Analisi Tattica / Atalanta-Juve 2-2: Palomino vs Dybala & altre storie

di Jacopo Azzolini |

All’Atleti Azzurri d’Italia, la Juve pareggia 2-2 proprio come l’anno passato. Per quanto un pareggio in casa dell’Atalanta non sia certo un pessimo risultato, suscita amarezza il modo in cui si è verificato, visto che la gara pareva ormai in cassaforte per i bianconeri (Champions League a parte, era dal 2014 che la Juve non si faceva rimontare un doppio vantaggio).

 

BENATIA STRONCA CORNELIUS E SCHIACCIA L’ATALANTA

 

Alla vigilia, Gasperini si auspicava che l’Atalanta reggesse da un punto di vista fisico. In realtà, nella prima frazione i padroni di casa si sono fatti schiacciare in modo piuttosto anomalo, non riuscendo quasi mai a risalire il campo, e a poco è servito invertire di fascia il Papu Gomez e Kurtic.

Non trovando molti sbocchi sulle corsie esterne, la Dea ha spesso cercato di verticalizzare subito per la prima punta, ma Cornelius è stato letteralmente annullato dai due centrali juventini. Benatia in particolare è parso in grande spolvero, dimostrando un ottimo senso dell’anticipo che gli ha fatto costantemente avere la meglio sul suo avversario (7 intercetti e 3 duelli aerei vinti).

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La sua aggressività ha portato a una riconquista della palla anche piuttosto alta, consentendo così di schiacciare i rivali. Va inoltre citato anche il gran lavoro difensivo di Matuidi in mezzo al campo, con interventi silenziosi – ma cruciali – che hanno ulteriormente alzato il baricentro bianconero. Degna di note la facilità con cui prevale nelle seconde palle.

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Con l’ingresso di Ilicic – e successivamente Petagna – l’Atalanta è però cresciuta col passare dei minuti, anche grazie alla rete che ha riaperto la gara. In particolare, lo sloveno ha consentito ai suoi di sovraccaricare sulla destra, fornendo ai padroni di casa più qualità nel mantenimento del possesso in zone avanzate (basti pensare all’occasione di Spinazzola).

 

ANCHE GRAZIE A MATUIDI, LA COSTRUZIONE BASSA DELLA JUVE FUNZIONA

 

Se i bianconeri hanno avuto inizialmente un tale predominio di campo, è anche perché il pressing offensivo degli avversari ha funzionato poco. L’Atalanta ha adottato un 5-4-1 in non possesso che ha lasciato grande libertà al primo portatore di palla.

 

 

I giocatori di Gasperini non hanno avuto la dovuta intensità, con i centrocampisti della Juve (molto bene anche Matuidi) che – abbassandosi – creavano più soluzioni di passaggio e facevano girare palla velocemente. I bianconeri hanno così costantemente trovato l’uomo libero in ricezione, che ha potuto con facilità verticalizzare nella trequarti rivale.

Higuain si è dimostrato ben inserito nei meccanismi della manovra offensiva. Se non sempre – a causa di una condizione fisica non al top – è riuscito ad aggredire con successo la profondità, si è comunque abbassato con grande tempismo e smistato brillantemente il gioco o per Dybala o per Bernardeschi.

 

 

Nel primo tempo, la Juve è quindi riuscita a sfruttare con discreto profitto l’ampiezza del campo.

 

 

COL PASSARE DEI MINUTI, DYBALA SOFFRE LE MARCATURE A UOMO

 

Dopo le difficoltà iniziali, il livello dell’Atalanta in fase di non possesso è cresciuto in modo esponenziale. Le consuete marcature a tutto campo “gasperiniane” hanno messo in difficoltà i giocatori di maggior talento della Juve.

Dybala in particolare ha oltremodo sofferto un Palomino che si staccava parecchio per andare a braccarlo, inseguendolo anche fino al cerchio di centrocampo.

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Quindi, spesso Caldara (indicato principalmente su Higuain) e Palomino si trovavano ad agire in zone decisamente alte del terreno di gioco, non preoccupandosi di lasciare campo alle proprie spalle. Pieno stile Gasperini.

 

L’intensità di queste marcature si è mantenuta intatta fino al 96′, con il difensore argentino in particolare che non ha lasciato un centimetro a Dybala neanche nel finale. Tutto ciò ha contribuito alla peggior partita in stagione per il numero 10 bianconero, che per il poco spazio spesso ha dovuto arretrare parecchio la propria posizione.

 

 

MALE, SOPRATTUTTO NELLA RIPRESA, I 3 DIETRO HIGUAIN

 

Sai sul’1-2 che sul 2-2, nel secondo tempo la Juventus ha faticato tra le linee, non riuscendo più a rendersi pericolosa con costanza. Ciò – come si è già visto – è senza dubbio merito di un’Atalanta attenta in possesso, e l’assenza di un giocatore come Pjanic certamente non ha aiutato.

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Forse Allegri ha tardato troppo nell’inserire uomini in grado di fornire più imprevedibilità, visto che i tre giocatori dietro Higuain hanno sbagliato molto nel secondo tempo, non riuscendo a fornire un sopporto adeguato. Mandzukic soprattutto.

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Inoltre, l’Atalanta ha trovato il pareggio dopo che Barzagli era entrato al posto di Lichtsteiner. Di conseguenza, è mancato anche l’adeguato supporto di un terzino di ruolo che aiutasse Cuadrado (che aveva sostituito Bernardeschi) con sovrapposizioni: insomma, si è arrancato.

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Con l’ingresso di Douglas Costa, Allegri ha deciso di collocare le ali a piede invertito, con il brasiliano a destra e il colombiano a sinistra (seppur sia un giocatore che fatica a rientrare verso il centro). Negli ultimi minuti, si è notata grossa confusione nelle posizioni da ricoprire, coi due sudamericani ben poco sincronizzati nei movimenti: a tratti, non erano ben chiari quali fossero i piani, e spesso finivano per ricoprire posizioni piuttosto illogiche (è il caso dell’immagine sotto, in cui si abbassano ed accentrano contemporaneamente).

 

 

In generale, la Juve – pur con qualche amnesia – ha disputato una buona prestazione e, nel complesso, dimostra una struttura più o meno già delineata per essere solo inizio ottobre. Manca però  qualcosa per quanto riguarda l’esplosione definitiva del reparto avanzato, con ancora molti uomini di inquadrare e la manovra offensiva da affinare.

Visto che il mercato è stato incentrato sulla volontà di creare più soluzioni in avanti, questa Juventus non si potrà dire riuscita in pieno fino a quando il rendimento sulla trequarti avversaria non sarà più efficiente.

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