Da Allegri a Sarri, quanto e come è cambiata la Juventus?

di Alex Campanelli |

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Siamo nell’epoca in cui la libertà di opinione viene spesso confusa con un “vale tutto” che può eufemisticamente infastidire chi cerca di vederci chiaro, in ambito calcistico e non solo. La Juventus di Sarri sin qui è stata, in ordine rigorosamente sparso: uguale a quella di Allegri, addirittura la sua brutta copia, o al contrario completamente diversa, finalmente capace di attaccare ma totalmente inefficace nella difesa, una squadra con un possesso palla armonico/infruttuoso/ridondante/evoluto, una Juve che prende troppi gol ma pochi tiri, o che prende troppi tiri, che conclude più che in passato ma troppo poco rispetto alla mole di gioco prodotta, e così via.

Dato che non tutte queste affermazioni possono giocoforza essere esatte, proviamo a vederci chiaro attraverso qualche statistica che vada a marcare analogie e differenze tra questa stagione e la scorsa, per comodità utilizzata come pietra di paragone unica.

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Tutti i dati sono parametrati sulla singola partita, fonti Whoscored e Understat

I dati sul possesso rimarcano la differenza di filosofia tra le due squadre: con interpreti simili, se non uguali, la Juve di Sarri ha aumentato il volume degli appoggi corti, privilegiati ai lanci e ai traversoni dalle fasce, con una migliore percentuale di completamento e un conseguente predominio più marcato nel possesso palla. Tali statistiche sono anche le più strumentalizzate, da chi parla di “1000 passaggi fini a sé stessi” o “possesso inutile e dannoso quando si perde palla”, affermazioni smentibili dalle tabelle che seguono.

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La produzione offensiva della Juventus, con Maurizio Sarri in panchina, è oggettivamente aumentata: la Juve versione 2019/20 tira di più e con più precisione, occupa per più tempo il terzo di campo offensivo e produce una quantità maggiore di expected goals (escludendo le situazioni di palla inattiva) a gara. Interessante è anche notare la differenziazione dei flussi di gioco rispetto al passato; dagli schemi di Allegri, che prevedevano uno contro uno in fascia e cross come soluzione sistematica, si è passato alla ricerca dello spazio per vie centrali, con un equilibrio quasi perfetto tra gioco nel mezzo e gioco sulle fasce.

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Pur finendo spesso sul banco degli imputati, la fase difensiva bianconera di quest’anno ha sin qui ottenuto risultati simili a quella della scorsa stagione. La Juve di Sarri difende più alta e aggressiva ed affronta le situazioni in maniera differente, ma subisce pressoché lo stesso numero di conclusioni, e di qualità simile, come si evince dagli Xg concessi. Tackle e spazzate si attestano su medie molto simili, mentre è interessante notare come gli intercetti tanto cari ad Allegri abbiano invece un’importanza marginale per Sarri, con la Juve addirittura ultima in A in questo particolare fondamentale.

Come ammesso dallo stesso tecnico, la transizione non è ancora stata completata: la sua Juve non è ancora continua dal punto di vista delle prestazioni nel medio periodo, a volte fatica a trovare sbocchi e spesso concede conclusioni da posizione troppo ghiotta agli avversari. Detto ciò, non dovessero bastare i risultati del campo a garantire la bontà del lavoro di Sarri, le statistiche qui sopra stanno a testimoniare che la strada intrapresa è quella giusta, occorrono soltanto pazienza e fiducia; i giocatori hanno dimostrato di averne, possiamo dire lo stesso dei tifosi?