Analisi della Lazio di Sarri

di Roberto Nizzotti |

Dopo l’ultima sosta nazionali dell’anno si ritorna al campionato che vedrà la Juventus affrontare la Lazio dell’ex Maurizio Sarri.

Nelle prime 12 giornate i bianco celesti, grazie a 6 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, hanno conquistato 21 punti che gli consentono di occupare la 5^ posizione in classifica, a +3 rispetto alla Juve 8^.

Il rendimento offensivo della Lazio è importante dato che risulta essere il 3^ attacco della Serie A con 25 gol (media di 2.08 gol/90) a fronte di 18.26 xG per una differenza xG/gol di -6.74, la 2^ migliore dopo quella prodotta dall’Hellas Verona di Tudor.

Nell’arco della gara i 25 gol sono equamente suddivisi tra i due tempi, con 12 nei primi 45’ e 13 segnati nella ripresa, ma in questo equilibrio è da notare come nei primi 15 minuti di gara la squadra di Sarri riesca ad essere maggiormente efficace segnando 4 gol a fronte dei soli 1.69 xG prodotti e 18 tiri, valori che rappresentano il minimo delle rispettive  voci.

La forza offensiva della squadra di Sarri si può notare anche dalla percentuale di precisione al tiro (1^ con i 44,1%) e di conversione al gol (2^ con il 17.48%)

A livello di singoli il punto di riferimento offensivo è, come nelle ultime stagioni, Ciro Immobile, che ha già segnato 10 dei 25 gol (40%) e che non farà parte del match, mentre altri 10 sono suddivisi tra Pedro (4), Felipe Anderson (3) e Milinkovic Savic (3), elementi che, considerando anche gli assist, rispettivamente 3, 4 e 4, hanno finora contribuito alla realizzazione di 19 delle 25 reti segnate dalla Lazio (76%).

Per quanto riguarda il rendimento nella fase di non possesso la Lazio ha subito 19 gol in 12 gare, 11^ difesa della Serie A con una media di 1.58/90, rendimento peggiore rispetto ai 17.62 xGA concessi

Nell’arco della gara la squadra di Sarri concede più gol nei primi tempi (11 dei 19 totali a fronte di 9.88 xGA), nonostante il numero di tiri concessi agli avversari sia superiore nei secondi 45 minuti con 83 (6.91/90) a fronte dei 74 (6.1/90) dei primi tempi.

In particolare, sono i quarti d’ora finali delle frazioni il lasso di tempo entro il quale i bianco celesti risultano meno attenti nella fase di non possesso, concedendo rispettivamente 5 gol a fronte di 2.37 xGA tra il 31’ e il 45’ e 8 gol a fronte di 5.30 xGA tra il 61’ e la fine del match.

FOCUS TATTICO

Come si nota nei seguenti frame tratti dale sfide vs Salernitana (1^ e 2^) e vs Atalanta (3^) la Lazio sviluppa la sua manovra in ampiezza, sfruttando molto le fasce con una leggera preferenza per il lato dx (39% vs 36%).

Importante è la sovrapposizione ad attaccare la profondità, giocata utilizzata spesso dai laziali e che consente loro di poter essere pericolosi da centro area, sfruttando il conseguente pase de la muerte.

Importante è poi l’intesa tra gli uomini offensivi della squadra di Sarri, soprattutto tra Pedro e Immobile che agiscono molto vicini, muovendosi con ottimi tempi di gioco.

 

 

 

 

Nella fase di non possesso l’atteggiamento la Lazio, che sta cercando di andare a pressare sulla prima costruzione avversaria (valore medio PPDA pari a 10.93), pressing non sempre portato in maniera omogenea e con i tempi corretti.

La conseguenza di questa attitudine è una linea difensiva molto alta con concessione della profondità ai rivali che, se abili nella lettura dei tempi di gioco, possono attaccarla con ottima possibilità di concludere la giocata con pericolosità (nell’immagine la giocata che porta l’Atalanta a trovare il momentaneo 1-1 con Zapata).

 

 

Fase difensiva che, come si nota nelle seguenti immagine tratte da Atalanta vs Lazio (1^) e Hellas Verona vs Lazio (2^), denota fragilità, con linee più basse e tra loro sono troppo distanziate, consentendo una facile trasmissione del pallone di esse, spazio nel quale gli avversari possono muoversi con relativa tranquillità, riuscendo così a portare a termine importanti azioni offensive