Analisi tattica di Inter-Juventus: Pirlo e Conte, amicissimi al confronto

di Roberto Nizzotti |

Dopo le vittorie contro Milan e Sassuolo e la conquista, più sudata del previsto, dei quarti di Coppa Italia ai danni del Genoa, per la Juventus arriva la seconda trasferta al Meazza dove sfiderà l’Inter di Antonio Conte.

Il club neroazzurro gioca solitamente adottando un 1-3-5-2 (utilizzato in 10 gare), sviluppando la manovra sulle corsie laterali (in media un 33% a sx e un 38% a dx, quest’ultima zona di competenza di Hakimi) ed è una delle squadre che crea di più come conferma  il 1^ posto per goal fatti (41), con 14,65 tiri a partita e 5,47 in porta, un’accuratezza del 37,3 % e una conversione in goal del 21.81%, la migliora in Serie A.

Analizzando il timing dei goal segnati si nota come bel 31 dei 41 goal segnati dall’Inter (76%) siano stati segnati nel secondo tempo e, di questi 31 ben 23 (74%) tra il 60^ e la fine del match, segno di una squadra dotata di grande carattere.

Ergo la Juventus non potrà permettersi nessun passaggio a a vuoto in fatto di attenzione e non dovrà fare l’errore di rilassarsi, pena il rischio concreto di compromettere un eventuale esito positivo della gara.

Nella fase di possesso palla l’Inter, quando viene pressata sulla prima costruzione, grazie ad un buon gioco posizionale è abile nel superare quest’ultima con tocchi rapidi che le consentono di attaccare lo spazio tra le linee di difesa e centrocampo avversari, verticalizzando poi per attaccare  la profondità.

Nello sviluppo della manovra offesiva elemento cruciale, non solo per i molti goal che segna, è Lukaku che è il vero punto di riferimento per  il gioco neroazzurro.

Il belga ex Manchester United, scendendo verso la mediana in fase di costruzione, diventa punto di riferimento importante perché consente all’Inter di superare la pressione avversaria lanciando verso di lui la palla che, grazie alla sua fisicità, è in grado di difendere facendo salire la squadra e lanciando i compagni (Lautaro, Hakimi) nello spazio creato dal suo movimento a rientrare.

Tra le giocate offensive attenzione all’attacco del lato debole, con Lukaku e/o Lautaro a cambiare fronte per innescare Hakimi o Young, pericolosi in campo aperto.

E’ importante quindi disturbare la prima costruzione interista mantenendo assolutamente un grande equilibrio, evitando di dare alla squadra di Conte gli spazi e i tempi per attaccare la profondità e ponendo molta attenzione nelle marcature preventive e nella chiusura delle linee di passaggio, soprattutto per  elementi chiave quali Lautaro e Lukaku che, oltretutto, giocano spesso molto vicini e sono in grado di combinare molto bene nello stretto.

In fase di non possesso l’Inter gioca con aggressività (14,23 falli a gara), andando al disturbo del primo palleggio avversario o aggredendo all’altezza della linea mediana quando si predispone in chiusura delle linee di passaggio per cercare di recuperare la palla e lanciare i propri giocatori in profondità con rapide transizioni positive.

I neroazzurri fanno sentire questa loro fisicità anche in fase realizzativa con ben 8 dei 43 goal totali (19%) frutto di calci piazzati, miglior squadra in campionato in questa giocata che potrebbe incidere sul risultato finale.

Tornando alla fase difensiva è da sottolineare come, rispetto alla scorsa stagione, i neroazzurri concedono molto di più, precisamente una media di 1,35 goal a partita contro i 0,94 del campionato 2019/2020, statistica figlia di una fase difensiva che non sempre è attuata con la giusta attenzione.

Le distanze tra le linee e i giocatori non sono sempre adeguate ed è importante saper sfruttare questi passaggi a vuoto dei neroazzurri, cercando velocemente l’uomo tra le linee o attaccando lo spazio alle spalle dei terzini che spingono ma ripiegano non sempre con prontezza, soprattutto Hakimi.

Per usufruire di questi spazi saranno importante il ruolo di Morata, che con il suo movimento può aiutare a crearli, la velocità di palleggio e la velocità nel verticalizzare per innescare Chiesa (o Kulusevski), Cristiano e le mezze ali come McKennie.

La sfida vs l’Inter, storicamente sentita nonostante situazioni di classifica spesso tranquille in favore dei bianconeri, assume ancor più valore in questa stagione, con la Juve che andrà al Meazza per ottenere quella vittoria importante ai fini della classifica ma, ancor di più, alla crescita dell’autostima.


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