Analisi tattica di Juventus-Lazio: schermare con Bentancur e Pjanic

di Roberto Nizzotti |

La prossima giornata di campionato, viste le difficoltà che sta vivendo in queste ultime partite (soli 2 punti conquistati nelle ultime 3 gare giocate vs Milan, Atalanta e Sassuolo, con rimonte subite a seguito degli ormai famosi blackout e 9 goal subiti in 3 giornate) e l’avvicinarsi in classifica di avversari come l’Inter, diventa di cruciale importanza per la Juventus che non può, e non  deve, trascinare questo scudetto fino all’ultima giornata.

All’Allianz Stadium, per la 34^ giornata, arriverà la Lazio, squadra che prima del lockdown era l’antagonista principale della Juve (occupava la 2^ posizione con 1 punto di ritardo) ma che, rientrata dalla sosta forzata, si è ritrovata a fare i conti con una condizione psico atletica non ottimale che l’ha portata ad accumulare un ritardo in classifica di 8 punti, perdendo il 2^ posto a discapito dell’Inter e facendosi superare anche dall’Atalanta, ora 3^.

Il rendimento laziale nelle ultime 6 gare è calato drasticamente sia da un punto di vista atletico che di efficacia offensiva tanto che il rapporto tra gli xG prodotti e i goal fatti è passato da un -9 ( xG 50,76 goals segnati 60) a solo -1,14 (xG 6,86, goals segnati 8).

Rendimento della Lazio pre lockdown (fonte understat)

 

Rendimento Lazio post lockdown (fonte understat)

 

Il calcio che esprime la Lazio non è comunque cambiato, un gioco che la vede, in fase di non possesso, attenta a chiudere le linee di passaggio e disturbare la costruzione della manovra, con Ciro Immobile abile nel pressare il portatore palla portandolo a commettere l’errore.

Nella gara vs il Lecce si vede bene come la Lazio chiuda le linee di passaggio e come Immobile si lanci in pressione verso il portiere che riceverà la palla. Da questa giocata nascerà l’errore di Gabriel e il goal di Caicedo.
L’evoluzione della giocata precedente, con Immobile che va a disturbare il portiere avversario e la Lazio che mantiene un baricentro alto, disturbando le linee di passaggio centrali.

L’ex attaccante di Torino, Borussia Dortmund e Sevilla, ha trovato nella Lazio di Simone Inzaghi  il suo ambiente ideale come dimostrano i 118 goal segnati in 172 gare, 32 in 38 gare in questa stagione che ancora non è giunta al termine.

La forza dell’attaccante napoletano però non è solo nelle reti ma nell’impegno e determinazione che mette in ogni gara, nella pressione che porta sugli avversari, caratteristica fondamentale che consente alla Lazio di poter sviluppare il suo gioco.

Tornando a parlare del collettivo in queste gare si nota come la difficoltà che la squadra di Simone Inzaghi riscontra rispetto alle prime 26 giornate risiede, soprattutto, nel ricreare quella densità difensiva che attuava in maniera quasi perfetta, questo perché non riesce più a serrare le linee in maniera efficace, con  giocatori che faticano ad attuare una rapida transizione negativa, dinamiche che permettono ad avversari tecnici e veloci di rendersi estremamente pericolosi trovando, con relativa semplicità, spazi tra le linee.

Questa giocata porterà al goal di Babacar e dimostra come la fase di non possesso della Lazio non sia perfetta, con ampi spazi concessi agli avversari e un posizionamento che porta i giocatori di Inzaghi ad intervenire con un tempo di gioco di ritardo, fornendo ulteriormente il fianco agli attacchi avversari.

 

In questa immagine tratta dalla gara persa 1-2 vs il Sassuolo vediamo sempre una Lazio che no0n riesce a mantenere le distanze e concede tantissimo spazio tra le linee, prontamente sfruttato dalla squadra di De Zerbi.

 

Per la Juventus, che può schierare elementi come Dybala e Douglas Costa (quest’ultimo quasi certo della titolarità vista la squalifica di Bernardeschi), è d’obbligo sfruttare questi spazi che la Lazio, in questo momento, concede e, per farlo, la manovra dovrà essere veloce e tecnicamente perfetta per poter servire, con i tempi di gioco corretti, gli uomini tra le linee.

Pur in difficoltà i bianco celesti restano una squadra pericolosa e la loro arma principale restano sempre le transizioni positive e la loro capacità di verticalizzare, sfruttando la profondità e l’ampiezza che danno sia le punte che gli esterni, con Immobile terminale offensivo più pericoloso.

Transizione della Lazio vs il Lecce, con Luis Alberto che serve Immobile, bravissimo nell’attaccare la profondità per andare a tu per tu con Gabriel, senza però segnare

 

Oltre al numero 9 il pericolo nelle transizioni porta il nome di Manuel Lazzari, in questo momento il giocatore più in forma della Lazio.

L’ex terzino della SPAL sta giocando ad altissimi livelli sia nella fase di non possesso e sia in quella offensiva che lo vede molto coinvolto e partecipe con numerose corse fatte non solo di forza fisica ma anche di qualità sia nelle giocate che nelle scelte.

 

L’attenzione, l’applicazione che la Juventus dovrà mettere nella fase di non possesso non dovrà essere rivolta però solo a Immobile o a Lazzari ma anche a colui solitamente li innesca, Lui Alberto.

Lo spagnolo sta vivendo una stagione fantastica che lo vede secondo nella classifica degli assist con 14, dietro solo al Papu Gomez che comanda con 16.

Lui Alberto secondo in Serie A per numero di assist con 14 (fonte understat)

 

Tra assist e gol, che sono 6, il contributo di Luis Alberto alle marcature della Lazio si quantifica in un eccellente 29%, valore al quale dobbiamo aggiungere anche i passaggi chiave che regala, in media 2.9 a partita.

Limitare le giocate del n.10 spagnolo sarà importante e questo compito spetterà soprattutto a Bentancur e Pjanic, interessati in prima persona vista la zona del campo che andranno a coprire.

La Lazio non è in un buon momento di forma, ha l’infermeria piena (mancheranno contro la Juve Radu, Marusic, Leiva, Correa con Cataldi che stringe i denti) ma resta avversario temibile e pericoloso soprattutto per questa Juventus che sta mostrando dei cali di tensione preoccupanti.

Contro la squadra di Simone Inzaghi, vista anche l’importanza della gara (è il 3^ match ball consecutivo dopo aver sprecato quelli contro Atalanta e Sassuolo) la Juventus dovrà reagire ed eliminare queste pause di attenzione che si prende durante le gare. In caso contrario la corsa scudetto rischia seriamente di farsi dannatamente complicata.

Sconfiggere l’aquila per tornare a volare.


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