Allegri 2.0 la nuova Juve che non parte dal basso e punta sulla qualità

di Giordano Straffellini |

I ritorni non sono mai facili. Specialmente se hai lasciato un grande ricordo e una gran quantità di trofei in dote. La gente si aspetta tanto da Max Allegri. Dopo due anni buoni a livello di risultati, ma sofferti. La sofferenza, o meglio lo spirito di sacrificio Max lo vuole vedere in campo. La base da cui ripartire sembra questa . Poi arriveranno la qualità, le giocate e i colpi di classe. Ma la Juventus 2.0 riparte dalla voglia di lottare su ogni pallone, dallo spirito di sacrificio, dal mettersi a disposizione l’uno dell’altro. La sfida con l’Atalanta ci offre alcuni spunti per capire la stagione che verrà.

Addio costruzione dal basso.

Sicuramente la Juventus non esaspererà il gioco partendo da dietro. Chiaro che le azioni non partiranno sempre e solamente con rilanci lunghi. Ma in queste prime uscite le indicazioni di mister Allegri sembrano abbastanza chiare. La prima cosa da fare recuperata palla è guardare avanti. Ne è un esempio il primo gol di Dybala. L’Atalanta sta battendo un calcio d’angolo, Tek recupera palla e serve velocemente Cristiano che punta verso la porta avversaria. Un passaggio a Chiesa, assist per Dybala e gol. Fulmineo, letale.

Organizzazione e spirito di sacrificio.

Si difende di squadra. Si difende tutti assieme. E soprattutto si difende in posizioni di campo che non consentono imbucate o azioni facili agli avversari. In alcuni momenti della partita si prova ad aggredire alto. E’ successo con Barcellona e con l’Atalanta. Ma non è un ordine precostituito. Si va in base al momento della partita e allo stato fisico.

Un modulo adattato ai giocatori.

I numeri a Max Allegri non sono mai piaciuti. Semplificando la Juventus sembra giocare con un 4-3-3 in fase offensiva. In fase di non possesso uno dei tre d’avanti, ieri lo ha fatto Chiesa, ripiega sulla linea dei centrocampisti sistemando la squadra con un 4-4-2. Ma lo sviluppo del gioco è differente in base agli interpreti. Se Dybala fa il falso nove, si cerca più il fraseggio, gli inserimenti dei centrocampisti o degli esterni. Se la punta è Morata si cerca più di andare in verticale. Non quindi un modulo e compiti definiti, ma un adattarsi alle caratteristiche dei giocatori a disposizione.

Il nodo centrocampo.

In queste prime uscite la novità utilizzata con più continuità è Ramsey davanti alla difesa. Il gallese sta cercando di interpretare questo nuovo ruolo. Chiaro che alla Juventus servirebbe un acquisto in quella zona di campo. Ieri Bernardeschi ha giocato al posto di Rabiot. Gol a parte è un altro giocatore che si dovrebbe adattare a ricoprire un nuovo ruolo. Sembra tornato ad alti livelli Rodrigo Bentancur, ma vista l’esperienza degli ultimi due anni sembra questo il reparto su cui la società deve intervenire.

Allarme centrali se..

Supponendo buone le coppie di esterni bassi, avendo in rosa i titolari del Brasile finalista della Copa America Danilo e Alex Sandro. Potendo contare su Cuadrado Pellegrini, con De Sciglio che può giocare su entrambe le fasce, rimangono dubbi sulla tenuta fisica dei centrali Bonucci e Chiellini. Le qualità dei due campioni d’Europa sono indiscutibili. La tenuta atletica un po’ meno. Rimanere con Rugani come prima alternativa, dopo anni in cui il ragazzo ha faticato fra Rennes e Cagliari sembra alquanto rischioso.

Kulu Mckennie e Chiesa a voi..

I tre ragazzi giovani acquistati l’anno scorso hanno un stagione ed un europeo in più di esperienza. Se Chiesa ha ampiamente dimostrato di essere da Juvents Kulusevski e Mckennie hanno il compito di dimostrare di meritare questa maglia. Le qualità ci sono, la guida tecnica sembra quella ideale. Non ci resta che aspettare..