ANALISI TATTICA/ Carpi-Juventus 2-3: Marchisio strutturale nei tre di centrocampo

di Juventibus |

Max Allegri  ha schierato la Juventus con il classico 1-3-5-2, con Evra e Cuadrado come esterni e con Mandzukic confermato in attacco al fianco di Dybala. A centrocampo, i 3 interni erano Marchisio, davanti alla difesa, con Khedira e Pogba ai suoi fianchi.

Sul numero otto bianconero si sono alternati Cofie e Marrone. Tuttavia, la guardia montata dai centrocampisti del Carpi non è stata sempre pronta ed efficace. Con il passare dei minuti e con la squadra di Castori che abbassava sempre di più la propria linea di difesa, Marchisio ha cominciato a godere di una certa libertà in fase di impostazione, con Cofie e, soprattutto, Marrone, che dovevano fare molta strada per uscire a coprirlo e non sempre lo facevano correttamente.

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E’ soprattutto Marrone, che deve fare molta strada, ad alzarsi per coprire Marchisio.

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Sin dall’inizio, e con il Carpi basso, Marchisio gode di libertà le punte del Carpi si disinteressano di lui, con Borriello che rimane alto e DI Gaudio che ripiega lateralmente, mentre i centrocampisti centrali degli  emiliani non escono sempre correttamente.

Castori  non ha utilizzato i suoi attaccanti per costruire una marcatura feroce del playmaker bianconero. Infatti, mentre Borriello rimaneva alto, pronto a sfruttare il contropiede, Di Gaudio si occupava di contrastare i difensori centrali e, soprattutto, aveva il compito di aggiungersi come quarto di centrocampo sulla fascia sinistra, nella zona di Cuadrado. Per quanto riguarda Khedira e Pogba, sia il tedesco che il francese hanno svolto il loro compitino di raccordo fra centrocampo e attacco, pur senza brillare eccessivamente.

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 La disposizione offensiva della Juventus, con Marchisio che imposta con i 3 difensori centrali, con gli esterni alti e con Khedira e Pogba in posizione più avanzata.

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Gli interni di centrocampo partecipano alla fase offensiva, accompagnando gli attaccanti centralmente.

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In occasione del secondo gol, così come era avvenuto nel primo, Khedira si trova in posizione avanzata dentro l’area.

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 La Juventus cerca di dare al portatore di palla più opzioni di passaggio.

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 L’interno di centrocampo che accompagna l’azione vicino alla zona di competenza dell’esterno non è una prerogativa della sola catena di sinistra.

Fase difensiva.  In fase di non possesso palla, il contributo dei tre centrocampisti centrali non è stato ottimale. In una partita condotta praticamente sempre all’attacco, la fase difensiva consta soprattutto di transizioni negative. Ed in queste il solo Marchisio è stato efficiente. Infatti, mentre il playmaker basso dei bianconeri ripiegava a tutta velocità quando la Juventus perdeva palla, non altrettanto può esser detto di Pogba e di Khedira.

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Marchisio, molto più di quanto facesse Pirlo, garantisce una maggiore copertura al reparto arretrato: dei 3 centrocampisti centrali è il più veloce nei ripiegamenti difensivi, mentre Khedira e Pogba sono più lenti a rientrare.

Questo in parte è dipeso dalla posizione in campo, in fase offensiva, dei due interni, con il francese ed il tedesco pronti ad inserirsi in area del Carpi e quindi schierati in zone avanzate in fase di costruzione, con la conseguenza di dover recuperare molto più terreno all’indietro rispetto ad un Marchisio posizionato appena davanti i tre difensori centrali. Ma la lentezza dei due centrocampisti nel rientrare è comunque anche dipesa da una loro generale pigrizia nello svolgere questo tipo di lavoro.

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In fase difensiva, lo scivolamento laterale dei 3 centrocampisti centrali, con Pogba che esce sull’esterno  Letizia.

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In questa immagine, si nota la trasformazione del 3-5-2 di Allegri in un 4-4-1-1 in fase di non possesso, con Pogba esterno sinistro e con Marchisio e Khedira come interni.

Un po’ di statistiche. Alla fine, Marchisio ha potuto giocare 104 palloni, con 94 passaggi completati per un’alta percentuale del 92%. Ben 65 di questi passaggi (dei quali 62 completati) sono avvenuti nella zona centrale del campo. Khedira e Pogba hanno giocato, verso Marchisio, rispettivamente, 9 e 7 palloni.  Pogba ha ricevuto 3 passaggi da Khedira e 10 da Marchisio, mentre il centrocampista tedesco ha ricevuto 9 palle da Marchisio e 3 dal francese. In generale, i due sono stati meno al centro del gioco bianconero, con Khedira che ha provato appena 45 passaggi, l’84% dei quali riusciti e con Pogba che ha giocato 50 palloni, con una percentuale però molto bassa, appena il 72%, di passaggi riusciti.

Conclusione: in Marchisio, probabilmente, Allegri ha trovato il suo metodista ideale, cioè un giocatore buono nella fase di impostazione ma anche nelle coperture. Alcuni critici del tecnico livornese hanno spesso ricordato la sua preferenza, ai tempi del Milan, per De Jong ai danni di Pirlo. Ora, premesso che non tutte le situazioni sono uguali, così come anche due squadre schierate con l’identico sistema di gioco (e non è questo il caso) possono essere diverse,  quella scelta rientrava nella tipologia di giocatore necessario ad Allegri per strutturare il centrocampo di quel Milan. Marchisio, certamente più di Pirlo (anche se non si dovrebbe sottovalutare  l’importanza che Pirlo, attraverso i suoi intercettamenti, aveva nel computo delle palle conquistate in fase di non possesso…) garantisce ad Allegri quella copertura che il tecnico vuole per la sua difesa. Copertura che, ad esempio, ad oggi non garantisce un Lemina, più acerbo e meno difensivo di Marchisio.  Per quanto riguarda gli altri due centrocampisti, è Khedira quello che deve fare il salto di qualità maggiore. Mentre, infatti, Pogba ha abituato a prestazioni di alta qualità (al francese difetta la continuità…), l’ex Real Madrid non si è espresso fin qui ai livelli attesi. Se questo è dipeso soltanto dai problemi fisici o se, invece, si tratta di un calo inevitabile a questo punto della sua carriera, soltanto il resto della stagione potrà chiarirlo.

di Michele Tossani @arrigosacchi442