Analisi di Juventus-Genoa: parte una nuova avventura in Coppa Italia

di Roberto Nizzotti |

Dopo la bella è difficile vittoria vs il Sassuolo, e prima del big match del Meazza vs l’Inter, ecco arrivare per la Juventus il momento della Coppa Italia che, per gli 1/8, la metterà dinnanzi al Genoa di Davide Ballardini

Il Grifone arriva alla sfida con il morale alto grazie alla vittoria per 2-0 in campionato vs il Bologna, la 2^ nelle ultime 4 gare che hanno fruttato al Grifone 7 dei 14 pts finora raccolti.

I rossoblu, guidati per l’ennesima volta da Davide Ballardini, questa volta subentrato a Rolando Maran, sono molto simili a quelli affrontati dalla Juve circa un mese fa, una squadra tecnicamente di buon livello che punta molto sul gioco di rimessa per andare a colpire con rapide transizioni positive (Possesso palla medio del 44% e, nelle 3 gare giocate da Ballardini, valore medio del PPDA pari a 15,3).

Densità difensiva al centro, concedendo quindi spazio agli esterni, messa in atto dal Genoa nella gara giocata vs il Bologna

In queste due immagini un esempio, sempre tratto dalla gara vs il Bologna, di transizione positiva del Genoa che con due passaggi, dettati da ottimi movimenti e letture degli spazi, portano al vantaggio ligure.

 

La differenza tra il Genoa di Maran e quello di Ballardini è soprattutto nel rendimento che, da quando quest’ultimo siede in panchina (4 gare), vede i rossoblu 9^ in Serie A, con un evidente miglioramento soprattutto nella fase difensiva che ha portato la media goal concessi a partita da 2 a 1 con il valore degli xGA sensibilmente migliorato, passato da -3.20 (xGA 22,80 e goal subiti 26) a + 1.17 (xGA 5.17 e goal subiti 4).

La Juventus dovrà avere molta pazienza, giocare in ampiezza e muovere la palla velocemente per cercare di far muovere orizzontalmente la difesa del Genoa così da andare a creare spazi da attaccare in verticale , quello che deve fare ogni qual volta si trova ad affrontare rivali che si chiudono e creano densità dietro la linea del pallone.

L’effetto Ballardini si sta vedendo anche nella fase offensiva che ha visto il numero di goal a partita passare da 0.92 a 1,5, con Mattia Destro principale referente offensivo del Grifone  grazie ai 9 goal in campionato, 5 nelle ultime 6 giornate, 3 nelle 4 gare giocate con il nuovo tecnico.

In attacco il Genoa produce in media 8.6 tiri a gara, penultimo in questa specifica classifica, con una precisione del 36% (3.1 tiri in porta), mentre la conversione in goal è del 18%, valore che lo posiziona al 9^ posto in Serie A, di poco sotto la Juve.

Il Grifone sviluppa le proprie giocate offensive principalmente con le transizioni positive ma questo non significa che non siano in grado di sviluppare attacchi più manovrati.

I rossoblu sono dotati di una buona tecnica che gli consentono di applicare, con una certa precisione, concetti di gioco come il cambio di campo ad attaccare il lato debole e allargare le maglie difensive dei rivali sviluppando il gioco in ampiezza con buon sincronismo dei movimenti che consente loro anche di riempire bene l’area di rigore avversaria.

In questa immagine si vede una giocata tratta dalla gara giocata vs il Sassuolo apprezzando un cambio campo del Genoa a sfruttare il lato debole, segno della buona qualità e capacità di lettura delle situazioni

In queste due immagini, sempre tratte dalla sfida al Sassuolo, si può notare la buona qualità di palleggio, la buona velocità di manovra e gli ottimi movimenti che consentono di allargare le maglie difensive emiliane per poi attaccare centralmente.

In queste due immagini, ancora dal match vs la squadra di De Zerbi, ecco che il Genoa aggira il blocco difensivo compatto attaccando in ampiezza, crando così lo spazio che consentirà poi a Shomurodov di trovare il momentaneo pareggio.

 

La Juve non solo dovrà prestare attenzione a non concedere la profondità ma dovrà, in fase di non possesso, agire in modo da togliere al Genoa la possibilità di palleggiare con tranquillità, evitare assolutamente di sottovalutare la squadra di Ballardini.

In una gara che, causa COVID, infortuni e rotazioni, porterà molti cambiamenti all’undici iniziale, quello che la Juventus deve dimostrare, ed immagino ciò che vorrà vedere Mr Pirlo, sarà una conferma in fatto di atteggiamento e principi che non devono mutare con il cambio degli interpreti ma, appunto, solo interpretati secondo le personali caratteristiche.

Un’altra prova di maturità anche mentale, dimostrando di non avere la testa alla pur importante sfida vs i neroazzurri.