L’ampiezza di rosa salverà la Juve

di Riceviamo e Pubblichiamo |

“La chiamavano ampiezza di rosa,
Faceva paura, faceva paura
La chiamavano ampiezza di rosa
Metteva la Juve sopra ogni cosa…”

Una storpiatura del celebre brano “Bocca di Rosa” scritto dal maestro Fabrizio De André reinterpretata nel testo e nelle intenzioni del presidente Andrea Agnelli.

Ebbene si, la tanto decantata panchina di lusso potrebbe segnare la svolta e dare nuova linfa ad una squadra in palese difficoltà, come la Juventus fantasma che aleggiava in quel di Lione.

La recente lista convocati è completa ad eccezione del guerriero Demiral, sempre rigorosamente presente al fianco dalla sua Juventus con le stampelle tra una seduta di riabilitazione e l’altra.

L’incolore prestazione in quel di Francia ha inevitabilmente suscitato sommosse contro giocatori, allenatore e società, nessuno risparmiato. Giusto, sacrosanto, ovvio. Gli undici che scenderanno in campo il 17 Marzo allo Juventus Stadium, saranno bene o male gli stessi che non hanno saputo sporcare i guantoni di Anthony Lopes?

Solo il campo, risponderà con certezza al quesito sopra riportato. Fatto sta che mister Sarri potrà inevitabilmente pescare da un mazzo più ampio nel scegliere la formazione. Partendo proprio dalla tribuna di Lione: Chiellini, Khedira e Douglas Costa. Niente male…

Il capitano Giorgio Chiellini, figura imprescindibile per carisma, personalità, organizzazione difensiva e capacità di trasmettere la sua tempra ai compagni di maglia; la bussola della difesa juventina, fermato a lungo dalla pesante lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro.

“Giorgione” è pronto, sta bruciando le tappe per un rientro pieno e totale all’attività agonistica. Pochi minuti finali in campionato con il Brescia, un tempo abbondante a Ferrara: il suo ostico percorso di rientro è ben avviato e in venti giorni il guerriero che conosciamo potrà sicuramente avvicinarsi al top della forma, per esser la guida della difesa bianconera al ritorno degli ottavi di Champions, ove evitare di subire gol sarebbe prezioso per la qualificazione.

Sami Khedira, le cui ultime tracce risalgono a inizi Dicembre scorso quando una nota ufficiale della Juventus comunicò la riuscita dell’intervento di pulizia artroscopica eseguita in Germania.

Sami, proprio lui, anni 32 e una carriera costellata da infortuni; giocatore di un’intelligenza più unica che rara, senso della posizione, equilibrio, capacità di inserimento, irrinunciabile per qualsiasi allenatore tra Real Madrid, nazionale tedesca e Juventus. Chi meglio di un rinato Khedira potrebbe regolare un centrocampo volubile come l’attuale bianconero? La famosa area di rigore deserta in assenza di Higuain, chi meglio di Sami potrebbe occuparla con inserimenti spesso abbinati ad una fase realizzativa produttiva?

E poi…Douglas Costa, il cristallo juventino. Un vero e proprio cristallo: estremamente fragile ma al tempo stesso bello, prezioso e unico. Affidarsi all’estro del brasiliano è un dovere e un errore, perché quando puntualmente esce dal campo toccandosi le più svariate parti anatomiche degli arti inferiori, ti lascia scottato con l’amaro in bocca. “Non ci devo credere più” dice il tifoso juventino, che puntualmente ci ricasca. D’altronde come si può non apprezzare un giocatore che dal nulla brucia erba e avversari con giocate strabilianti, che crea superiorità numerica… (Quanto bisogno ne avrebbe la Juventus attuale che con il lento e compassato possesso palla non riesce a trovare uno spazio neanche a inventarlo)

Chiellini, Khedira, Douglas Costa. Quanti SE e quanti MA. Equamente divisi, uno per reparto. SE (Eccone un altro) dovessero con un pizzico di fortuna esser pronti per metà Marzo, Maurizio Sarri non si farà nessun problema nel gettarli nella mischia; trattasi di giocatori imprescindibili e soprattutto unici, aventi caratteristiche non comparabili con i restanti della rosa.

Tre pezzi da novanta, per novanta minuti che valgono una stagione.

di Giovanni Villa (twitter: @MaestroJuventus)


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