Analisi tattica di Benevento-Juventus: Senza Ronaldo al Vigorito per continuare il filotto di vittore

di Roberto Nizzotti |

Dopo la sofferta vittoria vs il Ferencvaros valsa la qualificazione agli 1/8 di Champions la Juventus torna a mettere la testa alla Serie A e andrà a far visita al Benevento di Filippo Inzaghi.

Gli stregoni, questo il soprannome dei giallorossi campani, in queste prime 8 giornate hanno ottenuto 5 sconfitte e 3 vittorie, l’ultima ottenuta per 0-1 sul campo della nuova Fiorentina di Cesare Prandelli.

Il Benevento è una squadra che, in base all’avversario che si trova ad affrontare, cambia il suo atteggiamento come dimostrano i valori PPDA registrati finora con picchi molto alti, e quindi tattica attendista, vs Inter (21,35) e Napoli (17,30) e picchi più bassi, e quindi atteggiamento più aggressivo sul primo palleggio avversario, vs Hellas Verona (6,12) o Bologna (8,96).

I giallorossi di Filippo Inzaghi mettono molta fisicità nel match come evidenziano i 14.1 contrasti a gara, i 12.8 falli a gara, la media di 2.37 cartellini gialli ogni 90 minuti, 4^ per numero totale di cartellini gialli (19), e il numero di contrasti aerei vinti (123 in 8 giornate, 4^ squadra in serie A)

Contro la Juventus è facile pronosticare un atteggiamento più attendista (il possesso palla medio è del 43%) volto alla chiusura centrale delle linee di passaggio per costringere i bianconeri a giocare in ampiezza e, a questo punto, portare pressione con l’aiuto della linea laterale per tentare di recuperare la palla e dare vita a delle pericolose transizioni positive. 

La Juventus, per evitare questo scenario dovrà approcciare la gara esattamente l’opposto di quanto visto vs il Ferencvaros, sviluppando una manovra veloce in ampiezza per poter allargare il Benevento e trovare poi sbocchi centrali.

Nei precedenti due frame la giocata messa in atto dal Bologna che, difronte ad un Benevento che crea densità centrale, allarga il gioco per poi attaccare centralmente con un filtrante a premiare l’attacco dell’halfspace.

 

Nonostante un atteggiamento tattico che la porta ad essere accorta e puntare sulle transizioni positive, nelle gare fin qui disputate la squadra di Filippo Inzaghi non è stata inapprensibile e  ha mostrato falle nella fase di non possesso come evidenziano i 20 goal subiti (media di 2,5 a partita).

Le distanze tra i reparti e la copertura delle linee di passaggio non sono ottimali e consentono agli avversari di sviluppare con relativa semplicità la loro manovra offensiva, trovando l’uomo tra i reparti. Vista l’assenza, concordata, di Cristiano Ronaldo molto probabilmente al fianco di Morata giocherà Dybala che, visto il suo tipo di gioco, da questa situazione tattica potrebbe trarre molto vantaggio e sfornare una prestazione importante

 

In questo frame, tratto dalla gara giocata vs lo Spezia, vediamo il Benevento in attesa ma con distanze tra reparti e uomini troppo ampio. Questo consente ai liguri di trovare l’uomo sulla 3/4 senza particolari difficoltà

 

Come tutte le squadre che preferiscono cedere palla all’avversario anche il Benevento punta molto sulle transizioni positive che nascono da un recupero palla che può avvenire o creando densità e chiudendo le linee di passaggio o andando a pressare la prima costruzione avversaria causando l’errore tecnico.

 



Queste due immagini raccontano il goal vittoria vs la Fiorentina. Pressione sulla prima costruzione dei viola che porta ad un recupero alto e ad una transizione a partire dall 3/4 avversaria che consente, grazie ad ottimi movimenti, di colpire la difesa avversaria mal posizionata.

 

Vista la difesa molto alta, soprattutto con De Ligt in campo, la Juventus dovrà porre molta attenzione a non commettere banali errori tecnici in fase di costruzione e applicare le giuste marcature preventive per evitare di concedere la profondità agli attaccanti del Benevento

La gara giocata martedì scorso vs i magiari ha evidenziato come la Juventus, se disattenta e con un livello di aggressività insufficiente, possa soffrire questo tipo di compagini, con conseguente partita che da “semplice” diventa tremendamente complicata da recuperare, scenario che, visto la fine del momento di adattamento, non deve verificarsi.


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