Analisi tattica di Napoli-Juventus: obiettivo, essere più forti dell’emergenza

di Roberto Nizzotti |

Dopo il difficoltoso inizio di stagione che l’ha vista raccogliere solo 1 punto nelle sfide vs Udinese e Empoli, dopo la pausa delle nazionali la Juventus si rituffa nel campionato affrontando allo Stadio Diego Armando Maradona il Napoli di Spalletti.

I partenopei hanno iniziato il campionato raccogliendo l’intera posta in palio nelle due gare giocate vs Venezia, in casa, e Genoa in trasferta, mostrando un buon rendimento offensivo visto i 4 gol segnati a fronte dei 3.55 xG prodotti e il 45% di tiri in porta (11 su 24).

Classifica con valori xG (www.understat.com)

 

Il Napoli ha prodotto in queste due gare un valore PPDA medio pari a 9.06, 5^ in questa speciale classifica, dato che aiuta a comprendere come l’atteggiamento della squadra sia aggressivo sul primo palleggio avversario.

Un atteggiamento che viene confermato anche dalla media di 48 azioni di pressing portate nella ¾ offensiva (per 90 minuti), statistica che vede la squadra di Spalletti leader davanti anche all’Atalanta, a quota 39 ma con un PPDA migliore (6.84).

 

Classifica delle azioni di pressing sulla 3/4 offensiva (www.fbref.com)

 

Nella fase di non possesso la squadra di Spalletti, quindi, va a pressare l’avversario cercando di recuperare il prima possibile la palla e poi attaccare in verticale sfruttando l’abilità negli inserimenti dei suoi giocatori.

 

In questi due frame (gara vs il Genoa) un esempio di come il Napoli sia in grado di leggere bene gli spazi e, con i giusti tempi, trovare l’uomo tra le linee e attaccare con un gioco diretto.

 

I partenopei non sviluppano le loro giocate solo in verticale ma anche sfruttando l’ampiezza del campo (3^ con 18 lanci a gara che, in ampiezza, superano i 35 mt), manovra che consente di allargare le maglie difensive avversarie così da creare quei varchi, centrali o sul lato debole, da attaccare con gli inserimenti.

 

Sempre dalla gara vs il Genoa un esempio di come il Napoli sia in grado non solo di effettuare un gioco diretto ma di attaccare in ampiezza, riuscendo con il giusto timing nei movimenti, a liberare spazio sul 2^ palo.

 

In fase difensiva la Juve dovrà pertanto mostrare un livello di attenzione importante per tutta la gara, cercando di leggere e rispondere tempestivamente alle giocate del Napoli, evitando di concedere delle facili ricezioni tra le linee e prestando molta attenzione all’attacco sul secondo palo, una giocata che sin dalle annate di Sarri il Napoli sviluppa con un alto tasso di pericolosità.

Nella fase di non possesso la squadra di Spalletti, che ha subito 1 gol concedendo 1.20 xGA, non sempre riesce ad essere compatta, a mantenere un’adeguata distanza tra le linee e i giocatori della medesima linea, e a scivolare e pressare con i giusti tempi, concedendo così agli avversari importanti opportunità di sviluppo sia sul lato debole che negli halfspace.

Gli azzurri si fanno attrarre molto dalla palla perdendo il contatto visivo e distanze con l’avversario di riferimento che, così, può godere di uno spazio-tempo sufficiente per effettuare la giocata con relativa tranquillità.

Il Napoli va a pressare lateralmente cercando di recuperare la palla con l’aiuto della linea laterale, ma si fa attrarre dal pallone, perdendo le misure e concedendo spazi e possibilità di inserimento ai rivali, in questo caso il Genoa

 

La disattenzione difensiva del Napoli, sempre attratto dalla palla con conseguente perdita di distanze e contatto con l’avversario diretto, ha portato anche al pareggio del Genoa, con Cambiaso ad attaccare liberamente il 2^ palo.

 

È importante che la Juventus riesca a muovere con precisione il pallone e a leggere rapidamente le opportunità che il Napoli darà, cercando di sfruttarle al massimo.

Fondamentale sarà la prima fase di palleggio che dovrà essere svolta con precisione e tranquillità nell’esecuzione dei gesti tecnici e nella lettura delle situazioni

Saranno importanti poi gli inserimenti senza palla, la capacità di attaccare in ampiezza e il riempire adeguatamente l’area di rigore, aspetti che nelle gare vs Udinese e Empoli si sono visti poco e a sprazzi.

La crescita di questa seconda Juve di Allegri necessita della conoscenza e consapevolezza del gruppo, un qualcosa che si può avere solo con il tempo, anche se quest’ultimo non è mai abbastanza.

Vincere o ottenere un risultato positivo, con un gioco in crescita, aiuterebbe ad accelerare il processo.


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