Allenamenti e impedimenti

di Giacomo Scutiero |

Sport e salute insieme, anche nel comunicato più atteso. La prima notizia è il via libera agli allenamenti di gruppo da lunedì 18 Maggio; la seconda notizia, e mai come ora vale “last but non least”, è che il Comitato tecnico scientifico chiede alcune modifiche del protocollo medico della Federcalcio. Modifiche “stringenti e vincolanti”.

Tutto questo viene girato alla FIGC per i necessari adeguamenti. In questo caso, l’attività collettiva sarà ufficializzata. Come annunciato dal presidente del Consiglio nella scorsa settimana, la materia calcio è giunta ai massimi livelli. Il ministro Spadafora è stato rinforzato dal ministro Speranza e la dichiarazione congiunta ha prodotto alcuni paletti non agevolmente oltrepassabili:
◼︎ In caso di contagio, tutto lo staff deve essere sottoposto ad isolamento
◼︎ I medici sportivi debbono assumere l’intera responsabilità dell’attuazione
◼︎ I test molecolari non devono essere una sottrazione alla popolazione italiana (dunque, laboratori privati)

Giancarlo Abete, uno dei vice-presidenti UEFA, prima della notizia auspicava la ripartenza italiana aggiungendo però che il blocco totale per un solo contagiato sarebbe un nonsense. Abete che a Nyon tratta altre due materie correlate: la possibile deroga sperata dalla Lega, ossia scavalcare il paletto del 2 Agosto per terminare le competizioni nazionali; la riapertura delle liste consegnate a Febbraio per Champions League ed Europa League, al fine di sostituire infortunati e/o positivi.
Il governo vuole attendere un’altra settimana per decidere definitivamente sul campionato, in base alle ultime curve dei contagi del Paese. Senza dimenticare un altro paletto, quello dell’UEFA stessa del 25 Maggio.

Dopo il dietrofront di Cellino, che ha realizzato la portata dei problemi economici in caso di stop del calcio, un altro vulcano umano ha preso la parola spingendo il pallone avanti: “Terminare la stagione è la soluzione migliore: eviteremmo problemi sia per i verdetti che per i diritti televisivi”. A proposito di tv, i tecnici e gli operatori alzano la voce e chiedono massima sicurezza: il BroadcasTeam è invisibile dietro telecamere e regie, eppure assicura le riprese dei match; lavora con contratti “particolari” oppure a chiamata, con retribuzioni inadeguate, a rischio nelle zone rosse perché “The show must go on”… Le loro domande valgono per tutti: chi farà i tamponi? Come raggiungeremo gli stadi? Potremo vedere la famiglia?

Fuori dal nostro Paese, la Premier League ha deciso di ricominciare dal 1° Giugno. In Germania, i club hanno iniziato la quarantena in vista del restart previsto per sabato prossimo; la finale di Coppa di Germania è fissata per il 4 Luglio, semifinali il 9 e 10 Giugno.
La Liga giunge a otto casi di positività e l’obiettivo della Juventus, Arthur del Barcellona, desta polemiche per aver violato il protocollo di sicurezza: ha raggiunto il centro sportivo con due automobili diverse in questi giorni, invece di utilizzare soltanto un mezzo come indicato.

Le ultime righe, le più importanti e purtroppo più tristi, sono per Andrea Rinaldi. L’ex Primavera Atalanta, venerdì scorso è stato colpito da un’aneurisma cerebrale durante l’allenamento individuale nella propria abitazione; soccorso dai genitori e giunto in ospedale in condizioni critiche, è morto dopo tre giorni. A neppure vent’anni. In questi casi, non ci sono parole.