ANALISI TATTICA/ Carpi-Juventus e le altre: quando la Signora s'addormenta

di Davide Terruzzi |

Mesi fa l’occasione di Lollo si sarebbe concretizzata in gol. Il calcio è episodico, agli uomini in campo il compito di ridurre il numero di occasioni concesse e di aumentare, e realizzare, quelle create. La Juventus arriva alla sosta con uno spropositato numero di partite in cui si è trovata sotto nel punteggio, mentre solo in sei partite non ha subito reti. Anche col Carpi, la squadra di Allegri si è trovata a rincorrere e ha concesso due gol rischiando infine di pareggiare; la gara di Natale è quella in cui è più facile non essere totalmente concentrati – a maggior ragione se si gioca con avversario più debole e si è reduci da sei vittorie consecutive – e pertanto vedere errori dettati dalla scarsa attenzione è un fatto abbastanza comune. I primi minuti della gara giocata domenica a Modena ne sono un esempio: vediamoli nel dettaglio.

PRIMO CONTROPIEDE CONCESSO

bonucci chiellini

La Juventus sta attaccando. Il rinvio della difesa del Carpi trova sulla destra Borriello: Bonucci è in anticipo, potrebbe far scorrere la palla e giocarla su Barzagli ma tenta un colpo di testa per superare l’attaccante; la palla rimbalza sul centravanti, Chiellini chiude ma lascia scoperto il proprio lato destro (non ricordandosi che l’ex compagno è mancino) permettendo agli avversari una ripartenza in campo aperto fermata solamente da Cuadrado fallosamente al limite dell’area.

contropiede

GOL BORRIELLO

cuadrado evra

Palla sulla destra a Cuadrado. L’esterno chiude verso il centro ma sbaglia completamente la misura del passaggio, facilmente intercettato dagli avversari: sul portatore esce aggressivamente Chiellini, mentre Evra resta fermo. Una cattiva lettura quella del centrale che lascia Bonucci uno contro uno con Borriello, una dormita del francese: la transizione negativa sarebbe spettata principalmente a lui, così vicino al portatore.

chiellini evra

bonucci borriello

Borriello è lanciato. Juve in situazione di parità numerica ma i compagni corrono velocemente all’indietro per aiutare Bonucci. Il centrale difensivo copre il proprio lato destro impedendo all’attaccante di rientrare giocando sul piede forte.

borriello punta

Arriva il raddoppio di marcatura da parte di Marchisio portato anch’esso sul mancino di Borriello. L’attaccante ha il lato debole libero e si libera per il tiro: la conclusione sorprende Buffon sul primo palo.

raddoppio su sinitra

AUTORETE BONUCCI

4 stretti

Quando la Juventus toglie le mani dal volante e perde il controllo della partita succede anche questo. Spaziature non ottimali, giocatori in un fazzoletto, fermi, senza alcun movimento per smarcarsi: il Carpi recupera palla e imbastisce un’azione.

autorete 2

Il cross dalla destra e Bonucci che interviene. Certo, è un tocco sufficiente, ma è riduttivo dare la colpa al solo difensore. Come si vede nell’immagine qui sopra, il cross è lungo, destinato a spegnersi sul fondo (e la partita a finire): manca totalmente la comunicazione di chi vede meglio di tutti l’azione. Rugani non chiama la giocata, Buffon nemmeno. Questa è l’impressione da tv: mancata o erronea comunicazione. Se poi a Bonucci è stato indicato di lasciarla, doppio errore del difensore.

autorete

OCCASIONE FINALE

occasione finale

Non sappiamo come la Juventus sia riuscita a perdere immediatamente la palla (troppi replay in tv, si perdono inizi d’azione), ma conosciamo come si è realizzata l’azione che ha fatto imbestialire Allegri. Evra esce su Marrone, quando sarebbe potuto restare sulla linea difensiva, non ostacolando la linea di passaggio che porta a Mbakogu; da notare la posizione di Lollo e dei due centrocampisti della Juventus. L’attaccante ha spazio per servire il compagno che ha nel frattempo bruciato sia Khedira che Marchisio. Fortuna vuole che Lollo abbia poi sbagliato.

khedira lollo finale

Gli errori sono l’essenza del calcio. Chi sbaglia di meno vince. La Juventus si è dimostrata una squadra solida tatticamente, molto difficile da superare quando porta la concentrazione e l’intensità mentale ai livelli più alti. Le occasioni concesse al Carpi non sono figlie di sbavature tattiche – dovute magari a una disposizione in campo non ottimale -, ma di amnesie individuali e collettive. La Juventus è ancora una squadra in difficoltà a mantenere una buona concentrazione per l’arco di tutti i novanta minuti: se abbassarsi sempre per gestire il vantaggio può essere pericoloso (a volte basta un rimpallo), la gestione del possesso può e deve essere migliore mantenendo corrette spaziature. Una Juventus protagonista sul campo concede poco, una Juventus che stacca la spina rischia con chiunque. Qualche esempio? Una carrellata qui sotto.

CERCI LASCIATO SOLO

milan cerci 2

Cerci lasciato solo da Evra. Siamo ancora sul punteggio di parità.

KLOSE CON LA LAZIO

lazio klose

Altra partita in cui la Juventus si abbassa una volta in doppio vantaggio. Qui Bonucci e Chiellini si fanno superare dal lancio di Parolo facendosi sorprendere dal movimento in profondità di Klose: un due contro uno gestito malamente non sfruttando i vantaggi di giocare con la difesa a tre (uno marca, l’altro copre).

lazio klose 2

QUAGLIARELLA NEL DERBY

torino

Non essere concentrato totalmente significa occupare la giusta posizione in ritardo. Qui Pogba non stringe in tempo lasciando un corridoio in verticale. Innescata l’azione, il centrocampista francese non segue il movimento di Quagliarella con Evra che effettua lentamente la diagonale: Quagliarella può concludere da buona posizione ma il tiro finisce di poco fuori.

torino

MACCARONE IN RETE

bonucci barzagli

Prima l’errore di Bonucci in costruzione, poi la mancata comunicazione tra i due difensori. E’ una situazione abbastanza scolastica in cui uno marca, l’altro copre: Barzagli lascia la marcatura su Maccarone (restando aggressivo non avrebbe mai potuto servire il compagno in sovrapposizione che sarebbe poi stato eventualmente assorbito dall’altro centrale), Bonucci lascia troppo spazio all’attaccante che può tirare.

bonucci barzagli empoli

PERICOLI SUI CORNER

toro angolo 2

Basta ricordare il gol di Llorente in Champions? O bisogna andare a quello del Frosinone? La Juventus concede su palle inattive e si trova in difficoltà sui blocchi: si prova a essere meno aggressivi nelle marcature, ma si  corre il rischio di perdere l’uomo.

lazio angolo 2

Se è chiaro che la perfezione non può esistere e che non si gioca mai da soli con avversari che sono in campo per creare pericoli, è altrettanto pacifico che i rischi principali arrivano nella maggioranza dei casi da errori di concentrazione da parte della Juventus. Sbagli che non arrivano solo da giocatori giovani (spesso l’età viene usata come parziale scusante). Non è facile restare concentrati sempre e comunque, quindi tutto questo dovrebbe suggerire un approccio aggressivo alle partite e una gestione del vantaggio che si accompagni a un mantenimento del pallone paziente, semplice, intelligente ed efficace unito a movimenti senza palla per offrire linee di passaggio pulite.