Chi è Rolando Mandragora, il mediano mandato da Gasperini e salvato da Tevez

La Juventus potrebbe non essere più solamente la squadra contro la quale Rolando Mandragora, in quel 29 ottobre dello scorso anno, ha esordito in Serie A ad appena 17 anni: il centrocampista del Genoa, ora in prestito al Pescara, potrebbe vestire la maglia bianconera nel futuro prossimo. Andiamo dunque a conoscerlo meglio.

Nato a Napoli e cresciuto in quella vera e propria “scuola per calciatori” che è la Mariano Keller, Rolando Mandragora (classe 1997) è un mancino naturale alto 183cm, nasce mediano ma può essere impiegato anche da mezzala. Protagonista con la Primavera del Genoa già dalla stagione 2013/14, viene lanciato in prima squadra da Giampiero Gasperini, che lo inserisce nell’11 di partenza per Genoa – Juventus, nona partita dello scorso campionato.

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Il tecnico rossoblu assegna al ragazzo, spalleggiato da Bertolacci e Greco, compiti di rottura dell’azione avversaria piuttosto che di regia, schierandolo nella sua posizione preferita davanti alla difesa. Mandragora interpreta la gara in modo encomiabile: pochi lanci lunghi e tanti appoggi puliti ai compagni, 75% dei contrasti vinti, 6 interventi in tackle dei quali 5 conclusi con successo. Fuori al 69′ per crampi, con Tevez che lo aiuta mentre è a terra, si lascia andare a un bellissimo abbraccio col suo allenatore al momento dell’uscita dal campo. Qui sotto, gli highlights della sua gara contro la Juve: da applausi il pulitissimo salvataggio in scivolata su Tevez (minuto 1:35), praticamente solo davanti alla porta.

Nello stesso campionato Mandragora è stato impiegato in altre 4 occasioni, anche se l’unica gara nella quale è sceso in campo per più di 10 minuti è quella contro il Palermo, che lo ha visto protagonista per tutto il primo tempo. Nell’occasione Gasperini lo ha schierato da centrocampista centrale di destra nel 3-4-3, un inedito per il giovane che però ha risposto in maniera discreta: cresce la percentuale di passaggi realizzati, 83% contro il 68% di Genoa – Juve, ma cala drasticamente l’efficacia nei contrasti, soltanto 3 su 7 vinti.

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In estate il Genoa decide di girare Mandragora in prestito al Pescara; il centrocampista diventa velocemente un punto di riferimento per Massimo Oddo, che ha rinunciato a lui solamente in 5 occasioni, due a causa degli impegni con l’Under 21 e una per squalifica, su 21 partite disputate dai biancoazzurri. Nelle 15 gare (12 da titolare) disputate finora, Mandragora è stato praticamente sempre impiegato da mediano davanti alla difesa nel 4-3-1-2, togliendo di fatto il posto al talento argentino Lucas Torreira. Rispetto a Gasperini, Oddo lascia al giocatore molta più libertà nell’impostare l’azione e nell’alzarsi per dare respiro alla manovra offensiva, come nella gara contro l’Avellino, durante la quale Mandragora ha messo a tabellino il suo primo assist tra i professionisti.

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Da agosto Mandragora è anche un giocatore dell’Italia Under 21: il tecnico degli azzurrini Luigi Di Biagio lo ha convocato per la prima volta in occasione della gara amichevole contro l’Ungheria, per poi farne un imprescindibile del suo centrocampo sin dalla prima gara di qualificazione ai prossimi Europei Under 21. Mandragora non ha saltato neanche un minuto delle 5 partite ufficiali disputate dall’Under 21 da settembre fino ad oggi, segno dell’estrema fiducia che Di Biagio ripone in lui nonostante sia più giovane di tre anni rispetto agli standard d’età della categoria. Impiegato soprattutto da regista/mediano nel 4-3-3, nella penultima partita in azzurro (contro la Serbia) è stato eletto migliore in campo dalla Gazzetta Dello Sport.

Per riassumere, parliamo di un ragazzo dalla spiccata personalità e maturità a dispetto dei 18 anni compiuti a giugno, un centrocampista con caratteristiche difensive già ottime e che può crescere tantissimo in fase d’impostazione del gioco, grazie anche alla libertà di sbagliare e di provare la giocata concessagli da Oddo. Bloccarlo ora per portarlo in bianconero a giugno sarebbe la mossa ideale.