Analisi tattica del Torino di Juric

di Roberto Nizzotti |

Dopo la bella e importante vittoria per 1-0 ottenuta in Champions ai danni dei Campioni d’Europa del Chelsea, la 4^ consecutiva tra campionato e coppa, la Juventus si appresta a concludere questo tour de force prima della sosta nazionali affrontando, in trasferta, una gara unica quale è il derby della Mole.

Il Torino di Juric, 11^ con 7 pts, gioca solitamente con un 1-3-4-3 sviluppando il suo gioco sugli esterni con un 33% sulla fascia di destra e un 39% su quella di sinistra, zona quest’ultima nella quale agiscono Rodriguez come centrale di sx, Ansaldi come esterno di riferimento e il croato ex Wolfsburg Josip Brekalo come esterno offensivo.

 

Sviluppo della giocata offensiva con spinta importante degli esterni, con Brekalo largo a sx e Singo a dx e un buon accompagnamento da parte di Sanabria e Pobega

 

Giocata che ha portato al gol vittoria di Pjaca vs il Sassuolo, sviluppata sulla sx con Ansaldi alto e coinvolto nell’esecuzione della triangolazione che libera il croato

 

L’atteggiamento che il Torino propone è molto aggressivo sulla prima costruzione avversaria, come confermano il valore PPDA di 7.66, il più basso della Serie A, e un numero di azioni di pressing a gara nella ¾ offensiva pari a 37.4 che posiziona i granata al 5^ posto.

Soffermandoci un attimo a leggere le stats (fonte Fbref) riguardanti le azioni di pressing portate sulla ¾ offensiva si può notare come queste siano ben distribuite non solo tra le punte ( Sanabria è 1^ con 8.15 pressioni a gara) ma anche tra i mediani (Mandragora 6.0 pressioni a gara, Linetty 6.5 pressioni a gara) e tra i terzini con Singo, che agisce sulla dx, con 3.75 azioni di pressing a gara e Ansaldi, sulla sx, con 3.33 pressioni a gara sulla ¾ offensiva.

 

Analizzando il rendimento offensivo vediamo come, ad oggi, il Torino abbia segnato 9 gol a fronte di 8.77 xG prodotti, una discreta qualità nelle soluzioni offensive adottate per una squadra che effettua un buon numero di tiri (di media 15 a gara) ma con scarsa precisione visto che solo il 29.3% (4.4 a gara) di questi centra lo specchio della porta avversaria.

Per quanto concerne il timing delle conclusioni, dei gol segnati e degli xG si nota come la squadra di Juric produca più tiri nel primo tempo rispetto che al secondo (44 tiri vs 38) concentrando la maggior quantità tra il 16’ e il 45’ con 38 tiri (86%), produzione che ha portato a segnare solo 1 a fronte di 3.81 xG.

Nei secondi 45 minuti i granata solitamente iniziano forte con 15 conclusioni, 1 gol e 1.53 xG nei primi 15 minuti e concludono la gara in modo ottimale producendo, dal 76’ in avanti, 14 tiri che fruttano ben 5 gol per 2.18 xG.

Il Torino probabilmente si confermerà e svilupperà le proprie giocate offensive sugli esterni, effettuando un gioco diretto volto all’attacco della profondità alle spalle della difesa, cercando di accompagnare la giocata con un buon numero di elementi, aspetto che consente di riempire bene l’area di rigore avversaria e, con inserimenti effettuati con i giusti tempi, attaccare gli spazi così da creare nuove linee di passaggio o lo spazio per permettere agli esterni di attacco di accentrarsi ed andare alla conclusione.

 

Esempio di sviluppo sugli esterni e verticale della giocata offensiva del Torino, in questo caso vs il Venezia – Il lancio parte dai piedi di Bremer che serve sulla corsa Singo, abile nell’attaccare la profondità alle spalle della linea difensiva lagunare.

 

La giocata si conclude con il gol di Brekalo, ottimo nei tempi di lettura e di attacco dello spazio, in questo caso sul 1^ palo. In questo frame si può notare come il Torino accompagni bene la lagiocata e occupi bene l’area di rigore.

 

Spostando l’attenzione sulla fase difensiva il Toro ha mostrato, in queste 6 giornate, delle lacune che lo hanno portato a subire 6 gol a fronte dei 4.97 xG concessi nonostante una media di 7.5 tiri concessi ogni 90 minuti, il valore più basso del campionato.

Il timing delle conclusioni concesse, dei gol subiti e degli xGA ci racconta come l’inizio e la fine della gara siano i momenti di maggior fragilità difensiva dei granata, precisamente nei primi 15’ nei quali la squadra di Juric concede 10 tiri subendo 1 gol con 0.43 xGA concessi, e nella mezzora finale nella quale concede ai rivali ben 21 tiri (44.6% del totale) concedendo 4 dei 6 gol subiti per 3.15 xGA.

Come detto in precedenza, in fase di non possesso la squadra di Juric tende a portare una forte pressione sulla prima costruzione avversaria, con i terzini e la linea difensiva molto alti, dinamica che non sempre viene attuata con i giusti tempi di pressione e le corrette distanze, esponendo i granata agli attacchi dei rivali che approfittano soprattutto dello spazio che si viene a creare tra i laterali e i due centrali più esterni

 

Giocata subita dal Toro vs la Lazio. Viene portata pressione da Rodriguez e Bremer, DCsx e DC, ma con tempi sbagliati che consentono alla Lazio di poter triangolare e andare ad attaccare l’ampio spazio alle spalle dello svizzero.

 

Stessa dinamica, questa volta vs il Venezia. Sempre Rodriguez che va a pressare alto ma i tempi di pressione, sia dello svizzero che di Ansaldi e Lukic, troppo statici, permettono alla squadra di Zanetti di poter triangolare e andare ad attaccare l’ampio spazio alle spalle del terzino ex Milan.

 

I granata mostrano dei cali di attenzione anche in situazione di difesa schierata che lo portano a concedere spazi importanti agli avversari, o a causa di distanze tra reparti e uomini troppo ampie unite a tempi di pressione errati, o per la tendenza a creare densità in zona palla concedendo facili inserimenti dal lato debole.

 

Questi due frame raccontano il rigore concesso al Venezia dal Torino, valso il gol del definitivo 1-1 . A difesa schierata si può notare come i granata sbaglino la lettura dei tempi di pressione così come le distanze tra di loro, concedendo al Venezia linee di passaggio e ampi spazi da attaccare.

 

La Juve dovrà ripetere la gara vista vs il Chelsea per quanto riguarda l’attenzione alla fase di non possesso, il livello di attenzione per tutta la gara e la voglia di soffrire, perché il Torino di Juric è in grado di far soffrire tutte le squadre che affronta, ed essere precisa a livello di tecnica e veloce nei tempi di lettura del gioco per sfruttare le opportunità concesse dai granata.

Andare alla sosta con la 5^ vittoria consecutiva, ottenuta oltretutto nel derby e in trasferta, avrebbe un peso importante nel processo di crescita e autostima della nuova Juve di Allegri.