L’allievo Pirlo e la rivincita contro il maestro Conte

di Milena Trecarichi |

La Juventus stacca il pass per la finale di Coppa Italia, pareggiando nel ritorno casalingo contro l’Inter.

Gara tosta, molto pompata dai media, carica di vendette incrociate e intrecci ma, alla fine e senza retropensieri, in tutta franchezza gli obiettivi dei bianconeri stasera erano soprattutto i seguenti:

  • qualificazione in finale, col minimo sforzo
  • non incappare nelle sabbie mobili dei supplementari
  • limitare al minimo il numero degli squalificati, visti i tanti diffidati in campo
  • uscire indenni dalla partita, senza infortuni

Obiettivi tutti centrati, con il solo Alex Sandro, unico diffidato ammonito, che salterà la finale.

Inutile poi stare troppo a riflettere sulle fasi della gara in cui un’Inter rabbiosa ha recuperato sempre palla in avanti con gli errori in costruzione della Juventus che, almeno all’occhio, hanno fatto temere per una remuntada. Pirlo infatti aveva preparato la partita esattamente come l’abbiamo vista, con una squadra bassa, pronta a ripartire, molto simile al canovaccio tattico visto contro la Roma.

L’Inter in effetti, all’apice del suo sforzo, in alcuni frangenti della partita qualche grattacapo l’ha creato soprattutto dal lato di Hakimi, con una catena sinistra bianconera messa alle corde nella fase centrale del primo tempo. Alla fine però la produzione offensiva dell’Inter si è limitata a due-tre situazioni pericolose in area Juve con tiri svirgolati o rimpallati ma senza nessuna parata di Buffon. La Juventus al contrario in ripartenza si è poggiata su un Cristiano Ronaldo che sta entrando in forma Champions e che, con un gioco di prestigio su Skriniar e Barella, ha creato l’occasione più pericolosa della gara, un gol da cineteca sventato da Handanovic che già in altre due occasioni era stato bravo sempre sul portoghese.

Da incorniciare è la prestazione dei due centrali difensivi bianconeri (43 anni in due), prestazione sontuosa di de Ligt in continuo anticipo su Lukaku al quale ha concesso giusto un paio di sponde innocue e davvero notevole la gara di Merih Demiral, un muro invalicabile stasera. La saracinesca bianconera -rinforzata anche dal solito preciso Danilo e dal Chiellini negli ultimi 5 minuti- sembra davvero in ottime mani per il prossimo futuro ma già nel presente fa impressione il solo gol subito (da Lautaro all’andata) nelle ultime 7 gare.

Pirlo, l’allievo, dopo la pesante sconfitta in campionato contro il suo maestro Conte, ha fatto i compiti a casa e si è preso la sua rivincita anche personale, eliminandolo dalla Coppa Italia, e andandosi a prendere un’altra finale dopo la vittoria in SuperCoppa.

Ora arriva il bello e il difficile, confermarsi e continuare la striscia positiva nelle due sfide ravvicinate di fondamentale importanza, due battaglie, due trasferte –Napoli e Porto– che potrebbero coronare questo ennesimo ciclo di fuoco, stavolta a forti tinte bianconere.