La conferenza di Allegri certifica il ritorno alla vecchia Juve

di Giordano Straffellini |

allegri conferenza

La aspettavamo da molto tempo noi tifosi juventini la prima conferenza dell’Allegri Bis. Niente a che vedere con quella di sette anni fa. Li il mister accolto fra diffidenza ed insulti fu subito bravo a rasserenare il clima. Allegri questa volta torna da re. Da tecnico più vincente in bianconero. Da quello che ha rifiutato due volte il Real Madrid per dire di si alla vecchia signora. Ci si poteva aspettare una spiegazione scientifica del Horto Muso, concetto messo in piazza dal presidente come fu il Sarrismo per Sarri. Invece no. Dal primo secondo, testa ad una sola cosa: la Juventus. Testa al lavoro, allo spirito di sacrificio, al senso di appartenenza e alla voglia di migliorarsi.

Si ritorna al DNA bianconero. Al risultato ottenuto tramite il sacrificio. Al gruppo che lavora insieme per diventare squadra. La rosa grossomodo rimarrà quella attuale. Forse Locatelli, forse qualche aggiustamento a fine agosto ma niente di sconvolgente. Max Allegri sembra essere stimolato da questi ragazzi giovani con ampi margini di miglioramento. Per migliorare i risultati in campionato della scorsa stagione c’è una sola ricetta: dare di più. Dovranno dare di più i senatori Bonucci, Chiellini Ronaldo. Dovranno trasmettere cultura del lavoro e senso di appartenenza. Persino a Cristiano viene chiesto un ulteriore sforzo. Lui meticolosa macchina da gol, perfezionista in tutto. A Ronaldo Max chiede di essere uomo squadra, un po’ come nel suo Portogallo. Di sostenere i compagni di aiutarli nel percorso di crescita. La figura di Ronaldo alla Juventus stonava un po’ con la storia bianconera.

Allegri lo richiama alla juventinità, al mettersi a disposizione a ragionare con la squadra e per la squadra. Al di là dei moduli e delle posizioni in campo, questo sembra il primo passo per costruire una Juventus molto più forte di quella degli ultimi tre anni. La palla passa poi ai giovani. Che devono essere pronti a migliorarsi. Max vede una squadra composta da giocatori con molti gol nelle gambe. Considerato che l’anno scorso si parlava di un centrocampo poco incline a realizzare una bella stoccata. Da Mckennie e Rabiot Allegri pretende più gol. L’ha ripetuto più volte nel corso della conferenza. Il Max pensiero è come al solito molto semplice: questa squadra l’anno scorso non ha reso per il suo reale potenziale. Quindi niente colpi di mercato eclatanti che risolvano d’un tratto tutti i problemi. Si ritorna alla collettività, si ritorna a ragionare da squadra. Torna pure la cara quota scudetto, tra gli 86 e gli 88 punti dice sornione l’allenatore di Livorno. Finisce la conferenza e la sensazione è chiara, non solo è tornato Max, assieme a lui è tornata la vecchia Juve.


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