ANALISI TATTICA / Juve-Genoa 4-0: Higuain svetta sulla trequarti

di Jacopo Azzolini |

La Juventus archivia la pratica Genoa senza alcun problema, vendicando la sconfitta dell’andata e facendo riposare alcuni titolarissimi (soprattutto sulle corsie esterne).  La prova del Genoa ha ricordato quanto sia imbarazzante lo stato di forma delle squadre italiane di medio-bassa classifica, e ciò dovrebbe stimolare a profonde riflessioni sulla Serie A a 20 squadre e sullo stato complessivo di salute del calcio italiano.

 

NIENTE 3412, CONFERMATA LA DIFESA A 4

A causa della partenza dal primo minuto di Barzagli, Bonucci e Benatia, tutti i media segnalavano un ritorno della difesa a 3. Ciò si era visto nella partita di Coppa Italia dello JS contro il Napoli, l’unica variazione tattica post Juventus-Lazio.

Invece, i bianconeri hanno adottato con chiarezza il consueto 442 fin dal primissimo minuto di gioco anche in fase di possesso.

 

Alla fine, l’unico giocatore in una veste insolita è stato Lichtsteiner ala, visto che Barzagli aveva già giocato diverse volte da terzino destro. Degna di nota la volontà di Allegri di dare continuità a questo nuovo modulo, anche nel caso ciò volesse dire adattare qualche giocatore: col Genoa è toccato appunto a Lichtsteiner, in passato era capitato a Sturaro di allargarsi. Evidentemente, il mister vede – in maniera condivisibile – il 442 come condizione necessaria per far rendere al meglio gli uomini tecnicamente più forti della rosa.

Il Genoa inizialmente ha provato a ostacolare  la costruzione bassa della Juventus, sfruttando soprattutto le assenze sulle corsie esterne. L’occasione di Simeone è nata da uno svarione di Bonucci, ma va sottolineata la decisione con cui Palladino è andato subito su Barzagli e la prontezza del Cholito nel leggere in anticipo lo scarico sul difensore viterbese.

 

Tuttavia, mano a mano il pressing si è fatto sempre meno convinto, col solo Simeone in avanti e il resto della squadra piuttosto basso. La Juve, in tal modo ha condotto la manovra senza troppi patemi, soprattutto una volta sbloccata la gara.

 

POCA QUALITA’ AI LATI, MA DYBALA E HIGUAIN BASTANO E AVANZANO

 

A causa della limitata qualità sulle corsie esterne e dell’assenza di un regista come Pjanic, l’apporto dei “mostri sacri” Dybala ed Higuain è stato decisivo per bucare lo schieramento rivale. In particolare, il movimento senza palla del Pipita – a Barcellona riuscito solo parzialmente – è stato una vera e propria spina nel fianco per la squadra ligure.

Interessante la sua Heat Map, che ci dice quanto abbia ricoperto prevalentemente una posizione de trequartista, giocando anche piuttosto lontano dalla porta. Fondamentale la sua capacità di abbassarsi e smistare il gioco.

 

La prima rete della gara è abbastanza significativa di ciò: oltre che ammirare il bellissimo suggerimento a servire l’inserimento di Marchisio, è interessante vedere i movimenti di Higuain nella costruzione della giocata.

 

In altri frangenti è quasi parsa la primissima Juventus di Allegri, quando la prima punta (Morata) agiva in profondità per consentire a Tevez di esaltarsi. Ed infatti, la seconda rete di Dybala è nata da un prezioso movimento di Higuain che ha potuto mettere la Joya fronte alla porta. Poi il suo bellissimo scambio con Khedira ha fatto il resto.

 

Insomma, le ridotte soluzioni sugli esterni (appena 5 cross totali tra ali e terzini) hanno decisamente aumentato le responsabilità offensive dei due attaccanti, che hanno svariato tantissimo anche rispetto ai loro (altissimi) standard, sia al centro che sulle fasce. Dopo il secondo gol la gara si è di fatto conclusa, con Higuain che ha goduto di ulteriori spazi ed è stato seguito con ancora meno attenzione a causa di una fase di non possesso genoana poco lucida. La ripresa, di conseguenza, è stata mera accademia.

 

Inoltre, le due punte sono andate con continuità in pressing sulla retroguardia di Juric, inducendo i difensori a molti errori tecnici. 8 i palloni recuperati in totale tre Higuain e Dybala, tutti in zone piuttosto avanzate. Chi parlava del Pipita come di un mero finalizzatore che necessita di una squadra che giochi per lui si sarà dovuto ricredere, visto che questo campionato ha dimostrato quanto l’argentino sappia rendersi utile e determinante per i compagni a 360°.

La Juve ipoteca quindi il campionato in una gara che Allegri aveva definito cruciale. Il netto vantaggio nei confronti della concorrenza consente ai bianconeri di arrivare con completa serenità alle semifinali di Champions col Monaco.