Allegri vs Zidane – L’inadeguato vs il raccomandato

di Francesco Falzarano |

Real Madrid vs Juventus sarà anche e soprattutto la sfida tra due tecnici, che hanno viaggiato sullo stesso treno, ma su vagoni diversi.

Calciatore di fama mondiale e dalla tecnica sopraffina, il francese ha segnato un’epoca. Il suo cuore si è diviso tra il blanco e il nero:

“La mentalità vincente l’ho imparata alla Juventus, vincere lì è un imperativo”.

Uomo di Florentino Perez, la sua carriera lo ha consacrato nello spogliatoio Real, lui che per gli scettici è più un modulatore, un gestore, che un vero e proprio allenatore. Un trascorso differente sia sul rettangolo verde che sulla panchina.

Carriera mediocre per l’Allegri calciatore, mentre in panchina, Max, il rispetto se l’è guadagnato con i risultati sul campo. Sassuolo lo lancia, Cagliari lo mette in mostra, il Milan lo fa vincere, la Juve lo consacra nell’olimpo dei migliori.  Molto pacato, goliardico, in pieno stile toscano, il tecnico bianconero, ma non per questo poco leader:

“Se uno parla con questo tono non è meno autorevole, non ho mai visto grandi della terra urlare”.

Non perde mai la lucidità, e anche quando si alzano i battiti cardiaci mostra una razionale follia.

Zizou è un freddo, distaccato nei rapporti, riservato e molto permaloso, se sgarri esci fuori dalla sua cerchia ed è difficile rientrarci. Incarna lo spirito del Real Madrid, e nello spogliatoio è rispettato prima il giocatore che è stato, poi l’allenatore.

Si sono battuti a colpi di parole al miele nel pre-match, che crediamo non essere di facciata. Allegri è uno che riconosce sempre i meriti degli avversari, ma è un doppio gioco per affermare i propri. Immenso il rispetto del campione francese verso i suoi avversari, sempre. Eppure, in mezzo a tanta moderazione, in passato ce ne sono stati di colpi di testa.

Come dimenticare quel 9 Luglio caro Zizou? E quelle partite in cui lasciavi in dieci il popolo bianconero. Fuori dal campo, la cosa da raccontare è che non c’è quasi nulla da raccontare, a parte uno spirito libero che abita molto, ma vive poco. Non dimentica neanche quel Giugno ’92 la bella Erika, abbandonata sull’altare dal nostro Max, oppure quando additato come aziendalista risponde stizzito “non sono mica un amministratore delegato”.

Viveva molto il buon Allegri, un vero bomber in giovane età anche fuori dal campo a discapito del suo dirimpettaio, sposatissimo con la sua Veronique, fondamentale nel passaggio da Torino a Madrid.

Due allenatori sottovalutati: inadatto Allegri, raccomandato Zidane. In realtà, due evoluzionisti.

Hanno studiato, modellato e plasmato la propria squadra in base ai propri uomini. Mandzukic e Casemiro, le intuizioni per un modulo ed uno stile di gioco vincente. Camaleontica la squadra di Zidane, che fa della tecnica e della qualità una delle sue armi migliori. Proprio quella tecnica tanto decantata da Allegri, quella qualità del palleggio che il mister indica come fondamentale per arrivare alla vittoria.

Crediamo che Max la stia preparando come al solito al minimo dettaglio, con una Juve ordinata e soprattutto equilibrata, pronta a sfruttare quegli spazi, che il Real inevitabilmente lascia, per fare male. La sensazione è che verrà lasciato il possesso ala squadra di Zidane, che palleggerà molto, attaccherà con il solito “stile rugby”, con le sovrapposizioni dei terzini, i cambi di fronte, ed una grande presenza fisica nella metà campo avversaria.

Sono due squadre che danno sempre la sensazione di tenere i piedi ben saldi sulla partita e di riuscire a gestirla, soprattutto grazie alle mosse dei due tecnici. Un dato è inconfutabile, 17 sono le reti subite dal Real in Champions a dispetto delle 3 bianconere, e siamo certi che su questo  scarto spingerà Max Allegri.

Max vs Zizou, il lavoratore contro il predestinato, anche questa è Juventus – Real Madrid. A Cardiff la sentenza.