Allenatore Juve: indovina chi?

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Renato Zerbone

Ora che il maggio più freddo degli ultimi trent’anni è stato consegnato alla storia, vedendo come si è presentato il neonato giugno, siamo tutti più sereni. O quasi. Dico quasi, perché neppure il nuovo mese ci ha portato la soluzione dell’Enigma, il quesito che sta appassionando l’Italia intera e di cui si sta occupando anche l’Europa. “Chi sarà l’allenatore della Juventus?”

Quanti di noi, juventini e non, si sono almeno posti una volta questa domanda l’un l’altro, magari in ufficio, al supermercato, all’uscita dalla messa domenicale o dal giornalaio? Stiamo assistendo quasi ad una telenovela, anzi ad un reality dove ognuno di noi è nel contempo spettatore e protagonista. Ognuno ha la propria teoria, ascoltandone parecchie, ti rendi conto che ognuna di esse contiene un briciolo di verità. Diciamocelo francamente, gli amici giornalisti ci stanno propinando una serie di balle spaziali, ma il bello è che ogni fonte si proclama portatrice della verità, asserendo di aver udito o sentito dire cose uguali e diverse, che portano a soluzioni opposte, alcune davvero fantasiose e semiserie. Vorrei provare a divertirmi un po’, elencando le più spiritose e quelle più seriose, magari riuscendo, fra le tante, a trovare quella giusta. Ovviamente per puro caso.

Guardiola: fra tutte è la più ricca di colpi di scena. Un paio di settimane fa, una fonte giornalistica, credo britannica, diede la notizia come vera. Addirittura si vociferava che il 4 giugno ci sarebbe stato l’annuncio e il 14 la conferenza stampa di presentazione all’Allianz
Stadium. Combinazione, proprio in quei due giorni lì, le visite allo stadio sono interdette. Apriti o cielo, è tutto vero! Poi, il Presidente Agnelli ha detto che il motivo della sospensione delle visite all’impianto era dovuto a un paio di eventi commerciali. Sarà. Dopo c’è stata la piccata reazione del City e di un suo amministratore italiano, che ha negato decisamente ogni voce rivolta a un approdo dell’allenatore catalano alla Juventus. Le voci si sono spente come le luci all’alba. Ma da un paio di giorni, le sirene hanno ripreso il loro canto ammaliante. Ora ci sarebbe un’operazione di marketing con l’intervento dell’Adidas che, pur di strappare il Pep alla nemica Nike, sarebbe disposta ad intervenire finanziariamente per concludere l’operazione Guardiola alla Juventus. Chi vivrà, vedrà, direbbe Pavel Nedved.

Klopp: Una delle “doti” dell’allenatore tedesco, era quella di vincere le semifinali, ma di perdere clamorosamente l’ultimo atto. Alla Juve, di perdere finali, è una triste abitudine. Per cui, assumere un tecnico, pur bravissimo ma con quel brutto vizio lì, non sarebbe sembrata una soluzione percorribile. Okay, non siamo il Napoli, quindi non dovremmo essere superstiziosi. Ma un tifoso-doc è prima di tutto superstizioso. E l’arrivo di Klopp sarebbe stato subito collegato con le tristi avventure di Belgrado, Atene, Manchester, Berlino, Cardiff…(ne ho tralasciato due perché non ricordo dove disputammo la finali col Real, 0-1 con gol di Mijatovic in fuori gioco e quella che finì 1-3 col Dortmund). Ma Klopp, alla fine, è riuscito a vincerla anche lui…

Pochettino: E’ di origini torinesi. Questa la considero una buona partenza. Veste elegante, in perfetto stile-Juventus. Palmares? Una finale persa nel suo palmares. Mi pare un po’ pochino. Non conosce il nostro campionato, ma magari se dovesse vincere (questa volta) la Champions e arrivare secondo…ditemi quanti di voi non firmerebbero?

Sarri: Io credo sia tutta una colossale montatura. Sarri non è tipo da Juve. Veste la tuta, non si rade ogni mattina, a volte dice parole non convenzionali in conferenza, in passato ha tuonato contro la Vecchia Signora con poco rispetto. Eppoi c’è chi dice che per capire il suo calcio ci vorrebbero almeno sei mesi, la Juve non potrebbe vincere subito…Vi sembra logico che la Juve accetti una soluzione che non preveda una continuazione nei successi? Che lasci qualcosa da rosicchiare anche alla concorrenza? Ma dai!!!

Mourinho: Qui si profilerebbe una guerra civile. Visto ciò che accadde all’arrivo di Allegri, se toccasse allo Special One ci sarebbe una sollevazione di piazza, tipo quella che accadde a Firenze quando il Divin Codino lasciò la Viola per accasarsi all’odiata Juventus.

Spalletti: A tutt’oggi è disoccupato, giusto? Perché la dirigenza non potrebbe farci un pensierino? Probabilmente no, non ha un curriculum europeo esaltante. Sì, di sicuro conosce il nostro campionato, ma per vincerne uno ha dovuto emigrare in Russia…Conte: Anche se ieri è diventato ufficialmente nuovo allenatore dell’Inter, il suo nome era stato accostato alla Juve, una sorta di ritorno del figliuol prodigo. Oppure, se preferite, una minestra riscaldata. Infatti più che ricordare i tre scudetti di fila, molti ricordano la sua fuga al terzo giorno di ritiro, abbandonando la squadra in braghe di tela.

Zidane: Sì, nonostante la notizia sia ormai stravecchia come il brandy, c’è chi spera ancora che la lite o presunta tale con Florentino Perez dopo una conferenza stampa un po’ agitata, sia non del tutto risolta. E che Zizou faccia fagotto e in quattro e quattr’otto piombi
alla Continassa a firmare un ricco quadriennale. Sogni.

Gasperini: prima della firma con la Dea c’erano parecchi che lo sognavano in panchina allo Stadium. Ma i dubbi sulla preparazione europea, le volte in cui si scagliava contro la Juve per presunti torti arbitrali, hanno contribuito a rendere tiepida questa pista.

Giampaolo: accostato alla Juve prima ancora di Conte, qualche timido tifoso lo vorrebbe come sostituto di Allegri. Un altro che porta la tuta. Zero esperienze europee. Bocciato.

Gattuso: Anch’egli disoccupato. Ma ancora troppo milanista. Europa? Una chimera. No, bocciato pure lui. Solo il mio amico Piero ha fatto il suo nome. Ogni volta che lo incontro, mi scappa da ridere.

Di Francesco: Questo è quasi arrivato in finale di Champions con una squadra assai meno forte della Juve che arrivò a Cardiff. Un bel calcio, una persona perbene. Aplomb juventino, direi. Ma non credo farebbe fare alla squadra quel tanto famoso salto di qualità
necessario per arrivare finalmente a vincere l’Innominabile.

Inzaghi: Dagli amici mi guardi Iddio. A volte non bastano le amicizie per sedersi su una panchina. A meno che non si tratti di quella ai giardini pubblici. Inzaghino non potrebbe allenare la Juve. A parte che se fosse stato lui il prescelto, a quest’ora lo sapremmo già. E infatti Lotito ha fatto capire che il rinnovo con la Lazio è cosa fatta. Che poi, di coppe Italia e Supercoppe italiane la Juve ne ha già parecchie. E le altre, per ora, al tecnico piacentino risultano sconosciute.

Luis Enrique: Una lui l’ha vinta con il Barcellona da allenatore (e pure da giocatore). Con l’Innominabile ha un bel feeling. Interessante. Conosce il nostro campionato, ma non gli è andata benissimo, in quel di Roma. Ora allena la Spagna. Potrebbe aver disimparato ad allenare un club. Oppure no. Potrebbe essere un’idea. Solo astratta, però.

Deschamps: A proposito di minestre riscaldate. Il francese ci ha riportato a casa. Nel senso che dalla triste avventura in B, ha rimesso le cose a posto. Ma da qui a farci rivincere in Italia e (soprattutto) in Europa, ce ne corre. E chi ha il coraggio di togliere un francese dalla guida della propria nazionale? Il loro è vero amor di patria, mica sono come noi italiani! Rien a faire.
Ho finito.

Come vedete, non ho espresso pareri calcistici o tecnici. Non ne ho la necessaria preparazione. Sono soltanto un umile tifoso, che ha voluto esprimere la voce di quelli come me, che sperano di sentire che la Juve ha assunto l’allenatore giusto per coronare il suo sogno. Quello Innominabile.


JUVENTIBUS LIVE