Dani Alves ad Arthur: la Juve è la scelta giusta

di Juventibus |

Daniel Alves è “odi et amo” nell’immaginario collettivo della Juventus. Un fuoriclasse non convenzionale, forse fin troppo alieno nel quasi cameratismo bianconero, ma così magnetico e forte da generare un turbine di emozioni. Non ha lasciato Torino tra gli applausi, quelli che forse avrebbe meritato per quei strepitosi 3 mesi che hanno condotto la terza Juve di Allegri alle forche caudine di Cardiff, dove neanche lui riuscì ad evitare la debacle.

Andò via sbattendo la porta (spiazzando Marotta), facendo intuire di non essersi trovato bene; un calcio troppo tattico e difensivista (rinfacciato anche all’allora tecnico Allegri in conferenza stampa) e qualche voglia di emigrare a livello familiare, posero fine a quel rapporto, lasciando sul campo vedove e traditi. E quelle frasi sibilline sul futuro di Dybala non fecero altro che allontanarlo dall’affetto del popolo bianconero.

E ora, dopo 3 anni, scoprire che sia stato proprio lui a intercedere (da ex legatissimo al Barcellona) per il passaggio di Arthur alla Juventus, prossimo all’essere ufficializzato, da una parte può stupire, ma dall’altra fa capire quanto la Juve, nonostante tutto, ti resti dentro, e di come, a livello organizzativo, resti un club all’avanguardia, e che i giocatori lo ricordino molto bene.

E dimostra anche quanto Alves sia una voce autorevole nel mondo del calcio, specialmente per i calciatori brasiliani, e che forse quel matrimonio, strano e intrigante, alla fine abbia lasciato qualcosa di positivo. Che dire, Grazie Dani, a buon rendere!


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