Da Dani Alves a Karsdorp: analisi sui laterali in proiezione futura

di Mattia Demitri |

Con l’accesso ai quarti di Champions League la stagione entra nel vivo, a Vinovo si lavora duramente in campo, ma non è solo durante la settimana che la Juventus costruisce i suoi successi. In corso GalFer cominciano a muoversi gli ingranaggi per programmare il prossimo futuro, guardandosi intorno, studiando strategie e sondando i primi profili. Uno dei primi passi per imbastire una strategia efficace è fare un check-up preliminare, una revisione del materiale tecnico a disposizione, per individuare eventuali debolezze o sprechi. A seconda poi dello scenario si preparano una lista di soluzioni, valutando rischi e opportunità, per poi percorrere quella più adeguata al momento giusto.
Proviamo in piccolo a immaginare questa metodologia applicata ad un singolo reparto, i laterali di difesa, per il prossimo mercato.

 

 DA SINISTRA… 

Partendo da sinistra, Alex Sandro è uno degli interpreti migliori nel ruolo a livello internazionale, e uno dei migliori giocatori della rosa, un punto di forza che dà alla squadra un vantaggio competitivo contro ogni avversario. In questo senso pare sia vicino il suo rinnovo, a cifre da top, per spegnere in anticipo qualsiasi velleità di acquisto da parte dei top team avversari.

Dietro di lui Kwadwo Asamoah ha dimostrato quest’anno grazie a prestazioni più che convincenti di essere un lusso come riserva, ma ancor più importante ha mostrato un’affidabilità che sembrava aver smarrito dopo i guai al ginocchio. Difficile reperire sul mercato un giocatore che sia al suo livello e più economico, a gennaio era stato riportato un interesse per il terzino dello Schalke 04 Sead Kolasinac, in scadenza nel 2017. Il bosniaco dalla sua peserebbe a bilancio soltanto con l’ingaggio ed è 5 anni più giovane del ghanese.

 

Particolare la questione Mattiello: finalmente di rientro dopo un lungo periodo di riposo forzato, la sua situazione tecnico/fisica è un’incognita tale da non renderlo un’alternativa credibile come riserva. A luglio compirà 22 anni perciò non sarà più inseribile nelle liste UEFA e FIGC come under 21, però sarà inseribile come CTP, ossia come giocatore proveniente dal vivaio, non andando quindi ad occupare i pochi posti disponibili. La Juve per valorizzarlo a questo punto potrebbe decidere di tenerlo come terza riserva per entrambe le corsie, oppure di cederlo in prestito per ritrovare il ritmo partita.

 

 …A DESTRA 

Sull’altro versante la situazione è più complicata: il dualismo tra Lichtsteiner e Dani Alves ha scontentato entrambi i giocatori, i due hanno un peso a bilancio combinato che si aggira sui 15 milioni. Allo svizzero è stato prolungato il contratto di un anno, un rinnovo proforma, per non pagare un’esosa penale.

L’ingaggio da 3 milioni pagato ad entrambi non è in linea con il numero di partite giocate, dato che sono alternativi, il costo a gara in questo modo lievita. Senza considerare poi che il dualismo ha generato discontinuità di prestazioni e malcontento.
La società verosimilmente potrebbe dirimere la questione scegliendo definitivamente un titolare (naturalmente Alves), e acquistando alle sue spalle una riserva non costosa e non ingombrante.

Quale miglior riserva per il brasiliano di un giovane affidabile in grado di farlo rifiatare nelle partite di campionato a ridosso della coppa, senza pretese di titolarità nei match di cartello, e che al contempo possa crescere alle sue spalle per magari sostituirlo in futuro?
La Juventus controlla il cartellino di Pol Lirola, in prestito biennale a Sassuolo, dove fino all’infortunio è stato titolare inamovibile. Potrebbe venir facile pensare che riportando lui si risolva facilmente la questione; interrogandosi e riflettendo però su cosa sia realmente meglio per la società e per il giocatore ci si accorge che lo spagnolo è ancora acerbo, sia per garantire un certo livello prestazionale in caso di forfait di Alves sia perchè finire in panchina precocemente rimanderebbe e/o comprometterebbe il suo percorso di crescita.

 

 BRAINSTORMING! 

Ho provato ad isolare sei profili di giocatori più o meno giovani -non ancora nel prime agonistico- ma affermati, che possano fermentare in panchina senza intaccare la propria crescita e con un rapporto qualità prezzo/ingaggio migliore di Lichtsteiner.

 

BENJAMIN HENRICHS – 1997, Bayer Leverkusen
Titolare sia in Bundesliga che in Champions League, ha già esordito anche con la nazionale tedesca. Il suo agente ha comunicato che resterà a Leverkusen per continuare a crescere nonostante l’interesse dei top club. E’ forse il profilo più interessante, ma al contempo più ostico. Incarna alla perfezione la filosofia di gioco delle Aspirine rossonere: predilige l’aggressione, tenta spesso l’anticipo, è molto bravo nel cercare la verticalità palla a terra o con lanci lunghi.

 

SIME VRSALJKO – 1992, Atlético Madrid
Nazionale croato, fatica a trovare spazio in Spagna, potrebbe partire ad un prezzo ridotto ma gli spagnoli avendo il mercato bloccato in entrata, potrebbero non cedere facilmente. Rodatissimo in italia, è fondamentalmente un Lichtsteiner 8 anni più giovane ed un leggero vantaggio sulla capacità di crossare in corsa. Comoda riserva, considerandone l’adattabilità a sinistra.

 

MARIO GASPAR – 1990, Villarreal
Nazionale spagnolo con esperienza internazionale, uno dei migliori laterali destri della Liga, ha un contratto impegnativo, fino al 2023. Terzino tecnicamente ben dotato, ma che fa della fase difensiva la sua arma di battaglia. Difficile da saltare, ottimo fiuto tattico, complice anche l’esperienza sotto la guida tecnica di Marcelino, autentico fanatico dei movimenti giusti al momento giusto.

 

MATTIA DE SCIGLIO – 1992, Milan
Titolare in nazionale con ampia esperienza internazionale, ambifascia, discreta abilità tattica ma un povero tecnicamente. Più volte vicino a vestire la maglia della Juve, ha il contratto in scadenza nel 2018. Le sue più grandi carenze sono ritrovabili nel profilo caratteriale: la proverbiale faccia pulita rispecchia il suo modo di stare in campo e di approcciare situazioni di grande pressione. Vederlo alla Juve sarebbe un curioso esperimento psicologico.

 

ANDREA CONTI – 1994, Atalanta
Titolare in under 21, autore di un’ottima stagione a Bergamo e con un costo davvero contenuto, probabilmente sarà il terzino destro del futuro per la nazionale italiana. E’ il classico fluidificante che fa della quantità la sua forza: fondo inesauribile e lucidità nelle zone alte del campo, lo stage con Gasperini ne ha affinato le doti in area avversaria. Lacunoso sui dribbling e semplice nella circolazione, ma prospetto da tenere d’occhio.

 

RICK KARSDORP – 1995, Feyenoord
Nazionale olandese, considerato il miglior laterale destro dell’Eredivisie, comincia ad essere un nome chiaccherato in Europa. Rapido, resistente, ordinato nella circolazione e con un cross preciso, è il prototipo del terzino moderno. Da testare in un contesto diverso dallo svezzante torneo nederlandese.

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Dal punto di vista statistico, i numeri (prettamente difensivi, poichè stiamo parlando di esterni arretrati e sono probabilmente i requisiti maggiormente richiesti nel profiling bianconero) confermano le sensazioni oculari. Vrsaljko e Conti sono i due interpreti più scolastici, specialisti del ruolo non a caso svezzati e cresciuti nel campionato italiano. De Sciglio possiede un bagaglio di esperienza internazionale ed un’applicazione tattica difensiva degna di nota, ma offensivamente è pressoché nullo. Karsdorp, Henrichs e Gaspar hanno come comune denominatore la superiore capacità tecnica, ma mentre gli ultimi due riescono ad abbinare spiccate doti tattiche ed una elevata aggressività in fase di non possesso, l’olandese mostra ancora il fianco su questo aspetto.