Allegri, gli insulti e le post-verità

di Sandro Scarpa |

Post-Verità: Notizia completamente falsa (fake-news; “bufala”) ma che, spacciata per autentica, sarebbe in grado di influenzare una parte dell’opinione pubblica, divenendo di fatto un argomento reale, dotato di un apparente senso logico. Chi segue la post-verità tende a rivangare i propri sentimenti e le proprie paure; chi cerca la verità tende invece a rapportarsi con il mondo reale e con la storia.

Allegri non è stato squalificato a seguito del suo comportamento durante la gara Fiorentina-Juventus, in particolare per i suoi alterchi con il quarto uomo Di Liberatore, molto mediatizzati.

Giuridicamente c’è poco da dire: Allegri non è stato squalificato perché nel referto arbitrale non c’è traccia di insulti o comportamenti non consentiti e, seppure ci fossero state ingiurie non meglio precisate, le stesse non sono state ascoltate dagli assistenti dell’arbitro. Peraltro un’eventuale prova TV è inapplicabile per il Codice di Giustizia Sportiva (art.35, comma 1.3) perché la fattispecie non rientra nelle “condotta violenta o gravemente antisportiva o concernenti l’uso di espressione blasfema“.

Ebbene? Perché nasce l’ennesimo putiferio mediatico, la solita gazzarra social, il tristemente reiterato giochino della “Juve, non così” e del mister bianconero graziato, proprio in una giornata con altri allenatori squalificati e in una settimana in cui, tra le altre cose, abbiamo anche copiato almeno 22 loghi (22, contati uno per uno tra le presunte accuse di plagio)?

Ecco vari titoli sparsi:

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La Gazzetta parla di “ingiuria” e di referto “pulito

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Il CorSera sintetizza con “Allegri graziato” di “insulti sentiti e altri no

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Il Mattino calca con “insulti all’assistente“, “Allegri inchiodato dalla TV

Inequivocabile!

Come in altri episodi simili (vedi la testata di Bonucci) il caso arriva alla stampa partendo dal “basso”, dai social che ritagliano e ricuciono ormai ogni istante di una partita e del suo contorno, e lanciano le immagini più notiziabili a velocità supersonica.

Vediamo cos’è successo.

Questo è il primo video:

 

Siamo al 48° minuto, con Cristoforo a terra dopo un fallo di Dybala. Insomma. Cosa dice Allegri? Per essere un esperto di labiolettura occorrono regole, schemi, trucchi e anni di pazienza ed esperienza. Una normalissima persona non esperta in lettura di labiali vede nel contesto e nell’atteggiamento di Allegri subito un “cazzo!” finale, intuendo un movimento peribuccale nervoso che viene identificato come una “A” seguita da uno scatto della mandibola con una “O” finale. Una volta arrivati a questa conclusione (?) approssimata la nostra mente suggerisce vari accostamenti all’imprecazione, come un “testa di” (se siamo antijuventini) o un “te ne sbatti il” se siamo bianconeri.

Isoliamo la battuta incriminata:

Ora che vi è entrato in testa quel “testa di..” non vi abbandonerà MAI! Si chiama apofenia, o nello specifico Pareidolia, in questo caso non acustica ma labiale. Lei llusioni pareidolitiche sono quei processi subcoscienti che tendono a ricondurre a forme note o parole note, oggetti o in questo caso, movimenti labiali dalla forma casuale o diversa dalla parola percepita. E’ un errore comune nella labiolettura, soprattutto quando il parlante urla e deforma quindi i normali movimenti di bocca e mandibola.

Proseguiamo. Ecco un terzo video, di poco successivo, Allegri che esce dal campo:

Ecco, qui, illusioni pareidolitiche a parte, i movimenti delle labbra sono più congruenti con quell’epiteto. Ma ormai il mister sta andando via, lo dice (se lo dice) senza essere ascoltato. Il messaggio ha un destinatario più preciso, ma il fucile è puntato altrove.

C’è poi un altro filmato nella vicenda, con l’audio stavolta, che però accade al 43° del secondo tempo, quindi 5 minuti prima dei video di cui sopra:

Qui Allegri rivolge nitidamente, al plurale, lo stesso epiteto (teste di cazzo), ma parrebbe rivolto più a quelli che “giocano una partita l’anno“, presumibilmente i rivali sul campo, non quindi quell’Orsato…ORSATOOO all’inizio dell’audio.

WAIT! Ma Orsato non c’era (addizionali Rizzoli e Doveri) e quindi? Cosa dice Allegri? Sandro? No, finisce con “saaatooo”. Ecco: pareidolia acustica.

Resta la certezza uditiva del “testE di cazzo“. Ecco, ritorniamo quindi al video in cui Allegri esce dal campo, quello che ci era parso un invequivocabile “testA di..” rivolto a Di Liberatore:

E se anche qui avesse usato il plurale? E’ coerente col movimento delle labbra: “testE di…“. Rivedendolo ci accorgiamo quindi che la certezza di prima è già svanita, seppure solo per un plurale. E a chi si rivolge stavolta? Ancora ai fiorentini o al sestetto arbitrale? Prima ripete “giocano una partita l’anno?“. Quante informazioni e quante incertezze…

E’ chiaro che nell’immaginario collettivo antiJuventino (e quindi giornalistico) vedere Allegri che urla con un labiale —A—O(?), rivederlo forse dire “testa o teste di cazzo” andando via e infine sentirgli dire “teste di cazzo” rivolto ai giocatori della Fiorentina genere un evidente “insulto al quarto uomo”, non ascoltato.

Non è possibile infatti per costoro che Allegri NON abbia insultato il quarto uomo rivedendo le immagini e facendo un mischione, non è possibile che Di Liberatore non abbia riportato a Banti semplicemente perché il fatto non sussiste. Sarebbe una dissonanza cognitiva incoerente con ciò che in anni di tifo si sono costruiti, tra alibi, titoli di quotidiani e selezione accurata di torti in malafede, distinti dai favori episodici. E’ molto più “coerente” pensare ad un “Allegri graziato“, ad un “referto (ri)pulito” nonostante le immagine che lo “inchiodano!”.

Si chiama teoria dell’equilibrio cognitivo di Heider, per cui ognuno ha il bisogno di rimanere coerente dando alle informazioni che riceve un significato coerente con le sue convinzioni pregresse e agendo sulle proprie percezioni in modo tale da rendere coerente un labiale e un referto “pulito” con la convinzione radicata di una Juve che rubba.

Attenzione, tutto questo accade anche a voi che leggete col sorrisetto.

Ecco Gonzalo Higuain, l’anno scorso con un’altra maglia:

Cosa dice il nostro bomber ad Irrati? E’ forse un “sei un bastardo!” anche ripetuto? O qualsiasi altra cosa, non ingiuriosa, gli passa per la testa in quel momento? Per noi juventini all’epoca era chiaramente un “sei un bastardo!”, mentre i tifosi del Napoli ponevano serissimi dubbi sul labiale, ovviamente. A colori invertiti avremmo invertito anche i giudizi e le incertezze, come in quel “Shit” o “Shame” di Khedira a Rizzoli, che gli valse un rosso nel derby (e qui dalla labiolettura si passa alla percezione dell’arbitro di un inglese pronunciato alla tedesca…). Nel referto pesantissimo di Irrati sulla reazione di Higuain NON si parla di ingiurie e di “sei un bastardo“. Quindi nulla, avevano ragione i tifosi del Napoli.

O credete anche voi che “il palazzo” salvò in parte Higuain, così come Banti sia stato mandato a riaprire il campionato convalidando il gol di Kalinic e non dandoci un rigore per mani di Rodriguez?

Tranquilli, è solo il mantenimento del vostro equilibrio cognitivo…

 

Finale: quindi la post-verità per cui Allegri ha sicuramente insultato ed è stato ovviamente graziato è ormai assodato, archiviata e registrata come rinforzo per chi alla prossima occasione la utilizzerà per rafforzare altre convinzioni e valutare altre post-verità.

Come dite? Non si saprà mai se Allegri abbia effettivamente insultato o no? Beh, non conta, le post-verità nascono anche di fronte a certezze uditive a fatti concreti ad un’intervista come questa a Giampaolo in cui il mister dice chiaramente: “con la Juve volevo essere…competitivo”, non “NON competitivo”. Sappiamo com’è andata poi..

Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.

La disse un tizio molto cattivo che aveva anticipato la follia attuale.