Spillo Altobelli e il muro di Berlino

di Riceviamo e Pubblichiamo |

altobelli

Nevrile è uno dei migliori aggettivi che conosca, uno dei più affascinanti, un qualcosa che ricorda persone sottili ma decise e inattaccabili. Spillo Altobelli era nevrile. Aveva un fisico asciutto, movenze rapide ed una dote pedissequa: faceva go. Non è un errore di battitura, a Roma, la mia città si dice così. Nel 1988 avevo 9 anni e mi innamorai perdutamente di Spillo. A Roma di bianconero non vengono rispettate le strisce pedonali, figuriamoci i tifosi. Ma questo aggiungeva pepe alla vicenda. Spillo arrivò alla Juve dopo una vita da interista, ma all’epoca non badavo a queste cose. Spillo segnava, segnava, segnava. Coppa Italia, campionato, coppa Uefa con l’Otelul Galati… segnava e basta.

Lo amai perdutamente, poi improvvisamente quel maledetto del Tempo reclamò le sue giunture con un infortunio, addio Spillo. Ma il virus era inoculato, la Juve ha cominciato a scandire le stagioni della mia vita. Quella ragazza la conobbi nell’estate di Moeller alla Juve, il diploma era l’anno del Fenomeno Vero nel ’98…e così andando. Alla fine del suddetto campionato 1988/1989 crebbero i miei interessi per il mondo esterno mentre la storia cominciava a incrinare il Muro. Berlino era sui Tg, Berlino cullava l’album della mia vita ( “ Attento Bambino “ ), Berlino sarebbe rimasta lì sepolta nella memoria. La Juventus rappresentava per me una bandiera sventolante che però conobbi quando Maradona, gli Olandesi, Vialli e a volte anche Evair la maltrattavano con un vilipendio continuo.

Poi nel 1994, in pieno delirio Baggio ( avrei voluto avere il codino anche in fronte ) mi accorsi che le cose stavano cambiando, eravamo tosti. Il famoso filtro a centrocampo perennemente mancante ( grazie Adalberto Bortolotti ) era presente con le sembianze di un portoghese talmente bello e bravo da sembrare finto. Vialli ce l’avevo io, a rovesciare 9 anni di prese in giro da parte dei miei concittadini. Baggio se ne stava andando ma spuntavano dietro il codino, due laccetti neri sui calzettoni che Hocus Pocus levati proprio…Del Piero fu una secchiata d’acqua gelata in faccia all’apatia di quei 9 anni. Ce li legammo tutti all’anima… Capello e Il Milan degli Invincibili venivano regolarmente rimandati al mittente con ferocia e tecnica.

Marcello era perfetto, distante ma centrale, come solo gli juventini sanno essere. Anni bellissimi. Gli anni passano ma Berlino resta. Nel 2006 mi trovo al Circo Massimo con altre non so quante migliaia di persone. La Francia degli errori di Del Piero nel 2000 è lì, pronta a rinfacciarmi di nuovo che non vinciamo più un mondiale da… ah, giusto da quando c’era Spillo. Invece no, Del Piero è tifato da tutti al Circo Massimo. E segna, segna e segna il suo rigore. Poi Grosso, Berlino non mai stata così lontana e così vicina. Spillo si ruppe, il Muro cadde ma la Juve e i suoi eroi vanno avanti. Sempre. Fino alla fine.

di Alessandro Napoleoni