Analisi tattica di Juve-Barcellona: il maestro sfida Rambo

di Roberto Nizzotti |

La seconda giornata di Champions per la Juventus significa sfidare in casa l’antagonista per il comando del gruppo, il Barcellona che poteva essere il primo post Messi ma che, invece, continua ad essere quello della Pulga, con Ronald “Rambo” Koeman a guidarlo.

I blaugrana dell’ex tecnico dei Paesi Bassi, nonché uomo cardine del Barça di Cruijff, mantengono la filosofia che li vede avere il controllo del gioco applicando un calcio di posizione con la palla che si muove con buona velocità e tecnica.

Il movimento rapido e preciso del pallone permette spesso di trovare gli uomini tra le linee anche quando viene affrontata una squadra che gioca con un baricentro basso , linee serrate e che crea densità centrale, questo grazie allo sviluppo della giocata che si alterna dal centro all’esterno e viceversa, consentendo di allargare le maglie difensive dei rivali così da creare quegli spazi da attaccare, in particolare gli halfspace, grazie ai tempi di inserimento di alcuni giocatori e alla visione calcistica di altri come Coutinho, rivitalizzato dall’esperienza al Bayern, De Jong e Messi.

Il brasiliano, ex Bayern e Liverpool, non sarà della gara a causa di un infortunio muscolare patito durante il Clasico e il suo posto potrebbe essere preso o da Griezmann o da Trincao, portoghese ex Braga che era stato a più riprese accostato alla Juve nelle passate sessioni di mercato, cambio importante visto che ne il francese ne il portoghese hanno le caratteristiche di Coutinho, abile a giocare tra le linee e, dopo l’esperienza bavarese, a vedere e giocare in verticale.

Nelle precedenti tre immagini lo sviluppo che ha portato al vantaggio del Barcelona nella trasferta di Liga vs il Celta Vigo. La palla si è mossa velocemente dal centro alla destra per poi tornare in posizione centrale, aprendo così varchi nella difesa galiziana, spazi attaccati prontamente da Ansu Fati.

 

Frame dalla sfida persa dal Barça per 1-0 vs il Getafe nel quale si può notare la linea di 5 formata dai tre attaccanti (Messi, Ansu Fati e Griezmann) e dai due terzini, nell’occasione Dest e Sergi Roberto, che spingono moltissimo dando ampiezza all’attacco.

 

Le sorti del Barcellona poggiano, come sempre, sul talento di Messi che resta, ovviamente, il pericolo numero uno per la Juventus, ma attenzione anche ad altri elementi come il precedentemente citato Griezmann, che non sta attraversando il suo miglior momento ma è sempre pericoloso, e soprattutto il giovane crack Ansu Fati, brevilineo, forte tecnicamente, abilissimo nella lettura degli spazi, nel calcolare i tempi per attaccarli e, per avere neanche 18 anni, paurosamente concreto e freddo sotto porta.

Il giovane fenomeno uscito dalla cantera gioca solitamente largo a sinistra in collaborazione con il terzino di turno, rientrando verso il campo per dialogare e attaccare gli halfspace, lasciando lo spazio laterale per l’avanzata del terzino.

 

Nella sfida di Champions vs il Ferencvaros Ansu Fati segna su preciso assist di De Jong, e lo fa grazie ad un attacco perfetto per tempismo, dell’halfspace.

Nel Clasico perso dal Barça per 1-3 Ansu Fati ha agito in posizione di attaccante centrale, svariando poi sul fronte offensivo in relazione ai movimenti dei tre trequartisti che, nell’occasione, erano Coutinho, Messi e Pedri, altro canterano.

 

In questo frame tratto dal Clásico Ansu Fati agisce come punta centrale con alle spalle Messi, Coutinho e Pedri, questo più arretrato. Si nota però anche la pressione di De Jong su Casemiro, il volante del Real Madrid, e come il Barcelona scivoli molto in zona palla lasciando completamente scoperto il lato debole. Sergio Ramos apre infatti in direzione di Nacho che poi andrà in verticale per Benzema che, a sua volta, verticalizzerà per Valverde che segnerà il goal del vantaggio. 

La Juve dovrà attuare una fase di non possesso importante stando attenta a non farsi trovare scoperta sugli esterni per non concedere troppo facilmente la profondità al Barça, mantenendo alta la soglia di attenzione e cercando di effettuare le corrette letture così da limitare al massimo la pericolosità del fraseggio culé. Il compito, già difficile vista la qualità dell’avversario, risulterà ancor più gravoso viste le numerose assenze nel reparto difensivo alle quali Mr Pirlo dovrà far fronte con Chiellini, De Ligt e Alex Sandro sicuri assenti e Bonucci in procinto di unirsi al trio anche se, fortunatamente, l’infortunio che lo ha costretto a lasciare anzitempo la gara vs l’Hellas non ha prodotto lesioni muscolari.

In caso di assenza di Bonucci tra le soluzioni, come si è potuto evincere dalle parole di Mr Pirlo nella conferenza della vigilia, potrebbe esserci l’inserimento di Frabotta sulla sinistra e Cuadrado sulla destra visto che la difesa resterà a 4 essendoci a disposizione solo 4 difensori di ruolo.

Difficile vedere un McKennie o un Bentancur come difensori centrali in una sorta di salida Lavolpiana.

Tornando al Barcelona abbiamo visto come resti una squadra di assoluto valore per quanto riguarda l’aspetto offensivo, in grado di trovare soluzioni contro qualsiasi sistema ma, se si analizza la sua fase di non possesso, si nota come Koeman debba ancora registrare gli automatismi.

I blaugrana hanno dimostrato, in queste prime uscite, di soffrire la pressione e non sempre i giocatori hanno dato sfoggio d quella reattività necessaria, aspettando troppo spesso la palla sui piedi e agevolando l’avversario, in grado così di poter guadagnare un tempo di gioco e intercettare il pallone, dando vita alle sue transizioni positive. Oltretutto, per la gara contro la Juve, il Barça dovrà fare a meno di Piqué e sarà, quasi certamente, costretto a schierare la coppia di centrali Lenglet e Araujo, situazione tattica che aumenta i dubbi sulla tenuta difensiva blaugrana e che la Juventus, si spera con un Cristiano Ronaldo in più, deve assolutamente sfruttare a suo favore.

Le difficoltà del Barcellona nelle transizioni negative sono figlie anche dei tempi di rientro non proprio fulminei, e questo  regala tempo e spazio al contrattacco avversario.

Nelle precedenti immagini, tutte tratte dalla gara persa 1-0 vs il Getafe, si può notare come il Barcellona conceda spazi alle transizioni avversarie non chiudendo adeguatamente le linee di passaggio (prime tre immagini) e la sofferenza blaugrana contro una squadra aggressiva e reattiva (Cucurella anticipa Sergi Roberto e conduce la transizione fino ad arrivare al limite dell’area e tirare)

Per la Juve saranno importanti le ali che dovranno disputare una gara di grande attenzione, brave nel ripiegare a centrocampo quando la squadra dovrà difendere ma, al tempo stesso, essere pronte ed efficaci quando la squadra dovrà attaccare, visto che i terzini del Barcelona, Sergi Roberto e Jordi Alba ( o Dest), come abbiamo vito accompagnano entrambi la giocata arrivando fino a fondocampo, lasciando scoperta una grande porzione di campo alle loro spalle.

Importante per i bianconeri sarà anche chi dovrà gestire i tempi della manovra (Arthur?) cercando di giocare il più in fretta e verticale possibile, con un’alta percentuale di precisione nei tocchi.

Questo tipo di giocata, viste le difficoltà difensive del Barcellona precedentemente esposte, può rappresentare una chiave importante da sfruttare per spostare l’ago della bilancia a favore della squadra di Pirlo.
La prestazione del n.5 brasiliano vs l’Hellas è stata in questo senso promettente e ha visto il ragazzo giocare la palla più velocemente e in modo più verticale rispetto a quanto fatto nelle gare precedenti.

Il numero di passaggi in avanti effettuati da Arthur in questo inizio di stagione. Il dato è in costante aumento (da una media di 5 a gara nelle prime 3 gare a 22 di domenica sera vs l’Hellas Verona) fonte wyscout.

Il Barcellona rappresenta in generale un’avversario difficile anche quando attraversa momenti in chiaro scuro come in questo periodo della sua storia, ma per la Juventus di Mister Andrea Pirlo rappresenterà soprattutto un nuovo importante step verso la piena consapevolezza di se stessa, una gara nella quale la squadra dovrà dimostrare maturità eliminando gli errori, soprattutto di approccio e palleggio, visti contro l’Hellas Verona e dando continuità al gioco e intesa che, sempre contro gli scaligeri, si sono visti e sono in costante crescita.


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