Analisi tattica di Juventus-Bologna: Vincere contro Mihajlovic per crederci ancora

di Roberto Nizzotti |

Dopo la bella e importante vittoria ottenuta in finale di Supercoppa Italiana ai danni del Napoli, che ha dato risposte molto importanti a rafforzamento della bontà del progetto intrapreso, la Juventus di Mr Pirlo si rituffa in campionato e, all’ora di pranzo di domenica, affronterà all’Allianz Stadium  il Bologna.

I felsinei occupano la 12^ posizione in classifica con 20 pts e, dopo una serie negativa di 8 gare nelle quali avevano racimolato 5 pts, sono tornati a vincere superando 1-0 vs l’Hellas Verona.

In fase di non possesso la squadra di Mihajlovic solitamente adotta un atteggiamento propositivo (valore PPDA medio di 9.27), attitudine che è in grado di adattare alla tipologia di avversario, alternando la pressione sul primo palleggio alla chiusura delle linee di passaggio aspettando che il pallone arrivi all’altezza della linea mediana.

Nonostante questo atteggiamento l’efficacia difensiva degli emiliani non è ottimale nella chiusura delle linee di passaggio e nell’attuazione dei corretti tempi di pressione permettendo ai rivali di essere pericolosi come dimostrano i 31  goal subiti (1.71 a partita, 7^ in Serie A), a fronte di un valore xGA di 26.7,  e i tiri concessi a partita (12.3).

Quando invece è in possesso palla il Bologna sviluppa la propria manovra con discreta qualità (80% di precisione nei pass)  sfruttando molto le corsie laterali (38% a sx e 37% a dx) e, quando possibile, attaccando la verticalità (8^ per pass progressivi con una media di 2.7 km a gara)  e creando una buona dose di opportunità offensive come dimostra il numero di tiri in porta per 90 minuti (5^, appena dietro la Juve, con 5.06) e  la percentuale di precisione dei tiri del 37,8%, la migliore del campionato.

A questa mole di gioco però si contrappone una difficoltà offensiva che porta il Bologna ad occupare la  quintultima posizione nella statistica del rapporto goal/tiri in porta (0.9) e ad registrare un valore medio xG di 1.32 per 90 minuti (10^)  a fronte dei 13.4 tiri (7^)

La squadra di Mihajlovic è capace di mettere in difficoltà l’avversario sul suo primo palleggio ma, al tempo stesso, va in sofferenza se il rivale disturba la sua costruzione, perdendo palla in zone pericolose e dando il fianco alle transizioni positive di quest’ultimo.

Pressione che, come sempre, deve essere equilibrata nella sua attuazione per evitare di concedere degli spazi che i felsinei sono in grado di leggere e sfruttare.

Quella contro il Bologna è una di quelle gare che, di primo acchito, potrebbe sembrare “facile” ma che invece risulterebbe facilmente trasformarsi in un match tremendamente complicato.

Serve quindi il giusto approccio per portare a casa la vittoria e dare seguito all’importante, per prestazione e risultato, vittoria della Supercoppa Italiana.