Ma quanto è alto Weston McKennie?

di Mauro Bortone |

Corsa, polmoni e movimenti continui. Ma soprattutto tempo d’inserimento in area e una sorprendente capacità di elevazione: non ci sono più parole per raccontare Weston McKennie, l’americano che ha conquistato la Juventus.

Arrivato a Torino con la reputazione di mediano di aggressione, in realtà il texano si è mostrato un incursore di professione e nello schema di Pirlo spesso va a riempire l’area, diventando di fatto un attaccante aggiunto. E spiccano le sue doti offensive che gli hanno già permesso di siglare tre gol in campionato e uno in sforbiciata al Camp Nou contro il Barcellona.

Quello che colpisce di lui, però, è soprattutto la forza con cui va a colpire di testa in area il pallone: ha già segnato due reti con questa specialità della casa, quello nel derby contro il Torino e l’ultima nella vittoria contro il Bologna. Nella cronaca di Dazn, i commentatori hanno evidenziato la sua abilità nonostante non abbia nell’altezza la sua prerogativa migliore.

E proprio sull’altezza c’è una specie di “giallo”, in quanto, in diverse fonti calcistiche viene attribuita un’altezza all’americano di 1.85, cioè quasi pari a quella di Cristiano Ronaldo, che è 1,87; ma osservando foto che ritraggono l’americano a fianco del campione portoghese, la sensazione è che il dato non possa essere attendibile e che anzi fisicamente l’americano sia più simile a Juan Cuadrado, magari leggermente più alto del colombiano che è 1,76 come si evince nelle immagini che li ritraggono insieme. In nazionale, ci sono scatti che lo immortalano di fianco a Pulisic (1,73 cm) senza notare particolari differenze tra i due.

Verosimilmente, dunque, Weston McKennie non supera l’1,80 di altezza e che possa essere al di sotto di quella statura. Non che il dato sia importante in sé, ma aiuta a capire quanto il giocatore sia abile in un fondamentale in cui, per caratteristiche fisiche, in tanti potrebbero essere avvantaggiati in area. E, invece, Wes sa proporsi con forza tra le maglie avversarie e svettare sui difensori.

McKennie, grazie anche a questa caratteristica, sta diventando davvero un fattore per questa Juve: una marcia in più nel motore del centrocampo e una freccia da scoccare in area quando c’è bisogno di una “punta” aggiunta.