Analisi tattica di Juventus-Napoli: Andrea alla prova dell’amico Gattuso

di Roberto Nizzotti |

La terza giornata di Serie A vedrà la Juventus, reduce da un sofferto e positivo, sotto certi aspetti, pareggio dell’Olimpico vs la Roma,  tornare all’Allianz Stadium, questa volta per affrontare il Napoli di Gattuso che ha vinto le prime due gare mettendo a referto uno 0-2 vs il Parma e un netto 6-0 al San Paolo vs il Genoa.

I partenopei hanno iniziato alla grande la stagione dando continuità a quanto visto nella passata, mostrandosi squadra attenta e applicata nella fase di non possesso, in grado di giocare un ottimo calcio di palleggio e pericolosa, quindi, sia con azioni manovrate che con l’applicazione di un gioco verticale preciso e veloce nello sviluppo.

Baricentro, lunghezza e larghezza registrate dal Napoli nella gara giocata vs il Genoa.

La forza d’attacco mostrata nelle prime due giornate dal Napoli e confortata dal numero medio di tiri effettuati (16) e dal numero di goal segnati (8), valore nettamente superiore rispetto alla statistica xG prodotta che è pari a 3.88, segno di una qualità offensiva importante

Nel reparto offensivo napoletano, che sarà privo di Insigne, oltre al solito Mertens è composto sia da un redivivo Lozano ( 2 goal in 2 giornate) e dal nuovo acquisto Osimhen.

Il nigeriano ex Lille, andato a segno all’esordio contro il Parma, oltre a consentire al Napoli di giocare attaccando la profondità grazie alla sua fisicità e progressione, è molto bravo anche e giocare di sponda dialogando con i compagni con velocità e tecnica, riuscendo anche ad aprire varchi per i loro inserimenti.

La capacità di Osimhen nell’attaccamento la profondità diventando importante soluzione per il superamento della pressione avversaria

 

Non solo potenza fisica ma anche tecnica e qualità nella comprensione del gioco che lo rendono sponda ideale per gli 1-2, anche nello stretto.

 

La Juventus ha dimostrato, nella gara giocata contro la Roma,  di soffrire queste situazioni, pertanto dovrà giocare una gara ritrovando, con costanza, compattezza e attenzione nella fase difensiva, ritornando a portare una pressione, una riaggressione, con dei tempi di gioco adeguati così da evitare di lasciare spazi e giocate semplici alla squadra di Gattuso.

Attenzione poi ormai ad un classico del gioco offensivo del Napoli, l’attacco del 2^ palo alle spalle del terzino sinistro, ruolo nel quale la Juve è in emergenza vista l’assenza di Alex Sandro, con Frabotta che, seppur ottimo quando chiamato in causa, può pagare di inesperienza e perdere l’uomo alle spalle e con Cuadrado che, abituato a destra, può avere difficoltà nel trovare il giusto posizionamento a contenere i tagli.

Il movimento di Lozano alle spalle del terzino sinistro nella gara vs il Genoa, situazione che lo ha portato a segnare .
Insigne, assente vs la Juve, mette in atto la giocata che per anni ha svolto premiando l’attacco del 2^ palo che veniva fatto con grande tempismo da Callejon.

 

Come detto il Napoli è abile non solo nel creare densità difensiva e dare vita a rapide transizioni positive una volta che ha recuperato la palla (il valore PPDA delle prime due giornate è di 12, 34), ma lo è anche nel portare pressione sulla prima costruzione avversaria.

Palloni recuperati vs il Parma (wyscout)

 

Palloni recuperati vs il Genoa (wyscout)
La pressione che il Napoli porta sulla prima costruzione (qui vs il Genoa) . Il risultato sarà una passaggio orizzontale di Pandev che verrà intercettato da Mertens, autore poi del goal.

 

La Juventus dovrà essere precisa e rapida sia nei movimenti dei giocatori che nel far scorrere il pallone per cercare di trovare gli uomini alle spalle della linea di pressione partenopea, situazione che la porterebbe ad attuare una transizione positiva che andrebbe a sfruttare gli spazi concessi da un Napoli .

In questo un elemento come Arthur potrebbe essere molto importante vista la sua capacità di gestione della palla sotto pressione e la sua visione e tecnica che gli consentono di poter trovare linee di passaggio verticali consentendo alla squadra di progredire in avanti.

La fase difensiva del Napoli è importante (solo 6 tiri concessi in media in questo inizio di stagione), attenta, con la squadra che si mantiene corta e stretta, ma non è impeccabile soprattutto se attaccata con una manovra avvolgente e sviluppata con velocità.

Il Napoli porta molti uomini in zona palla concedendo così al rivale il lato debole, situazione che se sfruttata adeguatamente consente di poter attaccare la profondità approfittando del non sempre tempestivo scivolamento degli azzurri, con conseguenti spazi sfruttabili anche per vie centrali.

Il Napoli porta densità in zona palla concedendo il lato debole.
Lo scivolamento non è sempre perfetto e questo consente all’avversario di trovare spazi attaccando gli halfspace.

In una situazione di questo tipo saranno fondamentali gli esterni, soprattutto quelli offensivi come Kulusevski (o Douglas Costa) e Cristiano Ronaldo (o Morata), e gli interni come Bentancur e Rabiot che dovranno essere bravi a buttarsi negli spazi con i tempi giusti.

Il Napoli, squadra forte e con un’identità ben chiara (ottimo il lavoro di Gattuso) rappresenta un’ulteriore banco di prova per la Juventus di Pirlo che dovrà dimostrare di aver compreso gli errori fatti contro la Roma e di avere la capacità di maturare e crescere in tempi brevi.


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