Zenit-Juve, l’analisi tattica degli avversari in Champions

di Roberto Nizzotti |

 

Dopo la vittoria per 1-0 vs la Roma, il 3^ 1-0 consecutivo e 4^ vittoria consecutiva, la Juve cerca di mettere un piede e mezzo negli ottavi di Champions andando a St. Pietroburgo per affrontare lo Zenit

La squadra di Semak, leader nella Russian Premier League, non vive un gran momento arrivando da due sconfitte, una in casa per 1-2 vs il Sochi, 2^ a 2 pts di distanza, e l’altra in trasferta, sempre per 2-1, sul campo dell’Arsenal Tula, squadra di media bassa classifica.

In campionato lo Zenit ha mostrato di possedere una buona qualità offensiva visti i 23 gol segnati in 7 giornate (media di 3.28 a gara) per 23.17 xG, mostrandosi più efficace nei primi 45 minuti con 14 gol segnati su 23 (60.8%) e 10.98 xG.

Sezionando la gara vediamo come siano i 15’ minuti finali dei tempi il momento nel quale lo Zenit ha la maggior efficacia in fatto di reti, con 8 gol segnati tra il 31’ e il 45’ (con 6.24 xG) e 6 gol segnati tra il 76’ e il 90’ (con 6.29 xG)

La produzione offensiva dell’XI di St. Pietroburgo parla di una media di 16.94 tiri effettuati a gara, dei quali 10 (59.5%) scagliati dall’area di rigore.

La distribuzione delle conclusioni è abbastanza omogenea tra attacco e centrocampo, con l’ex Barça Malcom 1^ insieme a Erokhin con 4.06 tiri/90 minuti, seguiti da Claudinho con 3.22, dal talento iraniano Azmoun con 3.00, dal leader offensivo Dzyuba con 2.92 e dal brasiliano Wendel con 2.19.

Un dato che aiuta a comprendere come lo Zenit, pur avendo un chiaro riferimento offensivo (Dzyuba è autore, ad ora, di 5 gol e 3 assist in campionato) punti ad uno sviluppo più manovrato che diretto, che coinvolga più uomini possibili nella costruzione della giocata

 

Gioco posizionale dello Zenit vs il Sochi, con ottima occupazione del campo in ampiezza.

 

Importante il ruolo ricoperto da Malcom, abile nell’agire sull’esterno, principalmente a dx, ma anche nell’ entrare in mezzo al campo e muoversi tra le linee, cercando il dialogo con Dzyuba e coinvolto spesso direttamente nello sviluppo delle giocate offensive dei russi.

 

Altro esempio del gioco posizionale applicato dallo Zenit, con Malcom che partendo da dx si accentra e dialoga con Dzyuba, elemento chiave a livello realizzativo e associativo.

 

La Juve dovrà pertanto prestare massima attenzione alla buona qualità tecnica dello Zenit per evitare di aprirsi troppo in ampiezza e concedere troppo spazi, con i centrali difensivi che, dovendo marcare Dzyuba, dovranno essere pronti ad una gara di grande attenzione nelle letture e di grande fisicità.

Le difficoltà per i bianco-azzurri sono nell’attuazione della fase di non possesso, non propriamente il loro forte come indica il dato del rapporto tra i gol subiti e gli xGA prodotti in campionato, rispettivamente 14 per 11.91 xG.

Guardando il timing dei tiri subiti e degli xGA (expected goal again) possiamo vedere come, nell’arco dei 90 minuti, lo Zenit conceda molte più opportunità nel 2^ tempo, con 90 tiri concessi dei 141 totali (63.8%, subendo 11 dei 14 gol concessi e registrando 9.42 xGA a fronte dei 13.17 xGA totali.

Andando ad analizzare ogni 15’ il momento di maggior fragilità difensiva si riscontra tra il 61’ e il 90’, con 65 tiri concessi (media di 5.90/gara), 8 gol concessi per 7.18 xGA

Una fase di non possesso spesso disattenta, soprattutto in queste ultime settimane con 4 gol subiti in 2 gare (media di 2 a gara) contro i 10 subiti nelle precedenti 9 (media di 1.11 a gara).

Lo Zenit tende a concedere spazi tra le linee di difesa e centrocampo, mostrando difficoltà nel chiudere le linee di passaggio, sia per una errata occupazione del campo e sia per dei tempi di pressione e lettura della giocata avversari troppo lenti, facendosi attrarre troppo spesso dalla palla.

 

Esempio da Zenit vs Sochi di come le distanze tra reparto e uomini della squadra di Semak non siano sempre quelle corrette, così come la pressione a disturbo del possessore palla.

 

Sempre dalla gara vs il Sochi (giocata dell’1-2), attacco dell’half space, con Zenit che, in superiorità numerica, risulta disattento che concede spazio e tempo di gioco.

 

Nello sviluppo della giocata nasce il secondo gol del Sochi, con linee di passaggio e giocate avversarie non lette in maniera adeguata, regalando tempo e spazio ai rivali.

 

Attenzione però alle prestazioni in Champions, gare nel quale lo Zenit ha fornito prestazioni difensive migliori di quelle prodotte in campionato, subendo solo 5 tiri in porta su 22 tiri totali scagliati da Chelsea e Malmoe, con 1.17 xGA concessi e 1 gol subito, quello valso la vittoria per i Blues.

Considerando anche la diversità di prestazioni tra Russian Premier League e Champions League, avere una buona velocità e tecnica nella trasmissione della palla, avere velocità di lettura delle situazioni di gioco saranno caratteristiche determinanti che la Juventus dovrà mostrare per poter creare difficoltà allo Zenit, cercando di sfruttare le opportunità le verranno concesse.