Analisi tattica di Juve-Torino: la chiave della gara, sfruttare la lentezza delle transizioni negative granata

di Roberto Nizzotti |

Si torna all’Allianz Stadium per la 30^ giornata che vedrà la Juventus, lanciata alla conquista dello scudetto n.38, affrontare il Torino in quello che sarà il Derby della Mole n.200 della storia tra campionato e coppe nazionali.

Che avversario si troverà di fronte la squadra di Sarri?

I granata, allenati dal febbraio 2020 da Moreno Longo che ha preso il posto dell’esonerato Walter Mazzarri, sono 14^ con 31 pts, a 6 dalla zona retrocessione e, da quando si è ritornati a giocare, hanno conquistato 7 pts in 5 gare durante le quali sono scesi in campo alternando il 3-4-1-2 al 3-5-2

Il Torino è una squadra che approccia le gare con un atteggiamento equilibrato, attuando una fase difensiva attenta che porti ad un recupero palla soprattutto tra la 3/4 difensiva e la linea mediana del campo, atteggiamento espresso anche dall’indice PPDA che ha registrato un valore medio pari ai 8,02 in 5 delle ultime 7 gare giocate.

 

Schema dei duelli difensivi vs il Parma (wyscout)

 

Schema dei duelli difensivi vs il Cagliari (wyscout)

 

Schema dei duelli difensivi vs la Lazio (wyscout)

 

I granata comunque non disdegnano un approccio ultra attendista, come evidenziato in un paio di occasioni sotto la gestione Longo, precisamente vs Napoli e Udinese dove il valore PPDA registrato è stato, rispettivamente, di 19.76 e 23.46.

 

Schema dei duelli difensivi vs l’Udinese (wyscout)

 

Schema dei duelli difensivi vs il Napoli (wyscout)

 

Come detto, quando si schiera dietro la linea della palla, il Torino pone molta attenzione, e questo lo si può notare osservando come mantenga le corrette distanze tra uomini e reparti, atteggiamento che gli consente di ridurre gli spazi agli avversari costringendoli a giocare in ampiezza o a forzare delle giocate che portano i granata ad intercettare la palla (1^ in serie A con una media di 13,1 intercetti a gara).

L’intercetto consente poi di dar vita a delle rapide transizioni, come avvenuto nella gara vinta 1-0 vs il Parma con un goal di Andrea Belotti che ha concluso una transizione perfetta condotta da Berenguer.

 

Fase di non possesso vs la Lazio

 

Fase di non possesso vs l’Udinese, preludio al goal decisivo vs i friulani.

 

La giocata che porta al goal decisivo di Belotti vs l’Udinese nasce da un anticipo che da vita ad una rapida transizione positiva

 

Lo sviluppo dell’anticipo porta, come detto, ad una transizione che vede Berenguer condurre in campo aperto con Zaza e Belotti che si aprono. Quest’ultimo sarà poi servito e segnerà il goal partita

 

Le difficoltà dei granata si evidenziano quando si proiettano in avanti, atteggiamento che porta la squadra ad allungarsi creando, tra i reparti e tra gli stessi giocatori, spazi che possono essere sfruttati dagli avversari.

Le transizioni positive avversarie sono poi agevolate anche dalla lentezza con la quale il Torino, persa palla, attua la transizione negativa.

In tal senso la gara vs il Cagliari ne è un chiaro esempio.

 

La giocata che porta al secondo goal del Cagliari, segnato da Simeone. Torino lunghissimo che concede praterie sfruttate egregiamente dalla squadra sarda.

 

Questa è la giocata che porta al rigore che varrà il 3-0 del Cagliari. Anche in questo caso il Torino è lunghissimo, spaccato in due, e consente al Cagliari di attuare una transizione positiva in totale libertà.

 

Per contrastare i propri rivali, il Torino si basa molto sull’aggressività che lo porta ad avere una media di 16 falli a partita, dato che lo rende la squadra più fallosa della serie A.

Nello specifico, la rosa granata ha nell’ex Tomas Rincon il giocatore più falloso con 2.3 falli a partita, seguito da Zaza, altro ex, con 2.1 e Belotti con 1.7, numeri che aiutano a comprendere come la gara possa risultare complicata, se non approcciata correttamente dal punto di vista mentale.

Questo dato, oltre a fornirci una lettura dell’attitudine con la quale solitamente il Torino approccia le gare, ci permette di individuare quella che potrebbe rappresentare, soprattutto in questo momento di poca brillantezza psico fisica, una falla del suo gioco.

L’aggressività, se non accompagnata dalla lucidità, può portare a commettere dei falli che potrebbero costringere più giocatori a limitare il proprio agonismo per non rischiare di lasciare la squadra in inferiorità numerica.

Vista la superiorità tecnica della Juve, questa potrebbe essere una lettura importante per portare la partita sui binari giusti fin dalle battute iniziali.

La fisicità del Torino la riscontriamo non solo nei falli commessi ma anche leggendo la statistica dei goal segnati da calcio piazzato che vede la squadra di Longo all’ottavo posto con 8 goal dei 32 totali messi a referto in Serie A  (il 32%).

Come ogni derby che si rispetti, sarà una gara complicata e dalla difficile lettura data anche dalla particolarità del momento.

Servirà, da parte della Juve, l’atteggiamento che, con buona continuità, stiamo vedendo nelle ultime gare, e mantenerlo per tutto il match giocando con tanta pazienza e con cinismo, così da poter mettere in sicurezza il prima possibile il risultato evitando di alimentare quello spirito combattivo del Torino che, in particolare modo nei derby, si rafforza.


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