Analisi tattica di Lazio-Juventus, Mezzogiorno all’Olimpico per dare un segnale al campionato

di Roberto Nizzotti |

Per la 7^ giornata del campionato di Serie A la Juventus, che viene da due vittorie consecutive (vs Spezia e Ferencvarosi) segnando 8 goal e subendone 2 (due volte un 4-1) si appresta ad affrontare in trasferta la Lazio, avversario difficile come ci ha insegnato la recente storia (nelle ultime 8 gare 4 vittorie a testa)


I biancocelesti sono una squadra dalla forte identità, che fa della compattezza in fase di non possesso e dell’aggressività i suoi punti di forza, portando spesso l’avversario all’errore o per una pressione molto intensa sul primo palleggio (PPDA pari a 10,19) o per la capacità di restare corta e chiudere le linee di passaggio e intercettare palla (16.8 intercetti per gara)

Il piano gara della Lazio si sviluppa quindi sia con il recupero veloce della palla con pressione sulla prima costruzione avversaria così da poter attaccare gli spazi con pericolose transizioni positive, che con la giocata manovrata che viene sviluppata in ampiezza con il coinvolgimento costante dei terzini, soprattutto con Fares (fascia sinistra coinvolta il 43% delle volte contro il 30,5% della corsia destra)


Nelle precedenti immagini possiamo notare un esempio di presione portato dalla Lazio sulla prima costruzione in questo caso vs il Bologna, con Luis Alberto che intercetta e recupera palla per poi condurla ed andare al tiro, trovando il goal

In queste altre due immagini, tratte dalle gare vs Torino e Sampdoria, si può notare la giocata manovrata con l’importante accompagnamento dei terzini

La Juventus dovrà prestare molta attenzione nella fase di non possesso che, fino ad ora, è l’elemento tattico che necessita di maggior lavoro e che è figlio di quella riaggressione che Pirlo vuole venga portata con più aggressività, continuità e con tempi più precisi.

Se questo non avviene si concedono agli avversari spazi tra le linee che possono essere facilmente sfruttati e trasformarsi in concreti pericoli.

Un esempio di fase difensiva pigra della Juventus lo abbiamo avuto nella giocata che ha portato al momentaneo pareggio dello Spezia. Le distanze tra i reparti e tra gli stessi giocatori del singolo reparto erano troppo ampie e il rientro, la transizione negativa, è stata lenta e totalmente distratta. Questo atteggiamento, se ripetuto contro la Lazio, equivarrebbe ad un suicidio sportivo.

Quando la riaggressione verrà messa a regime di conseguenza migliorerà anche la fase difensiva e le transizioni negative verranno effettuate con più qualità sia nei tempi che nelle letture della giocata avversaria.

Parlando invece della fase di non possesso, la Lazio tende a creare densità centrale ma non sempre questo le riesce in maniera ottimale e può accadere che conceda linee di passaggi importanti che devono essere colte e sfruttate giocando con verticalità.

Giocata della Sampdoria che trova facilmente l’uomo tra le linee, con Quagliarella bravo ad attaccare l’halfspace

I problemi difensivi la Lazio li riscontra anche quando l’avversario supera la pressione che lei porta sul suo primo palleggio, concedendo ampio campo alle sue transizioni positive. In tal senso sarà importante, una volta recuperata la palla, riuscire ad attaccare lo spazio alle spalle dei terzini che, come abbiamo visto, spingono molto. Se giocheranno saranno importanti le prestazioni di elementi come Federico Chiesa o Dejan Kulusevski .

In questa giocata si vede come il Bologna riesce a superare la pressione portata dalla Lazio in zona palla e, trovato Palacio, a condurre una transizione positiva con una situazione di superiorità numerica e ampi spazi da attaccare.

In questa giocata, che poi si svilupperà in un cross per Quagliarella che segnerà il vantaggio, la Sampdoria è abile ad attaccare lo spazio alle spalle dell’esterno.

I biancocelesti hanno dimostrato di andare in difficoltà anche quando vengono pressati sulla loro prima costruzione, con il rischio di perdere palla in zone pericolose come successo vs il Bologna e il Torino che poi sono riusciti a trovare il goal.

In questi due frame vediamo il recupero palla di Svanberg che poi conduce fino ad arrivare al limite dell’area e trovare il tiro che varrà il vantaggio del Bologna. Gli spazi tra le linee laziali non vengono colmati con prontezza e il Bologna riesce ad attaccarli con molti uomini creando una potenziale situazione di superiorità numerica ( 5 vs 4)

In questo caso invece è il Torino che mette in difficoltà la Lazio andando ad aggredirla sulla primissima costruzione con una buon sincronismo nella pressione. Il risultato sarà il recupero palla da parte di Lazovic che troverà poi il goal valso l’illusorio 3-2 granata prima del rigore di Immobile e del goal vittoria di Caicedo.

La Lazio si avvicina al match con il dubbio riguardante la presenza di Immobile, Leiva e Strakosha che sembra verranno schierati in campo nonostante risultino positivi al COVID dopo i test effettuati presso il Laboratorio di Roma, con la società che ritiene quindi validi i risultati dei contestati test effettuati presso il laboratorio di Avellino che avevano dato esito negativo.

Oltre a questo importante dilemma ci sarà un altro elemento fondamentale come Luis Alberto che sarà convocabile ma,  sempre causa Covid, senza allenamento da una decina di giorni.

Al netto di quanto appena detto la Lazio ha confermato, in queste ultime gare,  di possedere carattere e una precisa identità che ormai la contraddistinguono (significativi i due goal di Caicedo che, nei minuti finali, hanno dato la vittoria vs il Torino e il pareggio in trasferta vs lo Zenit), e questo rappresenta per la Juve di Pirlo uno step importante, soprattutto per capire se certi concetti sono stati assimilati e, di conseguenza, migliorati oppure se il lavoro per la loro acquisizione necessita di più tempo o di valutazioni tecnico-tattiche differenti. 


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