-9 e ci saranno altri giorni duri

di Luca Momblano |

Meno dieci. E alla fine non ne rimase nessuno. Come i piccoli indiani di Agatha Christie. Uomini e donne a tutti gli effetti, in una settimana che non è finita nonostante sia sabato. La settimana lavorativa del tifoso non finisce mai, neppure nel giorno dedicato alla spesa al supermercato. Cosa ci sarà nel carrello della Juve oltre alle parole che non ti ho detto di Allegri?

Sono stati giorni duri, di tensione umana e sportiva, a ruota di una vittoria come quella di Bologna, partita fantasma eppure fondamentale perché la testa rimanesse all’impegno contro l’Atletico. Giorni duri anche quelli successivi alla trasferta di Napoli, come è normale che sia.

Il campionato ovviamente non c’entra niente, per quanto non sia ancora vinto e non sarà perso se una gara va a rotoli da imbattuti nel torneo quando è iniziato marzo. Una partita molle dentro giorno duri – sarò ripetitivo – e se sono duri non è per quei quattro, quattrocento, quattromila sboccati che pagherebbero per ottenere un selfie. Un panino figlio degli accadimenti e del calendario. Giorni duri figli non del cosa, ma del come. E su questo aspetto Allegri magistralmente sorvola.

Per i sassolini c’è tempo. Venti centimetri a volte cambiano il calcio. Ma la cosa più insopportabile è immaginare gli uni o gli altri con il ghigno quando si conoscerà – scritto nella pietra – il destino europeo della prima Juve di Cristiano Ronaldo. Ripetiamo insieme: il destino europeo della prima Juve di Cristiano Ronaldo.

PS. il primo a insegnarmi come si fa un giornale, 15 anni fa, era uno juventino. Quanto juventino l’ho capito con il tempo. Soprattutto, scopro che mi e ci legge nonostante ora si occupi di altro (e quindi ancor di più della Juve). E qualcosa non va bene se invece di chiamarmi mi scrive attraverso Direct Message di Twitter. Dove ho sbagliato?