ANALISI TATTICA / Juve-Napoli 3-1: Cuadrado e il cambio di modulo ribaltano la gara

di Jacopo Azzolini |

Juve-Napoli

Il primo round della semifinale di Coppa Italia si chiude con un ottimo punteggio per la Juventus, che può guardare con ottimismo in vista del ritorno. Tuttavia, Allegri ha cambiato per la prima volta modulo dopo la sconfitta di Firenze, abbandonando apparentemente il 4231/442 e tornando ad una BBC che sembrava ormai accantonata. Nonostante il match si sia chiuso con una ripresa controllata con grande solidità, nella prima frazione è emersa qualche problematica, che ci ha consegnato forse la Juventus meno convincente degli ultimi tempi.

 

CAMBIO DI MODULO IN FASE DI POSSESSO

Le decisioni di Allegri avevano generato molte discussioni tra i tifosi sul modo in cui si sarebbe effettivamente disposta la squadra. Senza palla, si è visto fin da subito che i bianconeri avrebbero continuato con il 442 /4411 del post Firenze. Barzagli ha agito da terzino destro, con Asamoah sull’altra fascia. Di conseguenza, Lichtsteiner ha giocato più alto ricoprendo la posizione di ala.

442 (3)

 

Tuttavia, proprio come accadeva fino a qualche settimana fa, la Juventus ha cambiato schieramento quando aveva il pallone tra i piedi. Si è visto chiaramente un 3412 piuttosto asimmetrico, con Barzagli che si è posizionato sulla stessa linea dei difensori centrali ed Asamoah e Lichtsteiner esterni alti.

352 primissimi minuti

 

Come accaduto contro il Palermo, sono avvenute modifiche a gare in corso. Questa volta, però, l’impressione è che siano sorti diversi disguidi: inquadrato dalle telecamere, più volte Allegri è sembrato urlare chiaramente ai suoi di mantenere sempre la linea difensiva a 4, che per la verità a tratti diventava a 5 anche in non possesso. Per diverse fasi della prima frazione, pareva ci fosse un po’ di confusione sul modo in cui schierarsi. La Juve, alla fine, è passata stabilmente a 4 intorno al 40′.

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Nella ripresa, con l’ingresso di Cuadrado, il modulo è stato poi ulteriormente consolidato.

 

MENO SOLUZIONI PER PUNGERE

Oltre ai risultati, il nuovo modulo ha portato molto altro: ora, la stragrande maggioranza degli interpreti sembra finalmente a proprio agio (Pjanic e Khedira su tutti,), viene richiesto un lavoro nelle loro corde e si riescono a sfruttare nel migliore dei modi i punti di forza dei vari uomini.

Contro il Napoli, non ha tanto suscitato dubbi il ritorno alla difesa a 3, bensì la squadra intorno alla BBC. Schierando un difensore in più ed un centrocampista/giocatore offensivo in meno, si rischia logicamente di abbassare il baricentro. La risalita del campo diventa un aspetto cruciale, e per sfruttarla nel migliore dei modi occorre schierare giocatori di assoluto livello sulle corsie esterne.

Dopo i primi difficili mesi, Lichtsteiner ha ritrovato un suo senso grazie al 4231: con un’ala davanti a sé, è in grado di rendersi utile, lavorando molto coi movimenti senza palla in combinazione con Cuadrado. Messo a tutta fascia – come appunto contro il Napoli – presenta i suoi logici limiti, gli viene richiesto un lavoro offensivo che non è assolutamente in grado di fare.

Martedì è stato per distacco il peggiore in campo, sbagliando a ripetizione sia le scelte che le esecuzioni (giocatore più impreciso della gara, con appena il 58% di passaggi azzeccati) e vanificando diverse potenziali occasioni. In una prima frazione in cui il Napoli è stato bravo a limitare gli spazi per l’uomo tra le linee, le fasce juventine non hanno fornito il supporto qualitativo che ci si augurava.

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Lichtsteiner non piace a tutti: si può avere la propria legittima opinione sull’esterno svizzero, ma sarebbe sbagliato eccedere con le critiche per quanto riguarda la gara col Napoli. E’ stato infatti schierato in un contesto piuttosto limitante, chiedendogli un lavoro illogico.

Inoltre, per quanto composto da fenomeni, lo stesso attacco juventino non è formato da giocatori velocissimi in grado di coprire ampie porzioni di campo. Senza i Pogba e i Morata, questa Juve deve cercare per più tempo possibile di avere il controllo del pallone tra i piedi e di difendere in avanti. Non è più la squadra da “strappi” del recente passato. Proprio alla luce di questo, oggi la difesa a 3 può costituire uno spreco per questa rosa, soprattutto se poi sugli esterni non schieri i tuoi giocatori più forti.

 

CON CUADRADO E SANDRO CAMBIA LA MUSICA

Tutta un’altra Juve nella ripresa, che rimonta meritatamente il Napoli. Gli inserimenti di Cuadrado prima ed Alex Sandro successivamente hanno consegnato una Juve più “definita”, sia tatticamente che tecnicamente. Il trovarsi di fronte esterni di spinta ha intimorito il Napoli, con i bianconeri che finalmente sono stati in grado di condurre manovre offensive più prolungate e di far girare palla più velocemente.

Appena entrato il brasiliano, la Juve ha avuto una netta occasione per firmare il poker. Lancio lungo dalle retrovie, Mandzukic porta via il terzino e con una sponda aerea riesce a lanciare Alex Sandro, il cui cross arriva a Cuadrado sul lato opposto col colombiano che serve alla perfezione l’inserimento di Khedira: solo la provvidenziale deviazione di Koulibaly evita il gol.

 

Col ritorno al 442, si è rivisto l’eccellente sfruttamento dell’ampiezza del campo e l’elevata presenza di soluzioni sulle corsie esterne. Forse, invece che sostituire Lichtsteiner per Cuadrado al 46′, Allegri avrebbe anche potuto togliere un difensore centrale, mettendo lo svizzero terzino destro al posto di Barzagli.

 

KILLER INSTINCT

A prescindere dagli spunti tattici, la ripresa ci ha fatto capire le profonde differenze tra una grande squadra e una che invece deve ancora compiere il salto di qualità. In una gara in cui, rispetto alle recenti prestazioni, la Juventus ha fatto più fatica del solito nel costruire occasioni da azione manovrata, il Napoli si è letteralmente suicidato, con amnesie difensive piuttosto gravi ad alti livelli. Tutti i gol, infatti, sono provenuti da veri e propri regali dalla formazione di Sarri, con la Juve che cinicamente ne ha approfittato dimostrando di essere di tutt’altra caratura rispetto ai partenopei.

Il primo rigore di Dybala nasce da un generoso affondo di Mandzukic in pressing, col Napoli che si è fatto totalmente sorprendere da una rimessa laterale.

 

 

Negli altri gol è andata persino peggio: la ditta Reina-Koulibaly ha regalato ad Higuain il pallone del 2-1, mentre successivamente gli azzurri si sono fatti infilare in campo aperto subito dopo un corner a proprio favore, facendosi trovare in inferiorità numerica. Insomma, il Napoli non è stato minimamente in grado di incanalare in modo positivo una gara che si era messa nei giusti binari. Evidente il calo atletico nella ripresa, coi partenopei che non sono più riusciti a tirare in porta.

Nonostante un primo tempo abbastanza cannato ed esperimenti tattici di Allegri mal riusciti, nella ripresa la Juventus è riuscita ad annichilire con relativa facilità la terza forza del campionato, ipotecando il passaggio del turno. E questo non è assolutamente un bel segnale per la concorrenza.