenzione ai tre principi di base che caratterizzano il gioco di Inzaghi: la ricerca del lancio diretto in verticale per Immobile, l’imprevedibilità tra le linee di Milinkovic-Savic e Luis Alberto e la rapidità degli attacchi in contropiede.

In fase di costruzione la Lazio esegue un giro palla compassato dal basso per poi cercare repentinamente la soluzione diretta attraverso lanci lunghi in profondità per la velocità di Immobile o per la dominanza aerea di Milinkovic-Savic. La continua ricerca della verticalità è una delle costanti tattiche della Lazio, nella partita contro il Napoli è stata la soluzione più utilizzata dagli uomini di Inzaghi con Acerbi spesso chiamato a lanciare per il numero nove.

Altro punto di forza della formazione di Inzaghi è il movimento tra le linee di Luis Alberto e Milinkovic-Savic, due giocatori molto tecnici e imprevedibili in fase di rifinitura, abili a smarcarsi sulla trequarti e imbeccare in verticale Immobile che attacca la profondità.

Il terzo punto di forza dei biancocesti è l’organizzazione delle transizioni positive, all’interno delle quali si ricerca la ripartenza veloce in campo aperto, frangente in cui la Lazio spesso riesce a guadagnare la superiorità numerica.

 

 

In fase di non possesso, il punto debole evidenziato dalla Lazio nella scorsa stagione e nella prima di campionato contro il Napoli sono i cross dalle corsie laterali. In queste situazioni la formazione di Inzaghi, piuttosto macchinosa nelle scalate, nonostante l’uso di tre difensori centrali e due tornanti concede spesso libertà a chi attacca il secondo palo e per gli inserimenti in area dei centrocampisti.

 

 

Nella scorsa stagione la sfida all’Allianz Stadium finì 2-1 per i capitolini, Allegri dovrà fare in modo di evitare gli errori commessi in quell’occasione, lavorando soprattutto nella lettura preventiva degli smarcamenti degli offensivi di Inzaghi, sia tra le linee che in profondità. Il ritorno di un difensore abituato a rimanere a protezione della linea come Bonucci potrebbe essere determinante in tal senso. Da non escludere che il mister livornese potrebbe adottare una linea difensiva a 3 per ragioni simili, così come fatto nella trasferta dell’olimpico della scorsa stagione, una delle partite più sofferte dell’era Allegri.

La seconda giornata del campionato 2018/19 si preannuncia un test importante per i bianconeri anche e soprattutto a livello fisico, in quanto la Lazio è una squadra abituata a giocare a ritmi intensi, portando continua pressione per l’intero arco del match.