Allegri e l’ultimo cortocircuito

di Riceviamo e Pubblichiamo |

E’ difficile pensare di potere criticare un allenatore che vince 4 scudetti e altrettante coppe Italia consecutive e che arriva per due anni alla finale di Champions League.

 

 

Eppure in questi anni, il sentimento nei confronti del mister è sempre meno positivo. E’ come se alla crescita societaria, testimoniata dall’aumento dei ricavi e da una sempre maggiore potenza di fuoco sul mercato volta a dare un maggiore profilo internazionale al brand, non sia seguita una uguale crescita da parte di chi il team lo guida sul campo. Specie nelle ultime tre sessioni di mercato, si sono acquistati giocatori con caratteristiche tecniche ed attitudine chiaramente offensive.

 

 

E’ altrettanto indubbio tuttavia che Allegri, alla ricerca continua di equilibrio, abbia sempre privilegiato la fase difensiva come il pilastro su cui appoggiare il tutto. Si assiste pertanto, abbastanza spesso a dire il vero, ad una sorta di cortocircuito tra la natura offensiva della squadra e quella più speculativa del mister, con il risultato di partite giocate sullo stesso piano di avversari tecnicamente infinitamente meno attrezzati. E se il giocare partite ogni tre giorni e gli infortuni hanno sicuramente il loro peso, resta a mio indiscutibile che il mantra della gestione sia una zavorra che limita fortemente le potenzialità di questa squadra.

 

 

L’apice di questo discorso è , a mio avviso Inter-Juventus dello scorso campionato. Andiamo in vantaggio di un uomo e di un gol e smettiamo letteralmente di giocare, tanto da andare addirittura sotto. Poi riprendiamo a giocare e ci riprendiamo partita e titolo. Ecco io ero a San Siro e ho visto, con l’aggravante di un infarto scampato (scherzo), la massima rappresentazione di questo atteggiamento conservativo che troppo spesso si traduce in prestazioni francamente inguardabili.

 

 

La replica a questa critica è quella, ovvia dei risultatisti: “abbiamo vinto, chi se ne frega del gioco”. Perfetto ma la Champions, l’agognata Champions, oltre alla fortuna, gli episodi, la forma, richiede una qualità imprescindibile: il coraggio di osare e di mettere in campo qualche idea.

 

 

Gli ottavi con l’Atletico, squadra spesso messa a confronto con la Juventus più che altro per confermare la teoria che si gioca maluccio,  ci darà forse la risposta definitiva su chi siamo veramente. L’impressione è che la sconfitta in casa con il Manchester abbia avuto un effetto negativo sul mister, nonostante la prestazione a tratti travolgente, segnando un ritorno alla modalità gestione che avrà anche il conforto dei risultati, ma lascia sempre la sensazione di una potenzialità non inespressa.

 

 

Buon Natale e grazie per il grande lavoro

 

Di Giorgio Iaria