Analisi di Juve-Atalanta: Un altro big match per consolidarsi

di Roberto Nizzotti |

Turno infrasettimanale in serie A che vede la Juventus affrontare all’Allianz Stadium l’Atalanta, avversario ostico che sta attraversando un momento particolare per quanto riguarda l’equilibrio all’interno della squadra.

Vediamo in breve cosa aspettarsi dai bergamaschi.

Dopo 9 giornate l’Atalanta è nona con 14 punti, ha segnato 18 goal (13 nelle prime 3 giornate) e ne ha subiti 16 (1.78 a gara)

Lo stile di gioco dei bergamaschi lo conosciamo, sono una squadra con meccanismi più che oliati, che si conosce alla perfezione, che predilige il controllo della palla e della gara (dominio territoriale in Serie A pari a 1.33) aggressiva nella riconquista di quest’ultima ma in grado anche di attuare una buonissima fase di non possesso e colpire gli avversari con veloci transizioni .

In questo inizio di campionato il valore medio del PPDA per squadra di Gasperini è di 10,58, con il picco più alto (atteggiamento più attendista) nella gara vs la Lazio (16.91) e quello più basso (atteggiamento più propositivo) registrato vs il Crotone (5.24), dati che dimostrano la crescita dell’Atalanta nell’interpretazione della gara.

Nella fase offensiva i neroazzurri di Bergamo, nelle prime 3 gare del campionato, hanno concretizzato la mole di gioco prodotta, registrando 13 goal (con xG di 7.98), per una media di 4,3 goal a gara, efficacia calata nel proseguo del campionato (8 goal segnati in 7 gare a fronte di un valore xG pari a 13.39).

L’Atalanta produce un gioco veloce, avvolgente, muovendo la palla da una corsia all’altra passando per il centro, con esterni che spingono molto e che spesso aprono e chiudono l’ultimo atto della giocata, con elementi come Gomez, Ilicic o Malinovski a dare qualità nella zona centrale e giocatori aggressivi e eccellenti nei tempi di inserimento quali Freuler e De Roon.

Nei successivi frame, che ritraggono le giocate che hanno portato l’Atalanta a segnare i primi 2 goal alla Lazio, si può notare la qualità della manovra, con il pallone che viaggia da un lato all’altro con velocità, la bravura di Zapata nell’allargarsi per aprire la difesa, la spinta degli esterni che poi confezionano l’atto conclusivo della giocata (2^ goal)



Il calo delle prestazioni offensive visto in queste ultime giornate non deve quindi far cambiare la percezione della qualità offensiva dell’Atalanta che può contare non solo sui giocatori precedentemente citati ma anche su attaccanti del calibro di Zapata e Muriel.

Quest’ultimo, utilizzato spesso a partita in corso ( 3 gare iniziate su 9 in Serie A [media di 35 minuti a gara] e 3 su 5 in Champions [ media di 42 minuti a gara ] ) è elemento molto pericoloso (6 goal totali segnati nonostante il minutaggio ridotto) in quanto, con la sua tecnica e velocità, risulta essere letale nell’attacco della profondità .

Nella fase di non possesso la squadra di Gasperini tendenzialmente va al disturbo della prima costruzione avversaria, sia sul primo palleggio che aspettando il rivale sulla linea mediana .

Se quest’ultima porta alla riconquista della palla allora l’Atalanta può diventare letale con le sue transizioni positive, accompagnate molto bene da tutta la squadra.

In caso contrario, se la transizione negativa non sarà rapida, gli spazi concessi alla squadra rivale saranno importanti, e la Juventus dovrà essere pronta e abile nell’approfittarne .

Questi spazi la Dea li concede anche a difesa schierata non riuscendo sempre a chiudere adeguatamente le linee di passaggio, mostrando delle disattenzioni nella lettura delle situazioni.

Nei seguenti frame, tratti dalla gara persa in casa dall’Atalanta vs l’Hellas Verona, si può vedere la difficoltà della Dea nella fase di non possesso, con disattenzioni che consentono agli avversari di trovare linee di passaggio e attaccare la profondità anche a difesa schierata.

Visti i soli due giorni tra questa gara e la precedente è facile pensare a qualche rotazione in casa Juve (potrebbe riposare Alex Sandro visto il suo recente, e costante, impiego dopo il lungo infortunio), con elementi come Kulusevski e Arthur che potrebbero partire titolari insieme a Morata, importantissimo nelle dinamiche offensive bianconere.

A centrocampo è possibile un riposo, quantomeno iniziale, per uno tra Bentancur e McKennie anche se non sorprenderebbe l’utilizzo di entrambi vista la loro condizione psico-atletica e la loro importanza nel sistema di gioco che Mr Pirlo sta attuando, soprattutto vs un avversario dinamico e aggressivo come l’Atalanta,

Come detto nell’introduzione la situazione ambientale in casa Atalanta non è delle migliori (Gasperini e Gomez paiono essere ai ferri corti, con aria di addio a gennaio per il Papu) ma guai a pensare che questo trasformi la squadra orobica in un avversario facile.

La gara che si prospetta per la Juventus è tra le più complicate di questo campionato, ma i segnali di continuità, e qualità, visti nelle recenti prestazioni fanno ben sperare rispetto all’approccio che i ragazzi guidati da Mr Pirlo avranno nei confronti della gara.


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