Analisi tattica pre Juve-Fiorentina: scivolare bene e attaccare veloci

di Roberto Nizzotti |

Prima della sosta natalizia la Juventus, dopo l’ottima gara e vittoria vs il Parma (0-4), torna all’Allianz Stadium dove affronterà la Fiorentina che dal 9/11 è allenata da Cesare Prandelli, sostituto dell’esonerato Iachini.

I viola sono 17^ in classifica, a ridosso della zona retrocessione, posizione che sicuramente non rappresenta il livello della rosa ei viola che, sulla carta, è di buonissima qualità visto che può annoverare elementi quali Ribery, Castrovilli, Vlahovic, Callejon, Bonacentura, Milinkovic, Amrabat etc..

Il rendimento della Fiorentina in campionato, nonostante il cambio della guida tecnica, non è migliorato ma addirittura peggiorato visto che sotto la gestione Iachini la media punti era di 1.14 mentre con Prandelli il dato è sceso a 0.5.

La Juventus si troverà quindi ad affrontare una squadra tecnicamente di qualità  che sta vivendo un momento di difficoltà e, di conseguenza, alla disperata ricerca di un risultato che possa dare una svolta alla sua stagione.

La tipologia di gara che solitamente imposta la Fiorentina di Prandelli è quella che la porta a chiudere le linee di passaggio, andando ad aggredire l’avversario in possesso non sempre sulla sua prima costruzione ma, più spesso, all’altezza della linea mediana del campo, atteggiamento intuibile leggendo il dato PPDA (media di 8,66),

Proprio l’aggressività è una componente importante per la squadra viola come conferma il numero di falli fatti che risulta essere di 185 in 13 gare, valore che la pone come 5^ in Serie A in questa particolare classifica.

L’atteggiamento sportivamente duro della Fiorentina nasce anche da una importante fisicità della rosa che, oltre ad incidere nei contrasti, si fa sentire nel gioco aereo, sia difensivo che offensivo, con i 14.7 duelli aerei vinti, di media, a partita.

La fase difensiva della Fiorentina, nonostante quanto appena detto, non è però ineccepibile come dimostrano i goal subiti, ben 21 in 13 gare (media di 1.61 a gara) e i tiri concessi agli avversari (13 apartita).

Nello specifico la squadra di Prandelli non gioca sempre compatta permettendo agli avversari di poter trovare gli uomini tra le linee, e la sua aggressività a volte non viene applicata con i tempi di gioco corretti, aprendo varchi importanti per i rivali che possono, anche con la difesa viola schierata, attaccare la profondità con relativa semplicità.


In fase di possesso palla lo sviluppo della giocata dei viola avviene prevalentemente sulle fasce a sfruttare l’ampiezza che danno gli esterni, solitamente Biraghi e Venuti, bravi a supportare lo sviluppo offensivo.


Questo modo di sviluppare la manovra da parte ella  squadra di Prandelli ha come scopo quello di allargare la difesa avversaria per sfruttare poi gli inserimenti centrali di elementi come Ribery, Castrovilli e Bonaventura o regalare più spazio in area a Vlahovic.

Il francese ex Bayern e il giovane attaccante serbo sono i pericoli principali, il primo per la sua esperienza, la sua qualità, soprattutto nel dribbling (4.85 a gara e successo nel 52%dei casi), e la sua imprevedibilità e il secondo per la sua capacità di muoversi sul fronte offensivo e per come vede la porta (34% di precisione al tiro)

Le due immagini qui sopra riguardano lo sviluppo della giocata che ha portato al rigore procurato è segnato da Vlahovic vs l’Hellas Verona.

La Juventus dovrà fare attenzione a scivolare velocemente, leggendo bene la giocata e cercando di non concedere troppa libertà al giocatore viola che attaccherà il lato debole.

Il cambio di fronte ad attaccare il lato debole potrebbe essere un’ottima opzione per la Juventus visto che la Fiorentina, ricollegandoci alle difficoltà nella fase di non possesso, non sempre riesce a scivolare, perdendo le distanze e, conseguentemente, concedendo spazi importanti all’avversario.

La Juventus è in crescita continua, dà la sensazione di aver assimilato bene i principi calcistici cari a Mr Pirlo e di giocare con leggerezza, divertendosi.

Con la Fiorentina sarà importante ripetere la stessa gara, soprattutto nell’atteggiamento, per chiudere in bellezza il 2020.