Se Allegri ha già comunicato l’addio alla squadra

di Luca Momblano |

Allegri trasferta

Supponiamo che ciò che trapela sia vero, ovvero che Massimiliano Allegri abbia concretamente comunicato alla squadra di essere al dunque con il suo ciclo in bianconero. Un ciclo particolare, per certi versi incredibile, fatto di obiettivi alla portata e oltre la portata, di obiettivi a suo tempo dimenticati (vale sia per il giocarsi una, anzi due, finalissime di Champions League e vale per il traguardo della Coppa Italia). Un ciclo che forse non resterebbe nelle parole, fissandosi meglio dove conta: sulla carta e quindi sulla pietra.

Supponiamo che sia vero. Perché scegliere di farlo? Qui terminano momentaneamente i fatti, e allora proviamoci con la logica.

Fattore credibilità: mettere a zero ogni fastidio ulteriore provenienti da rumours che rischiano farsi sempre più solidi e dettagliati nei giorni, mettersi quindi tutto d’un pezzo davanti alla squadra quando inizia la terza e decisiva parte di stagione.

Fattore trasparenza: se l’ha detto alla squadra, è perché la società ne è già informata. E se la società lo sa, le possibilità che arrivino alla squadra in breve tempo sono elevatissime. E dato che Allegri non è uno sprovveduto, vuole giocare a carte scoperte di fronte a coloro i quali chiederà ancora più sforzi di quanti chiesti negli anni prima e nei mesi prima. I calciatori sono fatti così… bisogna conoscerli e in pochi conoscono l’animo del calciatore come il tecnico bianconero.

Fattore scudetto: ciò che i giornalisti definiscono spicciamente “patto”. Io vi dico il vero, voi mi rispondete mostrandomi di che pasta siate fatti. Me lo dovete, ve lo dovete e la storia del quarto double (oltre ai premi partita) sono motivazioni ad altissimo voltaggio.

Supponiamo che sia tutto vero. Allora ci sarebbe anche la modalità: è un Allegri sereno, che solleva la squadra da ogni analisi critica sullo 0-3, convinto nell’affermare che tutto il possibile sia stato fatto, che se non si è arrivati al sogno Champions per lo starnuto di due mostri, che una volta mezzo passo – e una volta un passo – e altre un salto acrobatico – sono stati la terribile discriminante.

Ma attenzione alla possibile ricostruzione: Allegri non dice grazie, non abdica, riprende il timone perché c’è una regata da portare in fondo con un calendario di bolina. Riveste dunque i panni di skipper e tattico, sembianze che ha vestito dal primo minuto a Torino con eleganza, intelligenza e sguardo sempre un dito oltre l’orizzonte. Un luogo che Allegri ha sempre ritenuto esistere, anche senza si vedesse… supponiamo, e quindi riconosciamoglielo.