ANALISI TATTICA/ Juventus-Torino 4-0: Pressing, verticalità e doppio trequartista

di Davide Terruzzi |

In una Coppa Italia in cui la sorpresa sembra ormai essere la non eliminazione delle big, a Torino va di scena il derby. La Juventus cambia sei uomini rispetto la sfida di campionato con la Fiorentina: Neto in porta, l’atteso debutto stagionale dal primo minuto di Rugani, Lichtsteiner e Alex Sandro sulle corsie esterne, Morata e Zaza come tandem d’attacco. Pochissima rotazione per il Toro di Ventura che punta forte sulla gara che vale più di una stagione per i propri tifosi. Tre cinque due contro tre cinque due dunque, ma l’interpretazione del derby da parte dei due allenatori non poteva essere più diversa.

Il Torino sceglie di attendere la Juventus: la costruzione del gioco da parte dei tre difensori non viene mai contrastata, le due punte chiudono le linee di passaggio per Marchisio, una scelta prudente ed attendista che permette ai bianconeri di prendere campo.

pressing toro

Il piano partita del Torino: tutti dietro la linea della palla, libertà concessa ai tre difensori, Marchisio chiuso.

pressin toro

Pressing su rinvio dal fondo; la disorganizzazione del Torino è evidente: uscite in ritardo, appoggi lasciati liberi. Per la Juventus è facile superarlo.

Rispetto al derby di campionato – dove Ventura scelse simile strategia -, i giocatori di Allegri riescono a interpretare meglio le richieste del proprio tecnico e dimostrano una condizione fisica ottima. Il trio di centrocampo granata non offre copertura necessaria alla difesa risultando spesso distante non costruendo un blocco difensivo solido, compatto, capace di oscillare orizzontalmente e salire verticalmente. Un Torino senza pressing e quasi disorganizzato in campo che rende più agevole il compito della Juventus.

disorganizzazione toro

Trio di centrocampo non compatto. Alex Sandro può servire in verticale Zaza.

verticalizzazione

Azione classica del primo tempo. Verticalizzazione per la punta, sponda su Marchisio (non pressato) e apertura sul terzo uomo (Pogba nel caso)

sponda e apertura

Il gioco di Allegri non è di semplice effettuazione. Richiede movimenti senza palla, letture situazionali corrette per posizionarsi tra le linee, giocate tecniche pulite da parte dei giocatori. Nel primo tempo Zaza e Morata hanno offerto linee di passaggio in verticale ai compagni sfruttando il movimento dei centrocampisti, bravi a portare fuori zona gli avversari. L’asse di centrosinistra (Pogba-Alex Sandro-Morata) ha impressionato per esecuzione, sincronismo nei movimenti, aggressività.

pogba linee

Chiellini porta palla, Pogba si è posizionato tra le linee e può puntare la difesa.

acquah esce

Apertura di Marchisio sulla sinistra. Il centrocampista esce su Chiellini lasciando libero Pogba: da questa situazione è possibile per i centrocampisti inserirsi sul lato debole; le punte si muovono uno in appoggio (Morata), mentre l’altra attacca la profondità (Zaza).

pogba più inserimenti

Una Juventus molto più intensa, concentrata, reattiva e organizzata rispetto al Torino: il pressing alto ha impedito ai granata una uscita agevole del pallone dalla difesa, l’aggressività dei centrali difensivi non ha concesso giocate pulite agli attaccanti. Una reattività che si è declinata visibilmente nelle transizioni negative: persa palla i giocatori accorciavano immediatamente restringendo il campo con una pressione sul portatore di palla e sulle linee di passaggio.

pressing juve

Il pressing alto e organizzato della Juventus. La scelta di Allegri è stata quella di attaccare sempre le ricezioni del difensore centrale esterno accorciando sugli immediati appoggi.

juve chiusa

Una delle rare occasioni in cui la Juventus è andata a chiudersi in un angolo: il Toro ruba palla, ma Marchisio è reattivo, chiude su Belotti (facendo fallo) effettuando un’efficace e rapida transizione.

marchisio

Un Torino incapace di svoltare durante la partita. Nemmeno l’intervallo è servito a qualcosa. L’aggressività e l’organizzazione della Juventus si sono rivelate ostacolo insormontabile per i granata. Nei primi minuti della ripresa l’atteggiamento bianconero è stato lo stesso del primo tempo: da una palla recuperata da Marchisio arriva la palla gol per Morata; dal pressing alto su una punizione nasce l’azione che porta all’espulsione di Molinaro.

palla recuperata

Non è ancora partito il cronometro che la Juventus ha già recuperato palla. Zaza esce su Moretti, lancio intercettato da Marchisio e pronta ripartenza.

pressing alto

Punizione per il Toro, la Juve corre in avanti.

Il conseguente gol di Zaza chiude il risultato ma non la partita: la Juve continua a giocare, a correre. Ventura passa a un 432, effettua qualche cambio anche per far rifiatare giocatori in vista del prossimo impegno di campionato. La Juventus dilaga trovando fluidità nei movimenti, semplicità nelle giocate, pulizia tecnica, aggressività e organizzazione nelle transizioni. Dybala più uno tra Pogba e Khedira sempre alle spalle dei centrocampisti, appoggi verticali, appoggi sugli esterni: la Juventus mantiene il possesso in attesa di affondare il colpo.

dybala pogba

Khedira e Marchisio davanti la difesa; Dybala e Pogba dietro Morata.

khedira dybala

Ora è Khedira a smarcarsi dietro i centrocampisti alzandosi sulla linea di Dybala.

khedira pogba

Dybala si abbassa e si allarga sulla sinistra? Si alza Pogba assieme a Khedira.

Quella del derby è stata una delle migliori prestazioni stagionali per la formazione di Allegri. La rimonta in campionato, la qualificazione in Champions, la condizione fisica rappresentano quella base di fiducia sulla quale si sono visti miglioramenti individuali e di esecuzione nelle richieste tattiche, e tecniche, di Allegri. La profondità della rosa a disposizione è un valore: il tecnico sa di poter scegliere tra più giocatori, un vantaggio che diversi allenatori non possono vantare. Un Torino, invece, lontano dal tremendismo da derby atteso dai tifosi: una scelta tattica, prudente accompagnata da una disorganizzazione che hanno avuto l’effetto di agevolare il compito della Juventus.