Analisi tattica di Cagliari-Juventus: ripartire subito da Cagliari per non sprofondare

di Roberto Nizzotti |

Dopo la batosta ricevuta dall’eliminazione agli ottavi di Champions League (2^ consecutiva) per mano del Porto, la Juventus si rituffa nel campionato con l’obiettivo di rimontare l’Inter capolista e lo fa partendo dalla trasferta ostica di Cagliari.

Da quando Semplici è diventato allenatore dei sardi (3 giornate) questi hanno cambiato passo tanto che risultano 2^ con Juventus, Milan, Napoli e Udinese per rendimento (7 pts), migliorando notevolmente l’aspetto difensivo con 1.96 xGA (0.65 a gara) e 2 goal subiti (0.66 a gara) a fronte dei 46.23 Xga (2.01 a gara) e 41 goal subiti (1.73 a gara) registrati nelle precedenti 23 giornate quando l’allenatore era Eusebio Di Francesco.

Il Cagliari di Semplici gioca con il 1-3-5-2 e affronta le gare con un atteggiamento volto a chiudere le linee di passaggio, lasciando all’avversario il possesso palla (45%) e il primo palleggio per poi aggredirlo tra mediana e ¾ offensiva (valore medio PPDA pari a 10.87).

 

 

 

I sardi giocano con una buona aggressività (7^ per contrasti a gara con 15.5) ma con fatica, almeno con Di Francesco alla guida, riuscivano a creare un buon filtro risultando tra gli ultimi per palloni intercettati a gara (11.1) e la prima squadra per numero di tiri concessi agli avversari (15.7 a gara).

Per quanto riguarda il timing dei goal subiti è da notare come i rosso blu sardi concedano più reti nella seconda parte della gara (24 dei 43 totali), 12 tra il 46′ e il 75′ e 12 tra il 76′ e la fine della gara

Per poter attaccare la squadra di Semplici sarà opportuno muovere con velocità e in ampiezza il pallone, così da allargare la sua fase di non possesso e creare, di conseguenza, varchi più centrali da attaccare, il tutto con grande precisione tecnica per evitare di concedere le transizioni positive ai sardi.

 

 

 

Il Cagliari solitamente sviluppa le giocate sulle fasce (64 cross tentati in 3 gare con Semplici con una percentuale di riuscita del 15.6%), prediligendo quella di destra (40% di azioni) solitamente zona di Nandez e Ceppitelli. ma è in grado di attaccare anche per vie centrali verticalizzando quando trova il varco giusto, riuscendo poi a dialogare nello stretto grazie ad una buona tecnica generale.

 

 

 

Lo sviluppo della giocata offensiva si conclude raramente in goal visti i soli 29 messi a segno (ben 10 tra il 46’ e il 60’), figli di un numero di tiri a partita tra i più bassi della Serie A (10.7) e di poca precisione sotto rete (solo 3.3 tiri centrano lo specchio della porta avversaria).

Dei 29 goal segnati dal Cagliari ben 13 (il 45% del totale) sono stati messi a segno da Joao Pedro, punta di diamante dell’XI cagliaritano, giocatore capace di ottime giocate individuali e in collaborazione con i compagni, nonché di un’ottima qualità sotto rete (13 goal con 10.15 xG prodotti)

Nonostante i numeri offensivi del Cagliari non siano eccelsi la Juventus non dovrà fare l’errore di pensare di considerare semplice la gestione del gioco d’attacco dei sardi visto che, da quando è arrivato Semplici in panchina, il rendimento offensivo è buono con 5 goal segnati in 3 gare, a fronte dei 3.37 xG prodotti.

Il contraccolpo dell’eliminazione dalla Champions sarà forte ma la crescita, la maturità di una squadra passa anche da momenti come questi, dal saper trasformare una cocente delusione in rabbia positiva che permetta di reagire e porre basi importanti per presente e, soprattutto, futuro.