Allo Stadium con Rita Pavone, tutti pazzi!

di Juventibus |

“La partita di Pallone” è stato uno dei suoi cavalli di battaglia. Un milione e mezzo di copie vendute di quel 45 giri che finalmente faceva cantare una ragazza, su vicende calcistiche fino ad allora squisitamente territorio maschile. Insinuando nel testo un dubbio velenoso sulla costante presenza allo stadio del proprio fidanzato la domenica pomeriggio. Una canzone che – come altri brani della Pavone – è entrata a far parte del nostro linguaggio, della nostra storia.

Perché perché, la domenica mi lasci sempre sola, per andare a vedere la partita, di pallone, perché… perché… una volta non ci porti pure me…?”. E Rita Pavone alla fine allo stadio ci è finalmente tornata, domenica scorsa, in occasione del match di campionato tra la Juventus e la Fiorentina. Dopo alcuni decenni, per la precisione. Perché l’ultima rete bianconera che vide dal vivo la Pavone è targata nientemeno che Josè Altafini.

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Rita Pavone cominciò a frequentare lo Stadio fin da bambina. Il papà – operaio alla Fiat – la accompagnava in Lambretta il sabato e la domenica nei locali di Torino dove cominciava ad esibirsi. Ed immancabilmente la portava con sé a vedere la Vecchia Signora allo Stadio Comunale. Partendo dalla casa di Via Malta, dove Rita trascorse i primi anni della sua vita.

Lei, e non i suoi fratelli, allo stadio con papà. Si fece così strada dentro la sua anima una solida fede nei colori bianconeri. Una fede che Rita non ha mai abbandonato, durante tutta la carriera. Fino alla gioia nel conoscere di persona Omar Sivori. Un episodio citato nella sua biografia “Tutti pazzi per Rita”, in libreria per Rizzoli. Che narra anche del suo incontro con Pelè, che la riconobbe sulla pista di un aeroporto e la rincorse per salutarla e fare una foto insieme.

Le note di una sua celebre canzone sono in realtà risuonate negli ultimi tempi allo Stadium in concomitanza con i match di Coppa, all’interno di uno spot di uno degli sponsor della Champions League.  Note che hanno preceduto di qualche mese la sua prima volta allo Juventus Stadium. Rita si è regalata questa emozione anche per festeggiare i suoi 70 anni.

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Quale migliore occasione per tornare bambini?

Per vedere la “sua” Juventus finalmente dal vivo, finalmente nella splendida cornice dello stadio di proprietà?

Prima le domande sulla temperatura interna allo stadio, per vestirsi adeguatamente, poi l’ingresso allo stadio, con passo veloce, impaziente. Poi una e più soste, per gettare lo sguardo su ogni dettaglio e per ammirare le splendide geometrie dello Stadium.

Uno sguardo curioso, col quale Rita Pavone sembrava “frugare” in ogni angolo della propria visuale. Poi, nel bel mezzo della cena, la sorpresa. “Signora Pavone, potrebbe seguirci gentilmente in tribuna per un minuto? “. E lì, in tribuna, a poco più di mezz’ora dall’inizio, a Rita Pavone veniva regalata una maglia della squadra. Ma non una maglia qualsiasi. Una maglia con la scritta “Rita”, e con il numero “1” ,  per simboleggiare quei tanti primi posti nelle hit parade. Un numero inevitabile.  Gli occhi di Rita Pavone hanno brillato come davanti a una nuova canzone da cantare. Meraviglia ed entusiasmo, e due occhi bambini, prima di indossare subito la sua nuova, e prima, maglia bianconera.

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Il ritorno di Rita Pavone allo stadio è stato accolto con partecipazione, affetto e curiosità. Tante mani da stringere, e persone da salutare. Sorrisi, saluti e domande. Una breve incursione a Jtv, al microfono di Paolo Rossi, per raccontare l’origine della sua passione bianconera. Poi l’ingresso in tribuna, e quel nuovo brivido di meraviglia,  di fronte all’inno e alle coreografie. Poi, finalmente, la partita. Una partita a più facce, che Rita Pavone ha vissuto con grande partecipazione per 95 minuti. Prima con lo smarrimento per il momentaneo svantaggio, poi col ritrovato sorriso per il pareggio.

Poi la preoccupazione per il passare dei minuti e per quel risultato inchiodato sul pareggio.

E quel pensiero in testa “oddio, torno allo stadio dopo così tanto tempo, non posso mica uscire da qui con un pareggio…”.

Poi, finalmente, mentre la clessidra implacabile scandiva il poco tempo restante,  il gol di Mandzukic scuote lo stadio. E Rita può finalmente balzare in piedi per liberare tutta la propria gioia. La via verso l’uscita è una passeggiata di sorrisi. Qualche selfie, un ultimo saluto e un signore che le chiede di tornare presto allo Stadium. Rita saluta, ringrazia, e lancia ancora uno sguardo verso gli spalti in festa, che intonano di nuovo l’inno. Che Rita, d’istinto, segue con le labbra… “storia di un grande amore, bianco che abbraccia il nero….”.

Il saluto di Rita Pavone a Juventibus e ai suoi lettori.

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La biografia Tutti pazzi per Rita scritta assieme a Emilio Targia.

di Emilio Targia