Analisi tattica di Juve-Roma: La festa prima della battaglia contro il Lione

di Roberto Nizzotti |

Dopo quasi un anno siamo giunti alla fine di questo campionato 2019/2020 che ha visto trionfare, per la 9^ volta consecutiva, e 38^ nella sua storia, la Juventus.

Un campionato particolare che ha dovuto fermarsi per l’emergenza COVID e che poi, con una serie di precauzioni come l’assenza del pubblico dagli stadi, ha potuto riprendere.

Quella di domani sarà quindi l’ultima gara di questo indimenticabile campionato e vedrà affrontarsi in un Allianz Stadium vuoto e pronto ad una silenziosa festa scudetto, la Juventus e la Roma in una sfida che rappresenta un classico della Serie A.

Che tipo di avversario si troverà ad affrontare la Juve ?

La Roma è una squadra che, sotto la guida di Fonseca, tendenzialmente punta ad avere il controllo della palla (i giallo rossi sono 7^ in serie A per percentuale di possesso palla che risulta essere del 53%) e, conseguentemente, della partita, mantenendo un baricentro alto, riuscendo così a mantenere la squadra corta e reattiva nel recupero della palla.

Linea difensiva alta della Roma vs la Fiorentina

 

L’atteggiamento della Roma nel voler recuperare immediatamente la palla, questa sua aggressività agonistica volta a portare pressione e disturbo sulla prima cosrtuzione dell’avversario, viene confermato anche dal dato delle sanzioni disciplinari che vede i giallo rossi 3^ in serie A sia per quanto riguarda il numero di cartellini gialli (99) che di cartellini rossi (7)

 

Statistica sui cartellini della Roma (fonte Soccerment)

 

Questo atteggiamento tattico della Roma  può però esporla a transizioni positive avversarie nel momento stesso in cui il tentativo di costruzione della manovra dal basso o di recupero immediato del pallone non va a buon fine, concedendo ampi spazi tra le linee e alle spalle della linea difensiva.

 

Uscita sbagliata in fase di costruzione e conseguente transizione positiva del Torino che porterà al goal del vantaggio firmato da Berenguer.

 

Un aspetto positivo della squadra di Fonseca è anche dato dallA capacità di lettura delle gare che la porta a giocare sia gare nelle quali sono più propositivi che gare nelle quali, invece, accettano le difficoltà creando densità difensiva e appoggiandosi alle transizioni positive per poter colpire.

Dalla gara vs il Torino: Recupero palla nella propria 3/4 con annessa transizione positiva.

In tal senso ci aiuta il dato del PPDA fatto registrare dalla Roma in stagione, valore che ha raggiunto una media  di 11.78, con valori che possono andare da un 20.92 registrato vs la SPAL ad un 7,17 registrato vs la Fiorentina.

Nella fase di possesso la squadra di Fonseca cerca la costruzione dal basso attuando un buonissimo gioco posizionale che le consente di sviluppare la giocata sia per vie centrali che in ampiezza, riuscendo spesso a creare pericoli.

Un esempio di gioco posizionale della Roma vs la Fiorentina, con buona occupazione degli spazi anche in ampiezza.

La qualità espressa dai giallo rossi in fase di costruzione si può evincere infatti anche da alcune statistiche che li vedono nelle prime posizioni come, per esempio, la classifica delle occasioni create dove occupano la 4^ posizione (468), quella del numero di tiri nella quale si piazzano 5^ (632) e quella della percentuale di conversione in goal che li vede sempre 5^ con il 16,26%, numeri che evidenziano la loro pericolosità offensiva che molto deve al talento di Edin Dzeko.

L’attaccante bosniaco, autore di 16 goals in stagione, non è solo il terminale ultimo della giocata offensiva ma è colui che la crea o che, quantomeno, partecipa attivamente alla creazione, anche in veste di uomo assist (7 quelli stagionali).

I movimenti che fa Dzeko all’interno della gara, sempre inseriti nel contesto del gioco di posizione, lo portano spesso ad arretrare creando così gli spazi per gli inserimenti dei compagni o per il suo attacco dell’area.

Una giocata iniziata da Dzeko nella gara vs il Torino. Il bosniaco si abbassa impostando la giocata e liberando spazi importanti per Cristante e Mkhitaryan. In questo frame si può notare il gioco posizionale della Roma e l’occupazione del campo in ampiezza con i due terzini che accompagnano la giocata.

 

Nello sviluppo della giocata è lo stesso Dzeko che la conclude sfruttando l’ottimo scambio tra Cristante e Mkhitaryan

 

Oltre quindi alla sua pericolosità sotto porta sarà  questa sua grande capacità di lettura del gioco alla quale la Juventus dovrà porre molta attenzione.

Attenzione anche alle situazioni da calcio piazzato che hanno visto la Roma, forte di elementi come Dzeko o Smalling per citare due esempi, andare a segno in 12 occasioni, il 18% del totale dei goals segnati, un dato che la pone al 3^ posto a pari merito con il Napoli.

La stagione dell’ex DC del Manchester United è stata importante portandolo a diventare, insieme all’attaccante bosniaco, il miglior giallorosso della stagione.

Le statistiche messe a referto descrivono uno Smalling in crescita rispetto al recente passato in maglia Red Devils, con un netto miglioramento, sicuramente dovuto anche al tipo di gioco che la Roma attua, sia nel numero di passaggi effettuati di media a gara che nella percentuale di passaggi riusciti (90%),

Statistiche di Smalling nella fase di impostazione (fonte Soccerment)

Un occhio di riguardo, sia per il talento che per le voci che da tempo lo inseriscono nel radar di mercato della Juventus, andrà verso Nicolò Zaniolo che, in fase di recupero della miglior condizione dopo il grave infortunio subito a gennaio di quest’anno, potrebbe partire dall’inizio.

L’ex gioiello della primavera dell’Inter, nonostante la rottura del crociato che gli ha fatto saltare 14 gare, ha vissuto quella che si potrebbe definire la stagione della conferma, mostrando una crescita importante e costante.

Statistiche di Zaniolo nella fase di impostazione (fonte Soccerment)

 

Statistiche di Zaniolo nella fase di attacco (fonte Soccerment)

Dopo tutto ciò c’è da dire che la gara di domani, essendo l’ultima della stagione, con entrambe le squadre che hanno raggiunto i rispettivi obiettivi e con in testa l’impegno europeo (Lione per la Juve in Champions e Sevilla per la Roma in Europa League ) è molto facile che possa vedere entrambi gli allenatori attuare un massiccio tournover, dinamica che porterà la gara inevitabilmente a svilupparsi su livelli differenti rispetto a quello che avremmo potuto vedere in un altro momento del campionato.

Resta comunque una sfida di cartello che la Juventus vorrà vincere per concludere al meglio una stagione che l’ha vista trionfare per la 9^ volta consecutiva ed avvicinarsi al meglio alla sfida importantissima vs l’OL di quel Rudy Garcia che, proprio guidando la Roma, cercò di lottare per il titolo, invano, con la Juve di Conte.


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