Hanno ammazzato il VAR. Ha stata la Juve!

di Sandro Scarpa |

 

Una poderosa corrente social-mediatica (a forti tinte nerazzure, ma è soltanto un caso…) sta spingendo con forza un tema scottante sulle pagine dei quotidiani e nei sondaggi del talk-show (o variety-show?) calcistici: hanno sabotato il VAR, l’hanno ammazzato, disinnescato la sua infallibilità a vantaggio della discrezionalità arbitrale, o meglio malafede arbitrale, che inevitabilmente vuol dire: la Juve Rubba!

L‘IFAB (il boarding arbitri internazionale) ha cambiato il protocollo VAR alzando l’asticella del “chiaro errore” e invitando i VAR ad intervenire solo se l’arbitro NON ha visto (e quindi giudicato) un episodio. Questo può far incazzare chi subisce un episodio che l’arbitro ha visto e MAL giudicato.

Ti incazzi perché pensi “ma come? L’arbitro è scarso, ma il VAR, muto?“, ma poi ti sforzi di comprendere la mission del nuovo protocollo, realizzi che magari gli arbitri non erano soddisfatti di un sistema in cui, in episodi dubbi, la discrezionalità di un VAR al monitor confliggeva con la discrezionalità di un arbitro sul campo. Per questo hanno cambiato il protocollo, sancendo la superiorità dell’arbitro rispetto all’ausilio VAR che interviene solo e soltanto, appunto, se l’arbitro non ha proprio visto.

E’ una scelta giusta? Fallace? Non ricorrere sempre ad un ausilio tecnologico ma solo quando l’episodio è sfuggito del tutto? Ricordiamo che non si tratta di una tecnologia perfetta ma solo di un altro arbitro che vede sullo schermo un episodio, magari sbagliando a sua volta. Non è come buttar via una calcolatrice per fare i calcoli a mano.

Soprattutto, i membri dell’IFAB prima dei Mondiali non si sono riuniti intorno ad un tavolone di legno massiccio e, calandosi i cappucci massonici e alzando i calici al cielo, hanno urlato “Ammazziamo il VAR per sfavorire l’Inter, tornata a riveder le stelle!“.

L’anno scorso, nella gara d’esordio, dopo 30 minuti Alex Sandro ha toccato Cop del Cagliari. Un contatto come ce ne sono decine a giornata, risultato: primo rigore VAR della storia. Da lì ci siamo adeguati e abbiamo capito che ogni contatto poteva essere rigore (e così è stato per molte giornate, Mandzukic a parte). Poi in corsa gli arbitri italiani hanno cambiato più volte.

Quest’anno, nella gara d’esordio, dopo 9 minuti Cacciatore del Chievo ha atterrato da dietro Cancelo. Un contatto nettamente più chiaro, dannoso e solare di quello Sandro-Cop. L’arbitro ha sorvolato, il VAR ha taciuto. Da lì ci siamo adeguati e abbiamo capito che quest’anno i contatti così sarebbe stati giudicati solo dall’arbitro e non dal VAR. E chissà se ricambieranno in corsa.

Ma ci siamo riusciti perché abbiamo 12 punti in saccoccia ed è più facile ragionare a mente lucida.

La discussione sul peggioramento/miglioramento del protocollo VAR deve assolutamente prescindere dal giudizio sulla bravura e soprattutto sulla propria idea di presunta malafede arbitrale, se no è una discussione viziata. Ovvio. Sono viziati i ragionamenti Juventini dell’anno scorso col “gombloddo VARH per non farci vincere lo Scudetto“, così come sono viziate le logiche nerazzurre col “gombloddo VARH per tagliare le gambe alla potenza di Suning“.

Il sistema era quasi infallibile prima e totalmente pessimo ora? Balle!

Aveva delle pecche prima e ne ha altre ora. L’anno scorso ci sono stati 12 interventi VAR (non silent check ma on field review o modifiche senza OFR) nelle prime 10 gare Juve (7 con modifiche contro la Juve e 5 a favore) e ZERO on field review contro il Napoli nelle prime 20 gare.

Era un sistema infallibile? Simone Inzaghi smadonnava a vuoto? La Lazio è stata solo sfigata a beccare falle nel sistema senza falle? La stessa Lazio arrivata a 5 minuti dal soffiare la Champions all’Inter?

Col cambio protocollo invece ai mondiali ci sono stati rarissimi OFR, andava bene? Forse sì, forse no. Forse andava bene solo perché non ci giocavano la Juve e l’Inter. E manco l’Italia, se è per questo.

Non era un sistema PERFETTO quando Torreira della Samp stoppava il pallone in area e non è un sistema INUTILE ora solo perché Di Marco del Parma la devia in area.

Non era un sistema “sperimentale, non vi lamentate, migliorerà pian piano” quando Mandzukic veniva espulso dopo un fallo da rigore o Skriniar veniva graziato per un intervento su Perotti e non è “tutta una merda ora, rubano anche col VAR” quando Vecino veniva espulso.

A mio modestissimo avvisto il sistema è “peggiorato” in termini di fallibilità arbitrale, ma migliorato in termini di discrezionalità. Nei primissimi tempi il VAR era una lotteria interventista, ora invece è corretto restituire centralità all’arbitro in campo, ma ci sono casi di ridicola astensione del VAR.

Ci vorrebbe una via di mezzo, ma farebbe incazzare comunque a turno tutti, a seconda dei singoli episodi, soprattutto quelli che sono inclini alla sconfitta, con o senza VAR.

Per ora a quelli che si lamentano del nuovo protocollo VAR tocca rispondere come qualcuno rispondeva l’anno scorso “migliorerà, è sperimentale“.

Agli altri, a quelli che urlano “Hanno ammazzato il VAR! Ha stata la Juve!” non sforzatevi di ricordare che l’AIA si è solo adeguata all’IFAB (organo internazionale che dialoga con la FIFA) e che Agnelli, presidente ECA, si batte ora per l’introduzione del VAR in Champions dopo aver ottenuto il quarto posto Champions per l’Italia.

Se non si fidano di voi potete fargli leggere cosa dice Marelli (che non è mica il Vangelo e sbaglia anche lui, ma almeno pare non essere, ancora, tacciato di filo-juventinismo talebano)

 

 

O semplicemente non sforzatevi di rispondere perché lottare nel fango con un cinghiale è inutile, finisci solo per insozzarti, e a loro piace, e non ci sarà VAR a giudicare.