Allegri come Conte e Capello: senza centrocampo non si va da nessuna parte

di Graziano Campi |

La Juventus di Allegri di quest’anno ricorda quella dell’ultimo anno di Antonio Conte: in campionato domina, al punto che è seriamente a rischio il record di punti stabilito dal salentino, mentre in Champions League è arrivata alla terza sconfitta in sette gare.

Questo è un ruolino di marcia che giustifica l’uscita agli ottavi di finale, per quanto continuo a pensare che non sia ancora detta l’ultima parola: a Torino l’Atletico riceverà pan per focaccia dallo Stadium se la squadra sarà capace di suonare la carica, come accadde a Madrid un anno fa, quando in casa loro a cantare fino a quell’insensibile rigore furono soltanto i tifosi bianconeri.

Ma qual è il comune denominatore tra la Juventus di Conte e questa? A mio avviso il centrocampo. La Juve di oggi ha cinque centrocampisti: Sami Khedira, Emre Can, Rodrigo Bentancur, Miralem Pjanic e Blaise Matuidi. I primi due sono stati bersagliati da infortuni in serie, Bentancur sta maturando bene, mentre Pjanic e Matuidi portano la croce ogni partita, andando inevitabilmente a corto di energie con il passare della stagione.

Non fu diversamente nel 2013-14, quando la Juve si presentò con Pogba, Vidal, Marchisio e Pirlo, oltre al generoso Padoin (Isla e Asamoah giocarono prevalentemente da terzini). Troppo poco per affrontare al meglio due competizioni di livello, specie con un Arturo Vidal che nella seconda parte di stagione si è portò appresso una serie di problemi al ginocchio.

Andando più indietro nel tempo, viene da ricordare l’ultima Juventus di Fabio Capello, che dominò il campionato. Dietro a Vieira, Emerson e Nedved c’erano i generosi Blasi e Giannichedda: troppo poco per arrivare a febbraio/marzo con benzina nelle gambe. Anche quella volta, in Champions fu un disastro.

Vittima di conti sballati e di problemi di spogliatoio, la Juventus ha cacciato Claudio Marchisio nelle ultime ore del mercato estivo e a gennaio, oltre a non rimpiazzarlo, si è indebolita ulteriormente cedendo Medhi Benatia, con una difesa già in chiara emergenza-

E’ inutile parlare di mentalità o aggressività: se i tuoi centrocampisti hanno finito la benzina, tutto si fa difficile e due grandi allenatori prima di Allegri lo avevano già dimostrato.

Trasformare Dybala in tuttocampista non risolve il problema.