ANALISI TATTICA/ La maturità difensiva per bloccare i due trequartisti avversari

di Juventibus |

Della vittoria di domenica scorsa della Juventus sulla Roma è stato scritto e detto quasi tutto. Voluta, cercata, sicuramente non entusiasmante come altre, la vittoria è comunque stata meritata e ha lanciato i Bianconeri sempre più in alto nella ricerca della vetta. Dal punto di vista tattico, quello che forse non è stato sottolineato a sufficienza è stato l’atteggiamento difensivo della Juventus e le mosse che hanno contribuito a disinnescare la fase offensiva della Roma. I giallorossi si sono presentati all’appuntamento di Torino con una novità tattica, cioè l’utilizzo della difesa a 3 in un sistema 3-4-2-1 che prevedeva Nainggolan e Salah alle spalle di Dzeko. Una novità per i capitolini, nulla di nuovo invece per quanto riguarda Spalletti che aveva già utilizzato un sistema simile durante la sua esperienza con l’Udinese. Anche la stessa idea di impiegare Pjanic come centrocampista centrale in un centrocampo a due ricalcava l’identico, fortunato, esperimento prodotto dall’allenatore di Certaldo ad Udine, quando lo spostamento in quella posizione di Pizarro fece la fortuna della carriera del cileno. Detto questo, anche l’affrontare un sistema 3-4-2-1 non è una novità per la difesa bianconera. La Juventus, infatti, si era già efficacemente contrapposta allo stesso schieramento tattico nella partita contro la Fiorentina. E, come contro i Viola, anche l’atteggiamento difensivo di questa volta ha permesso agli uomini di Allegri di annullare la fase offensiva avversaria.

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La Juventus, sia in fase difensiva che in fase offensiva, si schiera di fatto con un  3-1-1 in avanti, con Dybala dietro Mandzukic.

Vediamo allora più da vicino come la Juventus è riuscita a gestire i due 10 giallorossi. In fase di non possesso palla, la difesa bianconera diventa a 5, con la Juventus che difendeva quindi con un 1-5-3-2. I centrocampisti della squadra di casa sono bravi a chiudere le linee di passaggio centrali verso i trequartisti giallorossi. In questo modo, senza abbassarsi, il centrocampo bianconero è riuscito a deviare esternamente i flussi di gioco romanisti, senza mai soffrire nella zona 14, quella davanti alla difesa, quella, per dire, dove invece è stato letale Dybala, nel campo contrario.

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La disposizione 5+3 della Juventus in fase difensiva, con le linee molto strette.
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I due No. 10 della Roma hanno abbastanza libertà fra le linee, ma i giallorossi faticano a servirli a causa della chiusura delle linee di passaggio operate dai centrocampisti bianconeri, aiutati anche da Dybala.

Quando i trequartisti della Roma si venivano a trovare in questa zona, i centrocampisti della Juventus li marcavano mettendoli in ombra, oscurando, come detto, le linee di passaggio. Se la palla riusciva a filtrare, erano i difensori centrali ad uscire a contrasto. Tuttavia, questi ultimi non si muovevano prima del passaggio, per non sguarnire la linea difensiva e lasciare campo alle loro spalle.

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I due No. 10 della Roma sono oltre i centrocampisti bianconeri, ma questi chiudono le linee di passaggio verso di loro. Nell’immagine si vede Khedira che indica ai difensori il trequartista sfilato dietro di lui. In questo modo, il centrocampo non si abbassa: sono i difensori a salire per l’eventuale contrasto (Chiellini pronto a salire su Salah).

Ovviamente, un atteggiamento del genere prevede una grande capacità di lettura della situazione e una conoscenza della marcatura a zona. I princìpi di questo tipo di marcatura, infatti, sono diversi da quelli, ad esempio, di un Genoa, che esalta invece l’1 contro 1 e la marcatura a uomo nella zona.

di Michele Tossani