ANALISI TATTICA/ Juve-Roma: la forza nelle transizioni, le difficoltà a difesa schierata

di Davide Terruzzi |

L’estate è finita, la Juventus è ritornata da tempo a essere grande. Il confronto con la partita del girone d’andata viene quasi naturale, ma siamo evidentemente di fronte a due squadre cresciute in maniera differente. La Roma è una formazione in crisi che ha vinto solamente una partita, quella col Genoa in casa, nelle ultime nove, reduce da un cambio d’allenatore e alla ricerca di un’identità emotiva, psicologica, tattica e tecnica definita, una difficile quadratura del cerchio considerando il parco giocatori a disposizione e le continue altalene dell’ambiente in grado di condizionare la società. La Juventus, invece, ha una fisionomia netta: Allegri conosce le qualità della squadra, ricerca soluzioni tecniche di più facile attuazione basandosi sui principali punti di forza dei calciatori.

impostazione da rimessa

Le disposizioni da rimessa del fondo.

2 roma

Spalletti ha già invertito la posizione dei due trequartisti. Mancano movimenti senza palla per creare linee di passaggio, mentre i due centrocampisti sono sulla stessa linea.

Dicono che i primi minuti di gioco sono di fondamentale importanza per cogliere il piano partita dei rispettivi allenatori. Spalletti ha confermato la difesa a tre, ma non ha rispettato le attese iniziali: la Roma si è schierata con un 3421 con Nainggolan e Salah a supporto di Dzeko. In fase di non possesso, la soluzione del tecnico giallorosso non deve essere stata probabilmente compresa o è risultata di difficile attuazione: Marchisio è rimasto spesso libero di ricevere palla e costruire il gioco.

dzeko

Dzeko su Marchisio.

marchisio libero

Dzeko indica Marchisio libero. Chi dovrebbe andarci? Nelle intenzioni, molto probabilmente, dovrebbe essere Nainggolan a stringere dentro il campo.

marchisio

Marchisio libero, Salah stringe. Pjanic segue il movimento di Khedira.

La Roma voleva contrastare l’avvio della manovra bianconera con i due trequartisti chiamati a un doppio compito: quello sul lato forte doveva contrastare il difensore centrale esterno in possesso, mentre quello sul lato debole stringeva dentro il campo per prendere il regista bianconero. In questo dovevano essere aiutati da Dzeko: il centravanti era chiamato a schermare la linea di passaggio tra Bonucci-Marchisio e pressare il centrale juventino quando aveva ricevuto palla da uno degli altri due difensori.

giro palla pressin juve

Il pressing della Juventus. La disposizione della Roma è facilmente controllabile.

pressing juve

Una situazione tipica della partita.

zona libera

Spazio ampio alle spalle dei centrocampisti. La Juventus lo riempie facilmente con Khedira e Dybala.

dybala

Manolas è morbido su Dybala. Nel secondo tempo sarà più aggressivo.

La Juventus ha vissuto un inizio davvero forte in cui il gol sembrava fosse questione di minuti. Allegri ha impostato la gara con un pressing alto, organizzato senza mai perdere equilibrio: il trio difensivo giallorosso veniva contrastato dai due attaccanti più l’uscita dell’interno sul lato forte, mentre a centrocampo si creava una situazione di parità numerica, 2vs2, nella quale gli juventini venivano agevolati dalla posizione della coppia Pjanic-Vainqueur, spesso piatti sulla stessa linea. I bianconeri hanno goduto di molta libertà a centrocampo potendo attaccare la zona ai fianchi dei centrocampisti: se è vero che la Roma inizialmente si difendeva con un 541 una volta abbassatasi dietro la linea della palla, i difensori non erano aggressivi nelle marcature di Dybala e dei due interni. Il giocatore argentino assieme a Khedira hanno mostrato le proprie qualità nello smarcamento e negli inserimenti senza palla, ma è mancata la lucidità nell’ultimo passaggio.

khedira

L’intelligenza di Dybala e Khedira in azione. L’argentino si libera, il centrocampista si butta sull’esterno.

no cross

Khedira legge la situazione in area: meglio non crossare e riciclare il possesso.

dybala digne

E il riciclo ha avuto buon esisto. La Juventus riesce a liberare dal limite Dybala (Digne non accorcia).

La Juventus, come accaduto spesso contro le difese a 3, ha quindi preferito attaccare dall’interno verso l’esterno provando a sfruttare lo spazio tra il centrale esterno e il terzino per la sovrapposizione di un interno o di una punta oppure per crossare in area (e i bianconeri sono tra le formazioni italiane che si rendono maggiormente pericolosi grazie ai cross). Come sempre, però, è una questione di effettuare la scelta giusta leggendo la situazione: difficile contro una difesa a tre avere superiorità centrale anche da assist dalla fasce (a meno che non si cerchi con insistenza il secondo palo – e le occasioni capitate ad Evra testimoniano la tendenza giallorossa a collassare verso il centro); a volte rinunciare a un cross è la cosa giusta da fare, perché permette il mantenimento del possesso, e se la circolazione del pallone è veloce può portare a un’occasione più pericolosa.

marchisio naing

La soluzione adottata da Spalletti consente ai centrali esterni bianconeri di avanza palla al piede.

difesa roma

Barzagli avanza. La Roma è posizionata bene: Nainggolan indica Pogba libero ma Manolas è pronto ad accorciare. Sulla destra non c’è attacco della profondità da parte di Lichtsteiner.

La mossa di Spalletti di posizionare Nainggolan a uomo su Marchisio alzando e stringendo contemporaneamente Salah sulla linea di Dzeko, come nelle attese, ha sicuramente contribuito a rendere più problematica la manovra juventina, diventata maggiormente perimetrale e non del tutto capace di sfruttare la superiorità numerica grazie al continuo movimento di Dybala. Sono mancati movimenti senza palla specialmente sulle fasce: Lichtsteiner ed Evra sono state pedine utili, più il secondo, ma spesso chiamati a tenere la sistemazione in campo senza grandi movimenti ad attaccare lo spazio o cambi di posizione con gli interni. Il baricentro bassissimo della Roma (fermo sui 45 metri) ha tolto profondità e prodotto, assieme alle difficoltà bianconere nelle corse senza palla per creare spazi, quello scenario tattico bloccato apparso per più di 40 minuti, quel quadro all’interno del quale era la Juventus a fare la partita senza trovare uno sbocco.

da rimessa

Prima del gol. 4-3-3? E’ la soluzione scelta per contrastare al meglio questa situazione con una Roma che è schierata con il 3412

florenzi

Perdere così la palla può provocare gravi danni alla salute e alle difese. La squadra non si è posizionata, è lunga e sfilacciata.

dybala tocco

In verticale su Dybala. Un tocco, giocata a muro con Khedira e via per Pogba.

non scappano

Una situazione di due contro uno interpretata malamente.

in area

Il no look di Pogba, il taglio di Dybala, le scelte sbagliate della Roma.

Tale scenario è cambiato nella frazione di due minuti. Il primo segnale di uno scollamento della Roma è arrivato con il tiro di Pogba dal limite: troppa ampia la distanza tra difesa e centrocampo. La rete arriva da una palla persa scioccamente da Florenzi: bravo Evra a fermare la discesa del romanista e ad avviare immediatamente la transizione. Se Dybala è bravo dapprima a resistere alla marcatura aggressiva di De Rossi e Pogba è inarrestabile quando può correre palla al piede e sa essere geniale negli ultimi passaggi, la coppia Manolas-Rüdiger compie un errore nel non scappare correttamente: il difensore greco avrebbe dovuto prendere in consegna l’argentino mentre il compagno avrebbe dovuto garantire l’adeguata copertura.

433?

L’unica certezza è la difesa passata a 4.

Gli ultimi minuti di gioco hanno visto il tentativo di Spalletti di provare a rovesciare la soluzione con il passaggio all difesa a 4, ma a centrocampo regnava quasi l’anarchia: i giocatori si muovevano più spinti dall’impeto e dalla volontà di agguantare il pari che da una strategia chiara. A fine partita, il possesso palla della Roma si è fermato al 45%, ma ben il 68% è avvenuto nella propria metà campo: numeri che testimoniano difficoltà nella costruzione e la volontà di adottare un mantenimento conservativo del pallone.

La Juventus vince così l’undicesima partita consecutiva. Non ha concesso occasioni da rete alla Roma, ha mantenuto equilibrio in campo: la solidità difensiva e la maturità della squadra rappresentano i principali punti di forza di una squadra che può contare su giocatori in grado di decidere qualsiasi partita italiana da un momento all’altro.