Analisi tattica di Juventus-Lazio: La sfida ai biancocelesti viatico per il ritorno contro il Porto

di Roberto Nizzotti |

Dopo la complicata e importante vittoria per 3-0 vs lo Spezia, e prima della cruciale gara di ritorno degli ottavi di Champions vs il Porto, la Juventus si appresta ad affrontare una sfida importante come quella vs la Lazio di Simone Inzaghi che arriva alla gara più riposata, non avendo giocato la gara infrasettimanale vs il Torino (Granata bloccati dall’ASL causa casi di positività al COVID).

I biancocelesti sono attualmente 7^ in classifica con 43 pts, in piena corsa per un posto Champions distante solo 3 lunghezze,  hanno segnato 38 goal (xG 32.29) subendone 32 ( xGA 31.71 ) e, guardando le ultime 6 gare giocate, si può notare un andamento altalenante ottenendo 3 vittorie (vs Atalanta, Cagliari e Sampdoria) e 3 sconfitte (vs Inter, Bayern Monaco e Bologna).

La Lazio, che solitamente si schiera con un 1-3-5-2, è una squadra aggressiva (2^ per contrasti con 16.7 a gara, 6^ con 13.2 intercetti a gara e 1^ con 70 ammonizioni, come lo Spezia), tendenzialmente non tanto sul primo palleggio avversario ma più tra ¾ avversaria e linea mediana, concedendo alla squadra rivale un discreto numero di palleggi nella propria metà campo prima di tentare il recupero della palla (PPDA 10.19).

L’aggressività della squadra di Simone Inzaghi si può intuire anche leggendo Il timing dei goal segnati che la vedono particolarmente pericolosa ad inizio di primo e secondo tempo, con 14 goal segnati tra il 1’ e il 30’ minuto e ben 12 tra il 46’ e il 60’.

Nella fase di non possesso, quando l’avversario riesce a superare la metà campo, la Lazio tende a creare densità centrale con l’intento di serrare le linee, costringendolo così a giocare in ampiezza o a forzare la giocata, entrambe situazioni che permettono alla squadra di Inzaghi, recuperata la palla, di dare vita alle transizioni positive.

Sarà importante, per la Juve, muovere bene e velocemente la palla, oltre che ad effettuare cambi di gioco e attacchi dal lato debole in quanto la Lazio tende a portare molti uomini in zona palla, perdendo le distanze e concedendo, di conseguenza, importanti spazi.

In questi due frame lo sviluppo della giocata che ha portato al vantaggio del Bologna. Si nota la densità portata dalla Lazio in zona palla e la disattenzione difensiva che concede spazio al giocatore rosso blu che attacca dal lato debole.

 

Quando sviluppano la giocata i biancocelesti di Simone Inzaghi prediligono le zone esterne del campo, prediligendo soprattutto l’out di sx (40%) nella quale agiscono, oltre ai terzini di riferimento (Lulic o Marusic), anche Luis Alberto, Ciro Immobile e Correa, abili nel dialogare nello stretto e nell’attaccare gli spazi grazie ad un ottima sincronizzazione nei movimenti.

Il vantaggio della Lazio vs la Sampdoria, nato da uno sviluppo della giocata sulla sx.

Chi, tra Danilo, Chiesa e Kulusevski ( o il rientrante Cuadrado), giocherà sull’out di destra dovrà impostare una gara di grande attenzione nella fase di non possesso, cercando di manenere un importante equilibrio, e di grande reattività nelle letture delle situazioni così da poter sviluppare la manovra con tecnica e velocità, elementi cruciali per poter sorprendere la Lazio negli spazi che concederà su quel lato.

Attenzione particolare poi a non regalare calci piazzati alla Lazio, squadra che sa farli fruttare al massimo (7 goal dei 38 segnati da situazioni di palla inattiva, il 18%) con Milinkovic Savic autore di 2 goal da calcio di punizione diretto, il 50% del totale messo a segnao dal serbo in campionato.

In questo momento Pirlo sta facendo i conti con assenze importanti e, nell’attesa di recuperare qualche pedina, sta chiedendo ai giocatori rimasti a disposizione un importante sacrificio atletico e tattico che non deve essere sottovalutato.

La gara vs la Lazio è difficile già in condizioni normali, lo è ancor di più in queste circostanze che obbligano la Juve a giocare una gara di grande intelligenza, leggendo il momento, da squadra matura.


JUVENTIBUS LIVE